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Captain Toad - Treasure Tracker



Captain Toad - Treasure Tracker
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Sistema
Nintendo Wii U
Genere
Rompicapo
Giocatori
1
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo
Distributore
Nintendo
Versione
PAL
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
9 Gennaio 2015
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"OUR PRINCESS IS IN ANOTHER CASTLE..."


Lo abbiamo conosciuto così, quel funghetto di Toad. Ed è stato subito odio.

Questo personaggio dal caratteristico capoccione a pois appariva al termine di ogni castello del vecchio Super Mario Bros. per NES e ci informava che, a dispetto delle apparenze, la nostra avventura era ben lontana dall'essere finita.

Negli anni abbiamo imparato a scoprire altri dettagli sul suo conto: abbiamo ad esempio scoperto che l'intero Regno dei Funghi pullula di questi essere gioviali ma profondamente inutili, abbiamo scoperto che è a queste creature isteriche che è demandata la protezione della principessa Peach (ecco perché viene rapita tanto frequentemente...) e che, nei momenti difficili, si lasciano andare a scene di panico e di isteria collettiva.

Qualche volta, un Toad più coraggioso degli altri è pure sceso in azione (Super Mario Bros. 2 e nel recente Super Mario 3D World), ma all'avventura questo micete incline all'angoscia ha sempre preferito lo sport e infatti si è cimentato con discreti risultati nelle gare di go-kart e nel calcio, nel baseball e nel tennis, organizzando tra le altre cose anche splendidi party.

Adesso, però, è venuto il momento della ribalta!



FUNGHI ALLUCINOGENI

È dai tempi del lontano Super Mario Galaxy che uno sparuto gruppo di Toad, armati di una sola torcia, ha deciso di abbandonare le comodità del Regno dei Funghi per provare l'ebrezza di accompagnare Mario nelle sue mirabolanti gesta.

Ora, però, è arrivato il momento di essere protagonisti nientemeno che di un gioco tutto loro. Toad e Toadette, una coppia che non scoppia ma che ha invece affinità da vendere, sono infatti i soli eroi di questo bizzarro prodotto per Nintendo Wii U, che affonda le proprie radici in un minigioco visto in Super Mario 3D World.

Tutto, infatti, nasce dall'ultima avventura dell'idraulico italoamericano che presentava, come riuscita variante sul tema, alcuni stage labirintici nei quali il giocatore doveva affidarsi a Capitan Toad. Fin qui nulla di sconvolgente, senonché il nostro non poteva saltare e questo si ripercuoteva tanto nell'esplorazione degli stage, quanto nella lotta contro i nemici i quali, di fatto, dovevano essere evitati.

Il giochino ha incontrato i favori del pubblico e gli sviluppatori di Nintendo hanno deciso di espanderlo, così da costruirci attorno un vero spin-off.

Capitan Toad – Treasure Tacker (in uscita il prossimo 9 Gennaio) non è però un insieme di minigiochi, perché dalle parti della Casa di Kyoto hanno lavorato parecchio per conferirgli la dignità di titolo a sé stante.

In verità, la bislacca avventura del nostro tremebondo capoccione, almeno sulle prime appare come un prodotto mignon (o champignon?), destinato ai più piccoli.

Gli enigmi sono facili, i nemici sonnacchiosi, le boss battle lente, le stelline ed i diamanti da raccogliere sempre davanti a voi, in bella mostra. Ma è tutta acqua cheta. Basta infatti terminare il primo pugno di stages (con tanto di irrisorio “the end” farlocco) per accorgersi che abbiamo appena scalfitto l'essenza del geniale rompicapo Nintendo.

Il primo capitolo è infatti una sorta di gigantesco tutorial sapientemente camuffato da gioco vero e proprio. Mentre ci divertivamo, gli sviluppatori stavano inculcando nella nostra mente le basi di un gameplay sicuramente strano ed originale. Con la seconda parte, si inizia a fare sul serio: i quadri si allungano, si fanno più articolati; i puzzle più intelligenti; i nemici diventano insidiosi ed i tre diamanti per stage sono nascosti decisamente meglio.

L'andamento è sempre lento, del resto Captain Toad – Treasure Tracker non è un Super Mario e all'azione preferisce la riflessione, ma il tasso di sfida aumenta con sapienza, inerpicandosi per una curva di difficoltà mai ripida ma sempre costante che aumenterà con fare sinuoso lungo gli oltre 70 livelli che vi separano dal vero “the end”.

 

RUOTA, GIRA, INCLINA, INCASTRA

Il nostro Toad, abbiamo detto, non può saltare. Questa mancanza -a tratti assurda visto riguarda una star Nintendo- cambia diametralmente il nostro approccio al gioco visto che, oltre a costringere il povero funghetto a lunghe deviazioni per arrivare là dove un idraulico baffuto giungerebbe in un secondo con uno dei suoi balzi, lo rende anche quasi inerme di fronte ai nemici. Due i modi per liberarsi degli sgherri di Wingo, il rapace che ad inizio gioco rapisce Toadette: lanciar loro contro i ravanelli di Super Mario Bros 2, che potrete recuperare scavando nel terreno o cascare sulla loro capoccia da una sporgenza più elevata. Di norma, però, si scappa di continuo. Del resto, lo ripetiamo, Toad non è Mario e non disdegna mai una ritirata strategica quando la situazione si fa pressante...

Ma l'essenza di Captain Toad – Treasure Tracker sta nel modo in cui sono stati pensati i quadri. Sembrano piccoli diorami, scatolette in legno colorate da qualche mastro giocattolaio di fine '800, eppure sono modernissimi, intricati ed incredibilmente complessi.

