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Color Zen



Color Zen
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Rompicapo
Giocatori
1
Produttore
Cypronia
Sviluppatore
Cypronia
Distributore
Cypronia
Versione
Europea
Requisiti
ADSL
Prezzo
2,99 Euro
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
scheda_networkoff scheda_pegi3
   
scheda_bottom

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CHI L'AVREBBE DETTO CHE QUELLO DELL'IMBIANCHINO E' UN LAVORO “ZEN”?


Colori piatti, forme geometriche elementari e una musica new age in sottofondo. Sono queste le tre caratteristiche salienti su cui poggia il riuscito puzzle di Cypronia, fresco di pubblicazione su Nintendo Wii U e 3DS.



COLORIAMO IL MONDO

Il concept alla base di Color Zen è davvero immediato. Eppure descriverlo a parole non è una delle imprese più facili. Ci proveremo lo stesso.

Il rompicapo di Cypronia presenta sullo schermo una grossa cornice, di un determinato colore, e diverse forme geometriche colorate. Lo sfondo, a sua volta, ha un colore a sé.

Quindi, ricapitolando, abbiamo una cornice, delle forme geometriche ed un fondale che hanno colori diversi. Ci siete? Perfetto.

Scopo del gioco è fare in modo che il fondale diventi dello stesso colore della cornice entro la quale è racchiuso. Come? E' presto detto: con la stylus!

Ci serviremo infatti del pennino per prendere e trascinare le tante forme presenti sullo schermo. Facendo collidere tra loro forme dello stesso colore, ma, in alcuni casi, anche di colore diverso. Ogni volta che due forme con lo stesso colore si scontrano, spariscono. Se invece a cozzare sono due forme di colore diverso, il fondale diventa del colore della forma geometrica che abbiamo mosso per primo ed inghiotte ogni altra forma che abbia il suo stesso identico colore.

Limitarsi a fare in modo che la cornice venga inglobata nel fondale non è sufficiente perché, per passare al livello successivo, sullo schermo non devono esserci altre forme superstiti. Quindi bisogna agire per far sì che forma che ha lo stesso colore della cornice sia l'ultima ad essere usata.

E' sufficiente muovere senza riflettere una forma contro quella sbagliata, o invertire l'ordine dello scontro, per mandare alla malora il delicato equilibrio su cui si regge la soluzione di ogni stage. E voi, naturalmente, dovrete riniziare tutto daccapo.

Forse non avrete capito nulla, ma le meccaniche di gioco di Color Zen sono in realtà semplicissime. Almeno sulle prime. Perché, come in ogni buon rompicapo che si rispetti, ogni livello è in realtà una scusa per introdurre sul palcoscenico un nuovo elemento ludico che va a variare l'intera struttura con la sua particolarità.

Dopo un po' arriveranno infatti le forme geometriche bianche che, come una spugna, assorbiranno il colore dell'oggetto contro cui le farete scontrare, per non parlare di quelle nere le quali, invece, cozzando contro qualcosa faranno sparire tutto nel buio tutto lo stage. E poi appariranno anche degli ostacoli, che avranno l'unico effetto di rendere più difficile il trasbordo di una forma verso l'altra, e altri imprevisti che non menzioniamo, per non rovinarvi la sorpresa e la voglia di proseguire col gioco solo per scoprire cosa si sono inventati i ragazzi di Cypronia!

 

IMPARA L'ARTE...

I 120 livelli lungo cui si snoda Color Zen propongono architetture via – via sempre più complesse e arzigogolate, ma sfide sempre intuitive e solide. L'aspetto che stupisce maggiormente, è la commistione tra funzionalità e resa grafica, che ha reso le tavole cromatiche del rompicapo Cypronia vere e proprie opere d'arte. Si gioca infatti in punta di stylus con dipinti astratti, quadri che sembrano essere usciti dalla corrente dadaista o da un Picasso 2.0. Qua e là si riconoscono facce, case, paesaggi, motivi tribali, ma in realtà è tutto lasciato alla vostra interpretazione. Le forme geometriche fanno parte di questo enorme tessuto cromatico apparentemente piatto e scialbo, privo di sfumature e ombreggiature e, contemporaneamente, ne sono avulse, spiccando su ogni altro particolare.

A rendere ancora più coinvolgente l'esperienza ci pensa l'ottimo impianto sonoro newage che può contare su ben sedici brani firmati da Steve Woodzell, numero uno quando si parla della musica elettronica.

I 120 livelli di cui sopra sono suddivisi in quattro modalità che li declinano in modo differente da portare il novero a 460. In realtà, l'unica mode alternativa degna di nota è “Reflection” che sdoppia il campo e fa sì che, per ogni forma che muoviamo, se ne muova una identica nella parte del visore che simula il riflesso, costringendoci dunque a ragionare le conseguenze delle nostre azioni anche nel campo sottostante.

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Luisa Grotti


Valutazione Color Zen

In definitiva, Color Zen ha davvero tutte le carte in regola per ammaliare. E' divertente, è intelligente, è raffinato, è stimolante, tattile e, soprattutto, economico. Inoltre possiede un buon numero di livelli e di oggetti capaci di sconvolgere le meccaniche di gioco quando eravamo proprio sicuri di aver visto tutto. Rispetto alla versione per Wii U abbiamo un'ovvia riduzione della definizione grafica, che comporta quindi colori meno brillanti, e stage più piccoli, riadattati per la diagonale a schermo non più “wide”. Inoltre, dovendo essere giocato via stylus, il gioco non contempla funzionalità 3D. Difetti comunque trascurabili: Color Zen è da acquistare ad occhi chiusi!

 
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