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Project X Zone



Project X Zone
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Picchiaduro / GdR
Giocatori
1
Produttore
Namco Bandai
Sviluppatore
Monolith Soft.
Distributore
Namco Bandai
Versione
Eur
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
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O MANGI IL MINESTRONE O SALTI DAL FINESTRONE!


L'idea di unire sotto un unico vessillo eroi presi da contesti e universi differenti solletica ad intervalli regolari i produttori più pigri dell'industria videoludica, mandando nel contempo i paranoia i fans più sfegatati delle rispettive etichette. Per un purista di Resident Evil, veder lottare spalla a spalla Chris Redfield con il vecchio Arturo di Ghoul'n' Ghost (titolo che oggi si ricorderebbero in tre, se non fosse per la Virtual Console), è un po' come se un comune mortale si trovasse ad assistere ad un cartone animato in cui Gambadilegno e Willy E. Coyote escogitano assieme un piano per catturare Topolino e Beep Beep.

Insomma, un colpo al cuore.



MISCELLANEE ASSORTITE

Capita davvero di rado che si possa accettare che eroi che non hanno nulla da spartirsi calchino assieme il medesimo palcoscenico. Avrebbe senso trovare i mici antropomorfi del musical Cats nella scena madre di Romeo e Giulietta? No, e se un registra provasse a fondere le due rappresentazioni probabilmente crollerebbe il teatro.

Ecco perché la borbottante utenza videoludica riesce a tollerare certe invasioni di campo solo in determinate occasioni, e cioè prevalentemente quando il gioco di per sé non presenta alcuna sinossi e l'apparizione di star più o meno eccentriche viene giustificata dal desiderio di ampliare la platea dei personaggi messi a disposizione dagli sviluppatori. E' un po' il caso dei Mario & Sonic Ai Giochi Olimpici, o dei tanti capitoli di Super Smash Bros., che negli anni hanno fatto debuttare al fianco di Mario e di Zelda diversi personaggi che con l'immaginario delle singole serie di riferimento non c'entravano niente. Eppure facevano lo stesso la loro scena, perché in fondo almeno una volta nella vita tutti noi ci siamo chiesti se sia più forte Bowser o Ganondorf, più duro Link o Snake, più tosto Sonic o Samus...

Monolith Soft., fresca del successo di Xenoblade Chronicles per Nintendo Wii e Banpresto, hanno invece deciso di scegliere la via più difficile: unire in un minestrone improbabile i personaggi più noti dei curricula di Sega, Capcom e Namco-Bandai non per farne il classico picchiaduro indiavolato, ma per mettere assieme un'avventura che prevede una trama che prova addirittura di dare una spiegazione alle tante domande che avrete ora in testa!

Il risultato è, come prevedibile, un titolo bizzarro, caracollante, a tratti persino privo di un bilanciamento ludico vero e proprio e permeato da una follia nipponica che tollereranno in pochi...

 

L'ARTE DELLA GUERRA?

Quando si deve sviluppare un gioco con le più note stars videoludiche di Capcom, Sega e Namco-Bandai, è fin troppo facile sedersi sugli allori e sperare che siano i singoli personaggi a fare il grosso del lavoro, richiamando le proprie platee di riferimento e nascondendo dietro la loro notorietà un gameplay poco elaborato e malamente progettato.

Un rischio che Project X Zone sembra aver voluto evitare a tutti i costi ma che, tessendo una meccanica di gioco insolitamente complessa non sembra esserci riuscita lo stesso. Le idee ci sono, ciò è innegabile, e sono pure tante, ma costruiscono un gameplay che non ne esplora nessuna davvero a fondo, e così quella selva di trovate, progetti, e curiosità buttate lì soffoca sul nascere qualunque interesse.

Temevamo di trovarci di fronte al canonico hack'n'slash a scorrimento senza fronzoli e pretese, invece Project X Zone è l'opposto: un titolo ricco di sfacettature che prende ora da Fire Emblem, ora da Fatal Fury, ora da Street Fighter, senza però mostrare un carattere univoco e capire bene a quale genere votarsi. Insomma, il problema più grande di Project X Zone è che non si capisce affatto cosa voglia fare da grande, e siccome prova contemporaneamente a battere tante strade, finisce con rivelarsi mediocre sotto ogni prospettiva.

Il titolo di Monolith Soft. e di Banpresto si divide in due grandi macro-sequenze: una fase tattica, à la Fire Emblem, ed una notevolmente più indiavolata à la Street Fighter.

