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Donkey Kong Country Returns 3D



Donkey Kong Country Returns 3D
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Piattaforma
Giocatori
1/2
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Monster Games
Distributore
Nintendo Italia
Versione
Eur
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
scheda_networkon scheda_pegi3
   
 
scheda_bottom

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IL RITMO DELLA GIUNGLA TRAVOLGE ANCHE IL NINTENDO 3DS!


Quando, ormai undici anni fa, la britannica Rare lasciò Nintendo per essere inglobata in Microsoft, solo pochi videogiocatori capirono subito l'importanza -e la tragicità- di un simile evento.

La software house dei fratelli Stamper, infatti, non era un gruppo di sviluppatori come tanti altri, ma aveva una marcia in più: difficilmente sbagliava un colpo e ancora più difficilmente ad ogni suo titolo non settava un nuovo livello qualitativo a cui le rivali avrebbero dovuto tendere.

Se a oltre dieci anni da quel triste addio ci sentiamo ancora orfani di Perfect Dark e Banjo-Kazooie, qualcosa vorrà pur dire...



BATTITO ANIMALE

Persi per sempre gli storici platform 3D (Banjo, Conker...) ed i mirabili FPS (007 GoldenEye, Perfect Dark...) che Rare aveva donato negli anni alla platea Nintendo, c'era invece una saga che non poteva assolutamente cadere nel dimenticatoio: quella di Donkey Kong.

Il gorillone incravattato era già stato ignorato per troppo da Miyamoto e compagnia bella prima che Rare iniziasse ad occuparsene, e ora che la software house britannica traslocava verso altri lidi la storica mascotte rischiava di sparire di nuovo.

Nintendo, conscia dell'importanza di una simile IP, prese il primate sotto la sua ala e, nel 2009, fece sviluppare dal suo team migliore (EAD, lo stesso di Super Mario Galaxy) Donkey Kong Jungle Beat per GameCube. Si trattava di un platform particolare che andava giocato pestando come dannati sui Bonghi DK, una delle periferiche più improbabili della recente storia Nintendo. Il prodotto, per quanto godibile, non era comunque all'altezza della vecchia trilogia Donkey Kong Country per SNES.

Bisognerà infatti attendere l'intervento dei texani di Retro Studios per rivedere lo scimmione in vetta...

 

L'EVOLUZIONE DELLA SCIMMIA

Una vetta che il vecchio DK conquisterà solo nel 2010, qualcosa come 11 anni dopo la sua ultima avventura “tradizionale”: quel Donkey Kong 64 che da molti oggi viene inteso come il testamento morale dei RareWare.

Chi ci legge con costanza o ha avuto l'occasione di giocare a Donkey Kong Country Returns su Nintendo Wii saprà già che il titolo di Retro Studios costituiva un ottimo ritorno sulle scene della nemesi originale del vecchio Mario. Non solo: settava livelli qualitativi a cui tutti i futuri esponenti del genere dovranno tendere, per contare davvero qualcosa.

Caratterizzato da un level design fresco e dinamico, da un tasso di sfida appassionante e da un comparto tecnico mirabile, Donkey Kong Country Returns riusciva a spodestare in un colpo tutti i New Super Mario Bros. usciti fino ad allora. La stessa Nintendo si ritrovava a dover studiare e apprendere i segreti di quell'alchimia di bonus/malus, concetti e trovate che rendevano il gameplay a dir poco perfetto. Tutto questo veniva per di più fatto senza snaturare la trilogia originale ma, anzi, creando un capitolo che sembrava più dei Rare di quanto lo fosse forse il vecchio e dibattuto Donkey Kong Country 3, forse l'episodio meno interessante della trilogia.

Retro Studios aveva disseminato il gioco di trovate vincenti: Diddy non era più solo la spalla di Donkey, in grado di subentrare alla morte di quest'ultimo, ma diventava una sorta di power up permanente che poteva facilitare, grazie al suo jetpack, le sessioni platform più toste. Questo innegabile aiuto permetteva agli sviluppatori di accanirsi senza troppi scrupoli sul videogiocatore, sottoponendolo ad una lunghissima serie di sfide che hanno messo in seria difficoltà anche i più bravi.

In un periodo caratterizzato dalla deriva “casual” del mercato, Donkey Kong Country Returns rappresentava un insperato rifugio per ogni hardcore gamer che osasse definirsi tale.

