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The Legend of Zelda - A Link Between Worlds



The Legend of Zelda - A Link Between Worlds
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Avventura / GdR
Giocatori
1
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo
Distributore
Nintendo Italia
Versione
Demo
Requisiti
/
Uscite    
Natale 2013
Autunno 2013
Natale 2013
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UN COLLEGAMENTO CON IL PASSATO!


Diciamo la verità: i fans di Zelda si aspettavano qualcosa di più da questo E3. La fiera ha portato in dote due capitoli, ma uno (The Legend of Zelda - The Wind Waker HD) è un remake mentre il secondo gioca pericolosamente sul filo del rasoio che divide le parole “rifacimento” e “seguito”.

Ma è davvero così?



NOSTALGICHE LEGGENDE

Quando si parla di The Legend of Zelda – A Link to the Past i cuori dei videogiocatori palpitano, i polmoni vanno in apnea e l'occhio si inumidisce. Se non siamo di fronte al capitolo migliore della serie (la lotta con Ocarina of Time sarebbe senza esclusione di colpi), siamo comunque davanti ad uno dei migliori videogames mai sviluppati, entrato di diritto nell'Olimpo delle opere intellettuali virtuali.

Quindi un remake, magari mezzo pastrocchiato dal 3D stereoscopico, a 22 anni di distanza dall'uscita dell'originale, ci starebbe pure bene.

Ma, contrariamente a quello che si potrebbe pensare visionando il filmato e le foto che accompagnano questa anteprima, The Legend of Zelda – A Link Between Worlds non è un remake. Anzi, è un seguito vero e proprio. Prova ne sia che il titolo giapponese accompagna il ben noto sottotitolo A Link to the Past con il suffisso “2”, fortunatamente rimosso in fase di localizzazione.

Ma non si può nemmeno dire che questa seconda comparsata di Link su Nintendo 3DS sia un seguito a tutto tondo. Per lo meno è di quelli strani, che presentano sfumature che potrebbero mandare in brodo di giuggiole taluni, lasciare totalmente indifferenti altri e, perché no, magari indignare anche un manipolo ristretto di persone che non si commuovono facilmente.

Questo perché, dietro l'aspetto evidentemente retrò di The Legend of Zelda – A Link Between Worlds si nasconde anzitutto la medesima Hyrule vista in A Link to the Past nel lontano 1991.

 

IO QUI CI SONO GIA' STATO...

Avete capito bene: la topografia dell'overworld è quella. Rispolverata, rassettata, raddrizzata e ripulita, certo, ma fondamentalmente quella. Chi ha giocato fino alla nausa (e sono milioni di videogiocatori) quella incredibile gemma per SNES, dunque si ritroverà a casa, nel senso più letterale del termine. Ma rischia pure di non trovare nulla di realmente nuovo mentre batte palmo a palmo queste “nuove”/vecchie lande virtuali.

Zelda è infatti soprattutto il piacere della scoperta, spingersi oltre la collina per vedere cosa c'è dietro, entrare in una grotta con il cuore in gola animati dalla curiosità di scoprire cosa si nasconde tra le tenebre, varcare i confini di un bosco vergine per completare la propria mappa... Se ci si muove per terreni già esplorati, strade già battute, paludi che non hanno più segreti, parte del divertimento caratteristico della saga rischia di perdersi per strada.

Ecco perché guardiamo con scetticismo questo nuovo episodio.

Certo, da un lato siamo anche felici di poter rimettere piede nella Hyrule per antonomasia, quella che ha fatto da palcoscenico alla Leggenda che ha segnato la nostra infanzia, ma dall'altro temiamo di non riuscire più a sorprenderci, di sostituire all'epopea della scoperta pionieristica l'agrodolce rimpianto di un guerriero ormai anziano che torna sui propri passi inseguendo impalpabili fantasmi.

 

MUTEVOLI SOTTERRANEI

Se l'Hyrule di The Legend of Zelda – A Link Between Worlds ha mantenuto contenuti, dimensioni e profili dell'indimenticabile regno fatato di A Link to the Past (Dark World e ziggurat annessi, s'intende), in compenso Nintendo ha rifatto da zero i dungeons dell'originale per adattarli alle esigenze del giocatore moderno.

