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Watch Dogs



Watch Dogs
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Sistema
Nintendo Wii U
Genere
Azione / Stealth
Giocatori
1/4
Produttore
Ubisoft
Sviluppatore
Ubisoft Montreal
Distributore
Ubisoft
Versione
PAL
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
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WIKI LEAKS E DATA GATE ERANO SOLO L'INIZIO


Chi segue da vicino ciò che accade nel mondo, avrà di certo pensato che, quanto successo nei casi “Data Gate” e “Wikileaks” offra non solo materiale a sufficienza per poter girare due o tre film di 007, ma metta anche a nudo risvolti terribilmente inquietanti collegati al fatto che buona parte della nostra vita sia ormai registrata su Internet. Gli acquisti effettuati con la carta di credito tracciano il profilo delle nostre abitudini, le telecamere sparse per la nostra città consentono di ricostruire i nostri spostamenti e ciò che potrebbe sfuggire all'occhio degli internauti malintenzionati viene spontaneamente raccontato da ciascuno di noi sui social network. Insomma: c'è poco da stare allegri, perché potrebbe bastare un palmare ed un hacker senza scrupoli per metterci tutti nei guai...



CAVE CANEM

In un futuro nemmeno troppo lontano, praticamente un presente parallelo, la città di Chicago è avvolta nella ragnatela di un enorme sistema informatico, il ctOS, che controlla tutto. Ogni banca dati, dall'anagrafe ai conti correnti bancari, è governata da questo indisponente Grande Fratello governativo che sa tutto di tutti. La scusa è quella di avere un'arma micidiale per debellare la criminalità organizzata, ma la realtà sembra essere diversa. Così, a chi ha in mano le redini del ctOS, basta inquadrare un cittadino qualunque con una delle migliaia di webcam che affollano la city per sapere se chi ha di fronte passa le sue giornate sui siti porno o lascia in giro un sacco di debitucci.

Aiden Pierce è un hacker che ha deciso di lottare contro il sistema... informatico. In realtà non è un moderno Robin Hood: non ha interesse a guidare alcuna rivolta. È più prosaicamente un brillante hacker che ha fatto il passo più lungo della gamba ed è rimasto invischiato in una brutta storia da cronaca nera. Per uscirne indenne, dovrà fare quel che gli riesce meglio: giocare col suo smartphone ed hackerare i sistemi operativi che ha davanti. Insomma, deve prendere il controllo del ctOS e rivoltarlo contro chi l'ha creato.

Possibile che un pugno di telecamere e qualche PC possano dare tutto questo potere? Si, perché ogni cosa, nell'Illinois, è gestita da quel cervellone elettronico.

Bastano due rapidi colpetti di pollice sul touch screen del cellulare per modificare a piacimento il colore dei semafori e creare un ingorgo che blocchi i nostri inseguitori, per alzare i dissuasori urbani così da tagliare la strada ai nemici; per sollevare i ponti; far partire o fermare i treni della metropolitana, ma anche far scoppiare condutture del gas, creare blackout e interrompere le comunicazioni delle forze di polizia...

 

TACI! IL NEMICO CI ASCOLTA

Su queste premesse sicuramente allettanti poggia la nuova IP di Ubisoft, Watch Dogs. Nuova poi nemmeno troppo, visto che sulle altre console è uscita nel mese di Maggio, mentre l'utenza Nintendo ha dovuto attendere la fine dell'autunno.

Ma Watch Dogs non è così nuovo neppure sotto il profilo contenutistico. Grattando la superficie è facile infatti scorgere le cianografie originali e scoprire che, nei progetti degli sviluppatori, il gioco nasceva come un capitolo in salsa moderna di Assassin's Creed.

C'è infatti molto, della fortunata saga della software house francese, in questo capitolo, ad iniziare ovviamente dalle lunghe e a tratti tediose sessioni stealth e da quelle in cui occorre pedinare i nemici per origliarne le conversazioni.

Il nostro Aiden è un po' meno atletico dei membri della confraternita degli Assassini (ciò non significa che non si arrampichi sui tetti con fare invidiabile), ma in compenso viene aiutato nel suo sporco lavoro dalle moderne tecnologie, che gli consentono di tendere delle letali trappole agli avversari.