Visto che Toad non salta, bisogna industriarsi altrimenti, facendo uso soprattutto del GamePad Wii U attraverso il cui visore tattile ruoteremo, spingeremo, incastreremo intere parti dei livelli, tanto da far cambiare loro aspetto ogni volta che si raggiunge una leva o uno switch.

Ci sono stradine nascoste, invisibili all'occhio del giocatore meno accorto, buffi enigmi a tempo, superfici basculanti, altre che vanno mosse soffiando nel microfono, chiavi da raccogliere e serrature da sbloccare. Il tutto è mescolato da vivaci sessioni stealth, durante le quali Toad, come un novello Sam Fisher, deve passare sotto il naso di Goomba e Tipi Timidi senza farsi vedere.

Insomma, nonostante l'immaginario sia quello di Super Mario, Captain Toad – Treasure Tracker è un titolo profondamente differente. Non è un platform, non è un gioco di azione e non è soprattutto frenetico. È invece un rompicapo, è zeppo di piccoli ma geniali enigmi ed ha un andamento rilassato ma mai assopente.

Ad elevare il ritmo, qua e là, ci pensano poi livelli un po' diversi dal solito, come quelli da percorrere a rotta di collo su carrelli da miniera stracolmi di rape che il funghetto in gilette dovrà scagliare contro bonus e nemici. Siamo ovviamente ben lontani dalla frenesia degli stage su rotaia di Donkey Kong ma a rendere questi frangenti interessanti è il GamePad Wii U che va tenuto frontalmente ed utilizzato per mirare. Tutto molto bello, anche se purtroppo i giroscopi danno troppo spesso di matto, costringendo il giocatore ad avvalersi dello stick...

 

LUCIDA FOLLIA

Dal punto di vista meramente tecnico, Captain Toad – Treasure Tracker è una piccola gioia per gli occhi. Non si parla solo dell'accurata gestione delle luci e delle ombre in tempo reale ben messa in mostra dalla torcia che il funghetto ha sul capoccione, degli shader che rendono vivida ogni superficie o della maestria con cui sono realizzate l'acqua, la lava o le pozze fangose dei terreni palustri, qui ci si riferisce essenzialmente della cura con cui ogni cosa è stata realizzata.

I livelli sono piccoli diorami che prendono in prestito dal mondo di Super Mario tonnellate di materiale senza mai strafare. Si va da sgangherate case stregate a fitte foreste abbarbicate in apparente disordine su qualche blocchetto squadrato, passando per quadri innevati che somigliano più a panettoni ricoperti di zucchero a velo fino ad arrivare a sperduti templi che nemmeno Indiana Jones ha mai avuto l'ardire di affrontare.

E poi ci sono i nemici: Goomba, Tipi Timidi, Magikoopa, Gargantua Blaarg e chi più ne ha più ne metta, animati alla perfezione, degni di un posto come comparsa in un lungometraggio della Disney o in un acquerello del grande Miyazaki. Per non parlare, ovviamente, dei boss: grandi, grossi e amorevoli, rivelano un character design classico che non solo non sente il peso degli anni, ma che addirittura riesce a migliorare con il tempo!

Captain Toad – Treasure Tracker sembra un giochino, ma finisce per essere una cosa molto seria. Lo si intuisce da quei Luigi in grafica DOT che appaiono qua e là durante il gioco e che solo il giocatore attento saprà scorgere, o da quel bonus a forma di piccone che rimanda al martellone che Mario sfoderava nel coin op di Donkey Kong (e sempre da quel coin op sono tratti i materiali grafici dei livelli segreti di Toadette...). Insomma, dietro all'apparenza infantile, si nasconde un progetto che Nintendo vuole consegnare ai suoi fans storici.

Sul versante delle musiche, forse i temi di Koji Kondo non sono esplosivi come in passato, ma ben si adattano a livelli mignon e, soprattutto, fanno ottimamente il paio sul fronte sonoro coi mugolii, gli urletti o i versacci dei nemici o del tremebondo protagonista.

Insomma, siamo di fronte ad un prodotto Nintendo: tutto, dall'inizio alla fine, risulta curato fino allo sfinimento. E, ovviamente, il gameplay non è da meno.

Siamo di fronte ad un gioco unico del suo genere, piccolo eppure vastissimo, semplice eppure intrigante, ripetitivo eppure mai noioso, lento eppure mai statico. In una parola: una vera pietra preziosa.

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Leonardo Gatto


pro_contro_piu Gameplay fresco e originale
pro_contro_piu Level design da Oscar
pro_contro_piu Comparto sonoro ineccepibile
pro_contro_piu Provate a giocarlo avendo i dati di Super Mario 3D World...
Forse un po' lento e facile pro_contro_meno
L'assenza del multiplayer si fa sentire pro_contro_meno
Ogni tanto il GamePad Wii u si imbizzarrisce pro_contro_meno

Valutazione Captain Toad - Treasure Tracker
 
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9.4
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8.9
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9.3
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8.9
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9.1
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In definitiva, Captain Toad – Treasure Treacker si è rivelato una deliziosa sorpresa con cui iniziare al meglio il nuovo anno. Le basi sono quelle del divertente minigioco di Super Mario 3D World, ma questo nuovo spin-off non ha più nulla di “mini” ed il pavido funghetto è ora protagonista di una avventura a tutto tondo, fresca e divertente come non se ne vedono spesso. Magari il ritmo un po' troppo lento potrà non piacere a tutti, ma il level design sorprendente e gli enigmi conturbanti rendono il titolo un vero piacere, dall'inizio alla fine!
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