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Tomodachi Life



Tomodachi Life
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Gestionale
Giocatori
1
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo
Distributore
Nintendo Italia
Versione
Eur
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
scheda_networkon scheda_pegi3
   
 
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TOMODACHI LIFE, OVVERO: UNA SIT-COM A META' STRADA TRA BEAUTIFUL E MAI DIRE BANZAI!


Ci sono giochi che non ti aspetteresti mai di vedere qui in Italia. E Tomodachi Life è sicuramente tra questi. Vuoi il suo carattere marcatamente nipponico, vuoi il fatto che il primo episodio (per DS) era rimasto confinato entro la terra natia, trovarselo protagonista inatteso di una Nintendo Direct tutta per lui è stato sicuramente una bella sorpresa.

Siamo naturalmente tutti felici del fatto di poterlo finalmente provare con mano, ma a questi punti, è però bene capire cosa sia, Tomodachi Life...



ASCOLTA...MII!!

Chiariamo subito una cosa: Tomodachi Life non è Animal Crossing. Non è insomma un simulatore di vita campestre, sebbene le premesse facciano credere a qualcosa di analogo.

Anche li si ha infatti la necessità di creare un alter ego (che potrà essere il proprio Mii) per vederlo vivere in un mondo virtuale (un'isoletta di cui determineremo solo il nome, perché per il resto crescerà secondo regole prestabilite) che ci faccia un po' da rifugio quando si è stanchi di quello reale.

L'isola in cui vivremo rappresenta già la prima discrepanza con il titolo di Katsuya Eguchi: in Animal Crossing i paeselli sono random, e nell'ultimo episodio era possibile personalizzarli fin nei minimi dettagli; in Tomodachi Life tutte le isole sono uguali per mappa, dimensioni e locations. Cambia solo il numero di locali, che cresceranno a seconda di quanto del nostro impegno profuso nel gioco.

Ma anche il gameplay di fondo è parecchio diverso da quanto visto, goduto e apprezzato tra gli alberi di mele e quelli di pesce che abbiamo piantato fino all'altro ieri, chiacchierando con cani fissati con lo sport e scimmie pettegole.

Dopo che avremo creato il nostro Mii (che potrà essere importato dalla piazza, scambiato wireless o via QR Code) e definito il suo carattere (l'editor è semplicissimo, e ci chiede di determinare, per mezzo di scalette graduate, se sia una persona calma o irrequieta, riflessiva o impulsiva, diretta o gentile, seria o allegra, normale o originale), il software creerà un personaggio dotato di vita sua, con gusti e affinità uniche.

Non saremo insomma noi a determinare le sue scelte, potremo solo assecondarlo o meno, come una sorta di deus ex machina che, dopo aver infuso la vita ad un oggetto inanimato, si diverte ad osservarlo, interagendo nella sua quotidianità quando meno se l'aspetta.

Il nostro Mii parlotta di continuo (in italiano!) e ci supplicherà di esaudire i suoi desideri, che potranno essere un nuovo look al suo appartamento, ma anche un nuovo vestito o un cappello particolarmente stravagante. Starà a noi scegliere se ascoltarlo o meno: volendo lo si può conciare come più ci aggrada, e divertirsi nel vedere la sua espressione contrariata quando, all'improvviso, si ritroverà ad indossare un costume da scoiattolo!

 

AMA...MII!

Come un novello Adamo, anche il nostro Mii si sentirà presto solo soletto: ecco perché il nostro secondo compito sarà quello di creargli compagnia. Potremo introdurre nuovi isolani pescando dalla vita di tutti i giorni: genitori, insegnanti, zii, nonne, ma anche amici, personaggi famosi (sarà possibile reperire, via QR Code, i big di Nintendo: Miyamoto, Aonuma, Iwata e Reggie) e, perché no, pure quella compagna di scuola che ci fa palpitare il cuore.

A modo suo, Tomodachi Life è e resta una specie di The Sims: i Mii interagiranno tra loro e in tutta autonomia sceglieranno se c'è intesa o meno. Potrebbe capitare di trovarli che si lanciano l'intero arredo di casa addosso, oppure impegnati in una folle sessione karaoke.

Da questo punto di vista, il titolo Nintendo è quando di più nipponico potessimo chiedere: le situazioni demenziali e paradossali, infatti, si sprecano.

Trovare il proprio insegnante di Algebra impegnato sul palco mentre, assieme a quelli di Filosofia e di Latino intona una canzone d'ultimo grido è già di per sé una situazione ilare, ma entrare addirittura nel sogno del nostro amico che s'è appena addormentato dopo il pranzo, e scoprire che sta immaginando di vivere in un mondo di giganti fa davvero comprendere la portata delle trovate intessute nel gameplay.