Il bello di Watch Dogs è proprio questo: alla stregua di un ragno, è possibile restare nascosti nell'ombra e fare in modo che le proprie prede si stringano da sole il cappio attorno al collo.

Come è presto detto: bisogna osservare il territorio, memorizzare la conformazione delle basi nemiche, ed intrufolarsi nei sistemi di sicurezza così da manipolare qualsiasi cosa. È possibile far scattare un allarme, o muovere un carrello elevatore per portare le guardie proprio dove vogliamo: a quel punto sarà sufficiente creare un cortocircuito nel vicino pannello elettrico o provocare una esplosione nelle tubature del gas per liberarci delle tapine, lasciando le colleghe superstiti in balia del terrore.

In queste sessioni, divertenti anche perché ben programmate, qualcuno ritroverà un pizzico di Geist (il mediocre sparattutto di n-Space per GameCube), dato che anche là la chiave di volta era attivare gli elettrodomestici per spaventare i malcapitati. Non sappiamo se Ubisoft abbia o meno preso spunto da quell'FPS in esclusiva per console Nintendo che avrebbe meritato un seguito, ma quel che importa è che Watch Dogs da questi punti di vista risulti proprio bellino.

Peccato solo che scricchioli su altri fronti (il free roaming è molto fine a sé stesso, c'erano più attività secondarie in Assassin's Creed, il minigioco per hackerare i server è davvero insulso e sempre uguale a sé stesso) e finisca per diventare scontato e ripetitivo, complice una pessima gestione dell'IA nemica che rende le sequenze stealth un po' troppo semplici.

Nemmeno le corse in automobile, con i relativi inseguimenti al fulmicotone, si rivelano molto eccitanti: spesso gli avversari si eliminano da soli o comunque il tutto puntualmente si riduce a rintracciare una tubatura da far esplodere o un ponte levatoio da alzare con tempismo per seminare gli avversari. Il modello di guida, poi, è davvero elementare: persino i go-kart di Mario Kart richiedono una maggiore attenzione in curva, e la fisica dei veicoli è scandalosamente approssimativa: potrete fare frontali a 200 all'ora con un TIR e uscirne non solo indenni, ma addirittura vedere l'autoarticolato schizzar via mentre voi resterete fermi sull'asfalto.

Insomma, non siamo di fronte ad un GTA ma nemmeno davanti ad un Assassin's Creed. Troppo spesso, tra una missione e l'altra, si avverte la necessità di variare, di potersi calare in qualcosa di diverso. Purtroppo però Chicago è sì fedelmente ricostruita, ma anche essenzialmente vuota. Rompere le uova nel paniere ai microcriminali (borseggiatori, stalker, rapinatori) che si incontrano qua e là mentre si gira senza una meta non è un gran diversivo e pure lo shopping nei negozi si riduce a ben poca cosa, considerando che le armi migliori possono essere ottenute in missione dai cadaveri dei nemici, mentre i vestiti alternativi di Aiden sono solo skin di combinazioni cromatiche differenti.

 

NELLA RETE DEL RAGNO

Per fortuna, a soccorrere il videogiocatore annoiato, ci pensano le modalità on line. Ubisoft ne ha approntato diverse, ma la più divertente resta la possibilità di intrufolarsi in una partita altrui, camuffati con la skin di un PNG qualunque, ed iniziare a sottrargli i dati. Ciò invierà un messaggio di allarme al derubato, che dovrà mettersi sulle nostre tracce ed ucciderci prima che riusciamo a completare il download. Dal canto nostro, noi non potremo assassinarlo, quindi dovremo far di tutto per non essere scovati, utilizzando le webcam per monitorare i suoi spostamenti senza stargli troppo alle costole.

Si tratta di una modalità di contorno davvero ispirata e in linea con l'anima del gioco che potrà fagocitarci in ogni momento dell'avventura, visto che gli hacker, per loro stessa definizione, non bussano prima di arrivare. Quindi, quando subiremo un attacco, lo sapremo a cose già iniziate e dovremo mollare tutto per dirigerci velocemente nel punto di Chicago in cui è stato segnalato, per scandagliare minuziosamente tutti i PNG alla ricerca dell'intruso.

