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Knytt Underground



Knytt Underground
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Azione
Giocatori
1
Produttore
Ripstone
Sviluppatore
Nifflas
Distributore
Ripstone
Versione
PAL
Requisiti
ADSL
Prezzo
9,99 Euro
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
scheda_networkoff scheda_pegi16
   
scheda_bottom

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NON TENTATE DI COMPRENDERE QUESTO TITOLO. LIMITATEVI A GIOCARLO!


Chi, come noi del Mario & Yoshi's friends Magazine, ha sempre guardato con interesse al settore degli Indie, lo ha fatto perché vedeva nel lavoro di quei ragazzi un'inventiva strabiliante. Slegato dalle regole, dai lacci e dei lacciuoli del mercato, dalle imposizioni di un produttore, dai sondaggi del reparto marketing, quel brulicante sottobosco creativo antepone ancora la passione al guadagno. Chi sviluppa, lo fa per dar corpo alle proprie visioni. Sebbene anche il settore degli Indie si sia frettolosamente adeguato alle regole del mercato vero e proprio, smettendo di sperimentare, smettendo di osare, smettendo di sognare, ci sono ancora dei giochi che corrispondono al nostro ideale di “titolo indipendente”. Sempre più rari, ma ci sono. E Knytt Underground è ovviamente tra questi.



UN VIAGGIO DENTRO SE' STESSI

Sviluppato, con una buona dose di coraggio, dallo svedese Nicklas Nygren (meglio conosciuto dai suoi fans come Nifflas), Knytt Underground sembra fatto appositamente per mandare in paranoia i recensori delle testate giornalistiche e, con loro, chi ritiene che i videogiochi debbano per forza appartenere a generi ben precisi.

Ma la realtà dei fatti è che Knytt Underground “è senza essere”. Fin troppo facile etichettarlo come ultimo esponente del genere dei “Metroidvania”, ignorando però tutti i campanelli d'allarme che ci dicono che non è proprio così. Ancora più sbrigativo è dargli del “platform” oppure rinchiuderlo sotto il chiavistello dei rompicapo. Ma non è proprio così.

E allora Knytt Underground cos'è, se non una personalissima visione di un mondo onirico? Se non il concretarsi dei pensieri più reconditi del suo autore, che ha deciso di condividerli con il suo pubblico? Se non un prodotto che non chiede e nemmeno vuole essere capito, essere interpretato, schematizzato, ordinato secondo canoni che non le sono propri, ma invece si limita a chiedere di essere provato, giocato, vissuto?

Suddiviso in tre capitoli, il rilassante titolo pubblicato da Ripstone aleggia sospeso tra i generi, le tabelle delle testate di settore, le pagelle delle recensioni, i pregiudizi dei videogiocatori.

Si viaggia per 1800 stanze che formano un'unica, immensa mappa. Schermate singole, autoconclusive, ciascuna governata da un enigma, presidiata da uno o più nemici. Sembra quasi di ritornare bambini e di ritrovarsi a giocare a The Legend of Zelda per NES, quando si veniva buttati in una Hyrule immensa, ci veniva data una spada e ci veniva detto di esplorarla tutta.

C'è infatti dentro anche un po' di Zelda nello straordinario minestrone colorato di Knytt Underground, e c'è anche del Metroid, in quella taciturna ragazza che di colpo può trasformarsi in una sfera. C'è dunque dentro molta storia di Nintendo, ma non solo.

Perché nell'opera dello sviluppatore trentunenne c'è soprattutto il suo immaginario trasognato: le stesse atmosfere che abbiamo vissuto, seppur con una veste grafica più modesta, in Within a Deep Forest e, su Nintendo 3DS, in NightSky. Titoli che hanno scaricato in quattro e capito in due. E chi scrive non pretende certo d'aver compreso.

Lo stesso Nicklas, su Twitter, presenta Knytt Underground in modo molto modesto: “I miei giochi non sono nulla di speciale, ma uno è diventato piuttosto popolare”. E infatti Knytt Underground ha già avuto modo di far parlare di sé su PC e PlayStation Network. Ora arriva finalmente sul Nintendo eShop, e dovrebbe essere subito preso in considerazione da chi ha dieci Euro da spendere.

 

LA SILHOUETTE DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Si viaggia tra funghi giganti ed alghe degne di ornare un meraviglioso acquario. Ci si perde nel dedalo senza tempo in cui la luce del sole, in contrasto con la nostra prospettiva, definisce in modo netto i contorni degli ostacoli, degli oggetti, della protagonista.

Si salta qua e là, ci si appallottola, ci si arrampica. Nel mentre si incontrano un sacco di protagonisti dai nomi assurdi che dicono cose senza senso. I primi due capitoli trascorrono così. A tratti sembra che l'autore abbia volutamente fatto le cose in modo sopra le righe per aggiudicarsi la patente dell'artista. Poi arriva l'epilogo, che è anche il clou del gioco. Molti dei tasselli del puzzle vanno apposto. La storia inizia ad avere un senso. Il gameplay no. Alla fine della fiera è tutto un andare da un capo all'altro della mappa, seguendo le indicazioni, le missioni o le richieste dei buffi personaggi che si susseguono.

Il ritmo di gioco per alcuni sarà eccessivamente cadenzato, quasi noioso.

La musica new age certo non aiuta. Le luci soffuse nemmeno. Knytt Underground a tratti pare una seduta di Yoga in salsa videoludica: non si sa se faccia bene, non si sa che effetti abbia, ma ci si sente comunque rilassati e affascinati.

E allora ecco che, come lo Yoga, molti lo snobberanno a piè pari. Persino al sottoscritto lo Yoga, del resto, non piace!

Eppure, come lo Yoga, Knytt Underground non smette di esercitare un certo ascendente su chi decide di dargli fiducia. O lo si ama o lo si odia. Questo perché, come un vero e proprio titolo Indie, il gioco dello svedese Nifflas non ha bisogno di essere venduto. Non segue né le regole di mercato e nemmeno le indicazioni degli analisti. E' così perché andava al suo autore che così fosse. E se voi volete avventurarvi nei meandri dell'immaginario di Nifflas potrebbe anche starvi bene, oppure no. Non lo saprete fino a quando non lo proverete!

 

 

 

 

  © RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Carlo Terzano


Valutazione Knytt Underground

In definitiva, Knytt Underground si aggiudica tutte e cinque le stelline della nostra valutazione semplificata, ma in realtà è un prodotto “non giudicabile”. Non solo perché sfugge a tutte le classificazioni alle quali siamo abituati, ma anche perché è un'opera quantomai privata e soggettiva. E' lento, talvolta irritante e pure scontato, nella sua stravaganza. Eppure è affascinante e solido. E dal punto di vista ludico completo: ha un inizio, una fine e nel mentre l'esplorazione di un universo finito. L'incedere è un po' zoppicante, ma il carisma sopperisce ai difetti.

 
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