Del resto Tomodachi Life è più un'opera da guardare che non da giocare visto che, a conti fatti, l'interazione è davvero limitata, perciò Nintendo si è impegnata molto a creare qualcosa che valesse la pena di vedere. Ogni volta che si accende il 3DS, lo si fa chiedendosi cosa sarà successo nelle ultime ore: un folle telegiornale ci metterà subito al corrente degli ultimi accadimenti, e noi in più potremo sbirciare nelle case e nelle varie zone dell'isola per vedere cosa fanno gli abitanti. Potremmo sorprenderli impegnati in un multiplayer davanti a Wii U, o mentre litigano per una bambola di pezza o, a sorpresa, mentre aprono il proprio cuore al Mii dei loro sogni. Noi potremo benedire o meno il loro rapporto e, se il corteggiato accetta, vederli uscire a cena, tenersi timidamente per mano, concedersi lunghe passeggiate in spiaggia e persino convolare a nozze. Ma non è tutto: i Mii potranno avere persino dei bebè e, se non vanno d'accordo, divorziare!

Succede davvero un po' di tutto, in Tomodachi Life!

 

SEGUI...MII!!

Succede sì un po' di tutto, in Tomodachi Life, resta però da vedere se avrete voglia di stare passivamente ad osservare quello che accade. Anche perché, nella sua follia, il simulatore di vita Nintendo non è nemmeno troppo connesso. Fa storcere il naso, ad esempio, che si possa trovare il proprio Mii impegnato in due attività differenti nello stesso momento che lo portano per lo più a stazionare in zone dell'isola molto distanti tra loro, e non è nemmeno il massimo il fatto che di notte tutti dormano, e l'interazione sia quindi ridotta ai minimi. Chi di giorno studia o lavora, rischia di mancare gran parte del divertimento, che poi di fatto è solo aneddotica estemporanea visto che le attività ludiche vere e proprie scarseggiano.

Certo, di tanto in tanto i Mii ci proporranno di prendere parte a piccoli minigiochi sportivi o festaioli (leggi: à la Mario Party): si tratta di piccole parentesi che permettono al giocatore di non starsene sempre con le mani in mano. Peccato solo che queste prove si somiglino un po' tutte e non abbiano delle conseguenze di peso nel mondo di Tomodachi Life.

Sul medio-lungo periodo, Tomodachi Life perde quello smalto iniziale che ci aveva spinto a portarci il 3DS in ufficio o al mare, per non lasciare soli i nostri folli coinquilini nemmeno un attimo, e si rivela per quello che è: un succedersi derivativo di situazioni posticce, del tutto casuali e riciclate, molte delle quali non hanno nemmeno risvolti nei rapporti tra gli abitanti dell'isola (tranne i matrimoni, i divorzi e le nascite, che invece segnano punti indelebili).

Anche sul fronte tecnico Tomodachi Life non conquista: la grafica è piuttosto spartana, molte locazioni sono persino vuote, e la situazione non migliora certo sul fronte del sonoro, dove al fianco della sorpresa di sentire i Mii parlare in italiano troviamo comunque un pugno di musichette di poco valore e pure ripetitive.

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Luisa Grotti


pro_contro_piu Concettualmente unico
pro_contro_piu Divertente e demenziale come pochi
pro_contro_piu Ritrovarlo in Occidente è stato una sorpresa
Alla lunga ripetitivo pro_contro_meno
Poco ludico pro_contro_meno
Tecnicamente scialbo pro_contro_meno
Eccetto i matrimoni e i divorzi, non vi è una vera e propria evoluzione nei rapporti tra Mii pro_contro_meno

Valutazione Tomodachi Life
 
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7.3
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6.8
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In definitiva, Tomodachi Life incarna alla perfezione il termine culinario giapponese “umami” che indica sapori agrodolci ben distanti dai nostri palati e da ciò che apprezzano le nostre papille gustative. Tomodachi Life non è infatti un titolo per tutti. Anzi, a conti fatti è un gioco davvero per pochi eletti. I nippofili sfegatati lo ameranno, almeno durante le prime, intense, partite, salvo poi lasciarlo cascare nel dimenticatoio visto che il gioco non riesce ad intrattenere a lungo. Tutti gli altri probabilmente lo archivieranno anche prima per via della sua leggerezza e del suo modo di procedere inconcludente.
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