Come detto poco sopra, l'alto livello di sfida non dissuadeva il giocatore, che anzi, ad ogni morte, ad ogni caduta in un burrone, ad ogni ostacolo non superato non si perdeva d'animo e subito riavviava la partita, nel tentativo magari di non limitarsi al superamento del livello, ma di agguantare anche i numerosi items nascosti (pezzi di puzzle e le immancabili lettere K-O-N-G). Anche perché la brillantezza del level design era tale che l'utente finiva letteralmente ostaggio della propria curiosità: “quale quadro ci sarà stato dopo?” / “quale trovata renderà indimenticabile il prossimo stage?” / “quale ambientazione del passato verrà ripescata?”.

 

COME PRIMA, PIU' DI PRIMA?

In poche, pochissime parole questo era Donkey Kong Country Returns per Nintendo Wii. Naturalmente per un excursus più approfondito vi rimandiamo all'articolo di Carlo, che lo ha recensito sul Mario & Yoshi's friends Magazine di Dicembre 2010 con dovizia di particolari.

Noi qui dobbiamo invece limitarci a capire come sia questo Donkey Kong Country Returns 3D per Nintendo 3DS: se la sua esistenza abbia o meno un senso e se porti in dote novità degne di nota.

Iniziamo col tranquillizzare i lettori dicendo subito che sì, questo remake è all'altezza dell'originale e rappresenta quanto di più fedele ci possa essere al porting in scala 1:1 da console da salotto a piattaforma portatile.

Ma questo noi lo davamo quasi per scontato e, siamo pronti a scommetterci, anche voi.

Dunque passiamo oltre e vediamo invece di capire se ci sono delle novità degne di nota.

Donkey Kong Country Returns 3D non è stato sviluppato a casaccio, ma ha tenuto conto delle diverse esigenze dell'utenza del 3DS. Storicamente infatti le platee cui fanno riferimento le console casalinghe e portatili si differenziano e si compongono pressoché di adulti le prime e di giovincelli le seconde.

Monster Games, nel convertire il gioco dei Retro Studios, ne ha tenuto conto e ha deciso di sviluppare la “Modalità Nuova” (complimenti per la fantasia!), che altri non è che una modalità un po' più rabbonita nella quale l'avventura si piega -ma non troppo!- alle esigenze dei meno pratici.

La presenza di sei cuori al posto dei canonici quattro e di una serie di items (il Palloncino Verde che vi salva una tantum dalle cadute nel burrone, il Barile DK portatile che consente di far cicciare fuori Diddy dopo che è stato messo a K.O. Dai nemici e l'Antischianto che dona una vita in più al vostro carrello da miniera) garantiscono infatti un divertimento maggiore a tutti coloro che, altrimenti, avrebbero rischiato di sbattere contro un tasso di sfida irsuto e spigoloso, abbandonando il gioco nel giro di qualche game over.

Ma Monster Games non ha voluto rendere “casual” un gioco fieramente “hardcore”: infatti i giocatori che riusciranno a completare il gioco potranno confrontarsi con un nono mondo, Accesso alla Nuvola, che si compone di otto livelli inediti cui va aggiungersi quello bonus del Donkey Kong Country Returns originale.

Si tratta in questo caso di stage a dir poco perfidi che, pescando a piene mani dai livelli passati, introdurranno nuovi elementi che incrementeranno e non poco il tasso di sfida.

Naturalmente questi nuovi quadri non sono sufficienti a giustificare l'acquisto a coloro che hanno già nella propria ludoteca l'originale, ma rappresentano comunque un delizioso valore aggiunto che va a completare un gioco già considerato perfetto e sottolineano l'estrema cura con la quale Monster Games si sia approcciata al progetto.

 

BANANE DIGITALI

Merita invece un discorso più approfondito il raffronto dei due titoli sul versante tecnico. Donkey Kong Country Returns 3D presenta in pompa magna l'ottimo comparto grafico del gioco per Wii e vi aggiunge con successo la stereoscopia tridimensionale. Senza nemmeno farlo apposta, i Retro Studios avevano difatti predisposto il terreno per una conversione eccellente ad una console che potesse leggere il 3D grazie ai loro livelli sviluppati su più piani e sempre pronti a giocare con la prospettiva.