Nella prima dovrete gestire più unità lungo delle mappe bidimensionali parzialmente assediate dai nemici. Fin lì tutto bene, se non fosse che le conformazioni dei livelli non vi permettono di tessere chissà quali strategie e che l'unico vostro obiettivo sia quello di arrivare a scontrarvi col nemico. Insomma, queste fasi prodromiche allo scontro non hanno alcuna utilità e non sono animate da nessun nesso logico-strategico. La gestione delle truppe riguarda unicamente la direzione da far intraprendere loro: non è possibile né livellarle né personalizzarle, e l'unico modo per intervenire sull'equipaggiamento è rappresentato da due slots per personaggio da riempire con gli items un po' anonimi rinvenuti dopo gli scontri. Queste fasi pseudo strategiche non assolvono affatto al loro ruolo: potrebbero anche non esserci e non ne sentireste la mancanza.

 

ESPLOSIONI A NON FINIRE, TANTO FUMO E POCO ARROSTO

Il piatto forte di Project X Zone è perciò il momento dello scontro. Anche qui il gioco si divide essenzialmente in due frangenti: gli scontri contro nemici anonimi, che regalano ben poche emozioni, e quelli contro i generali d'armata, che invece hanno un gusto più speziato, anche per via del fatto che si tratta di mostriciattoli noti, nemesi degli eroi di Capcom, Sega e Namco-Bandai.

Questi indiavolati attimi di puro picchiaduro saranno la felicità per gli amanti del genere: il titolo ha infatti occasione di mostrare la cura certosina riversata per animare gli sprite dei protagonisti (rigorosamente in 2D non solo per rispondere alle limitate esigenze tecniche del 3DS, ma soprattutto per amalgamare gli stili grafici più disparati), che durante la lotta sono messi a dura prova, dovendo sfoderare tutto il repertorio atletico che li contraddistingue. Ogni eroe porta con sé il proprio bagaglio culturale tratto di peso dalle rispettive saghe: Chris e Jill combattono prevalentemente armati di pistole e fucili a pompa, così come Dante e Dimitri Maximoff di Devil May Cry e Darkstalkers, Megaman sfodera tutto il suo armamentario composto da missiloni grossi così e sparocchetti di scarso raggio, Yuri Lowell & Estellise Sidos Heurassei di Tales of Vesperia s'affidano invece all'arma bianca intavolando duelli di un nostalgico e regale passato, mentre Ryu e Ken sfodereranno i colpi più portentosi che hanno fatto la fortuna di Street Fighter. E potremmo continuare, visto che Project X Zone abbraccia le serie più disparate: da Tekken a Space Channel 5, da God Eater a Resonance of Fate, passando per giapponesate illustri del calibro di Rival Schools, Dynamite Deka e Valkyrie No Boken, sicuramente sconosciute ai più.

Ad infiorettare il tutto, ci pensa un massiccio uso di effetti speciali: laser, esplosioni, deflagrazioni, fumogeni, lapilli, ma anche terremoti, improvvisi zoom sui volti dei personaggi, renderanno gli scontri cruenti, emozionanti, adrenalinici ma anche parecchio caotici, specie sulle prime. Ci si pesta come se non ci fosse un domani, pigiando senza strategia i pulsanti deputati all'attacco e ricorrendo ai dorsali per chiamare eventuali alleati raccolti sulla mappa.

Gli sviluppatori hanno puntato tutto sulle super combo, che nella migliore tradizione nipponica sfasciano l'intera arena in una profusione di effetti pirotecnici da far invidia ai più catastrofici film hollywoodiani. Nonostante questo gran impiego di effetti, i combattimenti di Project X Zone non decollano, vuoi per il fatto che non si ha mai piena padronanza di ciò che avviene nell'arena, vuoi perché alla lunga risultano ripetitivi, indipendentemente dalla coppia di eroi utilizzata.

Come se ciò non bastasse, gli scontri, oltre a non presentare il giusto mordente, si superano fin troppo facilmente, a causa di una difficoltà media tarata verso il basso sembra aver paura di mettervi i bastoni tra le ruote.

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Andrea Bruno


pro_contro_piu Un parterre d'eccellenza
pro_contro_piu Offre la possibilità di conoscere saghe minori
pro_contro_piu Ricco di battute di spirito
Tanti generi toccati, senza eccellere in nessuno pro_contro_meno
Troppi dialoghi pro_contro_meno
Tecnicamente datato pro_contro_meno
Gameplay ripetitivo pro_contro_meno
Difficoltà media piuttosto bonaria pro_contro_meno

Valutazione Project X Zone
 
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7.0
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6.5
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6.3
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6.2
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6.5
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In definitiva, Project X Zone casca nelle insidie classiche che attendono gli sviluppatori che si avventurano nella preparazioni di simili minestroni ed il risultato è una minestrina scialba e povera di sale. Tecnicamente datato ed evocativo solo a sprazzi, presenta un gameplay poco convincente troppo caotico e raffazzonato per riuscire a convincere sulla lunga distanza.
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