 

UN HACKER HACKERATO

Dove il titolo Ubisoft fallisce clamorosamente è, nemmeno a dirlo, il versante grafico.

Forse, visti i continui ritardi che hanno afflitto lo sviluppo della versione Nintendo, dovevamo aspettarcelo ma, in realtà, avevamo confidato fino all'ultimo che i tempi supplementari venissero sfruttati per consegnare alla platea di Wii U un porting come si deve.

Così non è stato. Ahinoi. La versione Nintendo è identica a quelle di vecchia generazione. In realtà qualcosa in più è stato fatto a livello di V-Sync, che cancella ogni parvenza di tearing, ma questo i giocatori lo sconteranno con un frame rate singhiozzante, specie nel passaggio tra una macro-zona e l'altra, che comporta una interruzione di alcuni secondi e persino istanti di muto se avete l'autoradio accesa. La risoluzione, ovviamente, è 1152x648, ossia ben distante dall'HD, come distante dalle edizioni per PS4 e X-Box One resta l'intero comparto grafico, privato di texture in alta risoluzione, bump mapping, shader e qualsivoglia effetto visivo legato alle esplosioni ed alle sparatorie. Abbondano le scalettature e la città è il festival del pop-up, evidentissimo soprattutto in autostrada, quando prima compaiono i grandi cartelli verdi delle uscite, poi le scritte e solo in un ultimo momento le varie frecce.

Anche l'uso del GamePad Wii U – che si limita a contenere la mappa di Chicago- risulta pigro e derivativo, specie considerato che il bizzarro controller Nintendo sarebbe potuto diventare il palmare di Aiden e ospitare minigiochi tattili nelle fasi di hackeraggio. Così, però, non è stato.

A tutto ciò si aggiunge il fatto che lo store digitale Nintendo ospiterà un pugno di DLC contro quelli messi in commercio per le altre versioni. Discriminazione nella discriminazione che certo farà arrabbiare più di un utente.

Il ché è un vero peccato perché, a conti fatti, tra alti e bassi, momenti entusiasmanti ed altri decisamente più noiosi e riciclati da Assassin's Creed, Watch Dogs resta un free roaming convincente e sufficientemente curato. Il comparto tecnico e l'assenza di idee nuove riversate nel GamePad Wii U, però, pesano innegabilmente sul voto in pagella, oltretutto considerato che questa versione è uscita con sei mesi di ritardo rispetto alle altre.

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Carlo Terzano


pro_contro_piu Diverse idee ben realizzate
pro_contro_piu Ottimo multiplayer on line
pro_contro_piu Chicago riprodotta fedelmente
pro_contro_piu Doppiaggio di gran classe
Grafica obsoleta pro_contro_meno
Frame rate ballerino pro_contro_meno
GamePad Wii U mal sfruttato pro_contro_meno
Gameplay troppo simile ad Assassin's Creed pro_contro_meno
Solo alcuni DLC sono disponibili su Wii U pro_contro_meno

Valutazione Watch Dogs
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7.7
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6.8
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8.4
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8.2
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8.1
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7.8
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pagella_mezzastellina
In definitiva, Watch Dogs si è rivelato meno promettente di quanto sperato. Dal punto di vista contenutistico, il gioco Ubisoft non è infatti quel free roaming innovativo e sorprendente come era sembrato all'E3, complici anche le tante idee scopiazzate da Assassin's Creed -di cui a tratti questa nuova IP sembra uno spin off in ambientazione moderna- ed il fatto che le intuizioni presenti non funzionino sempre come dovrebbero. L'utenza Nintendo deve inoltre fare i conti con una versione uscita sei mesi dopo le edizioni per console rivali ma graficamente obsoleta e con qualche difettuccio di troppo a livello di prestazione (rallentamenti, scalettature, pop-up... imperdonabili nel 2014). Si poteva fare molto di più per far perdonare ai nintendofli il grande ritardo, invece il gioco debutta defalcato persino di numerosi DLC. Inoltre, si sarebbe potuto coinvolgere maggiormente il GamePad Wii U all'interno dell'economia di gioco, mentre il suo apporto resta marginale e scontato.
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