Dislocati pressappoco dove ce li ricordavamo, i sotterranei presentano una struttura tutta nuova (pur popolata da brutti musi storici), ravvivata da enigmi inediti e da diversi items innovativi.

Studiati appositamente per avvolgere il giocatore nell'avventura grazie al 3D stereoscopico del Nintendo 3DS, i dungeons collegheranno in maniera molto stretta i diversi piani che li compongono, facendoci scendere e salire di continuo per risolvere i rompicapi che chiudono la via al boss di turno.

Tornano naturalmente gli oggetti secondari (boomerang, arco, bombe, ecc...) da rinvenire in scrigni perduti e da utilizzare quando la situazione si fa pesante. La demo losangelina ci ha permesso di utilizzare soprattutto il martello il quale, tirato sulla capoccia di antipatici esseri simili a talpe che si frappongono tra noi ed il nostro obiettivo, può trasformarli in molle utili a passare da un livello all'altro del dungeon.

Ma la chiave di volta di The Legend of Zelda A Link Between Worlds è senz'altro la possibilità, per il nostro coraggioso eroe di verde vestito, di tramutarsi in un graffito. Non sappiamo perché abbia acquisito questo straordinario potere, del resto Nintendo tiene le labbra cucite sul canovaccio (Aonuma si è solo lasciato sfuggire il fatto che presenterà alcuni rimandi ad A Link to the Past, pur non essendone un sequel diretto), sta di fatto che, da dipinto murale, Link potrà muoversi lungo le pareti e superare agevolmente baratri ed altri trabocchetti mortali.

Un potere, questo, che gli tornerà utile più di una volta tanto nei dungeons quanto nell'overworld, dove alcune modifiche marginali hanno dato vita ad enigmi da risolvere proprio diventando bidimensionali. Qualcosa di molto simile al potere sfoggiato da Mario nei Paper Mario...

 

ANCHE L'OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE

Se la vecchia Hyrule dell'indimenticabile A Link to the Past è stata tirata a lucido per avvolgere il giocatore moderno con la tecnologia del 3D stereoscopico, la veste grafica non rappresenta certo lo stato d'arte della console sulla quale gira.

Animata da un motore volutamente retrò ed abbellita da uno stile piuttosto scialbo, che non riesce certo ad essere all'altezza delle tonalità pastello e delle linee morbide e flessuose dell'episodio per SNES, la grafica di The Legend of Zelda A Link Between Worlds non ci ha convinto troppo.

E' ancora presto per lasciarsi andare a questo genere di critiche, anche perché il gioco non uscirà prima di Natale, ma, per quanto impressionati da alcuni virtuosismi legati ad un uso intelligente del 3D stereoscopico, abbiamo notato troppi scenari spogli e colpi d'occhio desolanti.

Non ci resta che augurarci che Nintendo riesca a trovare uno stile che rappresenti meglio questo ultimo capitolo della Leggenda, senza scimmiottare eccessivamente quello di A Link to the Past e senza nemmeno sedersi sugli allori di chi ripesca grafiche spartane di titoli molto vecchi.

Il retrò è una cosa, la penuria di dettagli un'altra.

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 


A cura di : Carlo Terzano


Aspettativa The Legend of Zelda - A Link Between Worlds

The Legend of Zelda – A Link Between Worlds è sicuramente un progetto molto ambizioso che come tale va analizzato a fondo e non può essere capito dopo partite frettolose in stanze affollate e caotiche. Per questo ci riserviamo di tornare nuovamente a parlare dell'ultima avventura del nostro elfo preferito quando Nintendo ci inviterà al Post E3 milanese e avremo modo di provare il titolo con maggior calma. Titolo che ad oggi non ci ha colpito troppo, sia perché temiamo che non possa stupirci come A Link to the Past prima di lui, sia perché non siamo stati rapiti dal suo stile grafico piuttosto grezzo.

 
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