Ripercorrere l'intera Isola di Donkey Kong con il 3D stereoscopico al massimo è davvero una esperienza unica, ben più di un semplice “ritorno” in luoghi già esplorati. Gli elementi in primo piano incorniciano perfettamente le quinte preparate da Retro Studios, avvolgendo il giocatore in giungle lussureggianti, templi misteriosi o fabbricati abbandonati. Inoltre l'esplorazione si dipana lungo più livelli prospettici e questo crea una sorta di diorama virtuale capace di lasciarvi a bocca aperta. Chi avrà occasione di giocarli entrambi rimarrà stupito dalle sensazioni differenti che i “vecchi” livelli sapranno suscitare nel giocatore grazie all'apporto della stereoscopia a tre dimensioni.

Apporto che naturalmente ha un prezzo, considerato le risorse che consuma, e infatti questo remake ha dovuto pagare pedaggio in termini di luminosità degli ambienti, effetti speciali/particellari e, naturalmente, di frame per secondo. Qualche testata statunitense sostiene addirittura che Donkey Kong abbia perso per strada alcune animazioni: effettivamente alcune azioni sono state accelerate ma nulla per cui valga la pena davvero preoccuparsi.

Non che gli altri ridimensionamenti sopra accennati debbano invece mandarvi ai matti. Si tratta di ottimizzazioni minime e sensate, ad iniziare dalla perdita dei 60 fps ora dimezzata a 30. Più che sufficienti, comunque, per godersi l'avventura. Qualche rallentamento qua e là spunta fuori, ma non riuscirà a togliervi il sorriso dalla bocca.

Solo comparando attivamente le due versioni è invece possibile scorgere anche il ridimensionamento degli effetti luce e di alcune texture, ora più slavate che in passato, mentre è più facile accorgersi di un effetto scaling accentuato all'attivazione del 3D stereoscopico o di diversi fondali un pochino più paciugati e meno definiti rispetto alla versione Wii.

Tutto qua? Essenzialmente si, perché Donkey Kong Country Returns 3D indossa alla perfezione la nuova veste grafica offertagli dal Nintendo 3DS, riuscendo addirittura a valorizzare la potenza dell'handheld Nintendo.

Solo su un punto potremmo questionare: il titolo dei Retro Studios nasce per essere giocato su televisori grandi, quindi abbonda di dettagli. Sui visori piuttosto piccoli del 3DS non solo risulta impossibile godersi appieno la bellezza degli scorci, ma spesso è anche faticoso distinguere personaggi e nemici dai fondali. Questo accade soprattutto nei multiplayer per il giocatore che impersona Diddy, qui riproposto come una minuscola pulce con qualcosa di rosso addosso. Il nostro consiglio è dunque quello di correre ai ripari giocando a Donkey Kong Country Returns 3D sui visori espansi del Nintendo 3DS XL.

 

IL PIANETA DELLE SCIMMIE

Insomma, Donkey Kong Country Returns 3D è un ottimo porting che non ha davvero nulla da invidiare alla versione originale. Chi ha commesso l'imperdonabile errore di non giocare al titolo per Nintendo Wii U ora non avrà davvero più scuse, anche perché la conversione è stata curata maniacalmente in ogni singolo dettaglio.

Rispetto alla versione per Wii, questa nuova edizione conta non solo di una opzione che consente di rabbonire il livello di difficoltà un po' troppo scontroso ma anche di otto livelli extra che invece rappresentano una sfida ulteriore per gli aficionados dell'etichetta.

Resta invece inalterato (per fortuna, aggiungiamo) l'ottimo gameplay che ha permesso a Donkey Kong di essere nuovamente incoronato “re della jungla”. Pulito, frenetico, innovativo, dispettoso, irriverente ma mai frustrante, Donkey Kong Country Returns 3D è uno dei migliori platform ad oggi in circolazione.

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 


A cura di : Leonardo Gatto


pro_contro_piu Platform d'antologia
pro_contro_piu Animazioni fluidissime, scenari dettagliati
pro_contro_piu Il 3DS regge molto bene la conversione
pro_contro_piu Otto nuovi livelli densi di sfida
pro_contro_piu Bonus in grado di calmierare la difficoltà elevata
Qualche lieve sbavatura tecnica pro_contro_meno
Sporadici rallentamenti pro_contro_meno
Chi ha giocato all'originale può saltarlo pro_contro_meno
Alla lunga stancante per la vista pro_contro_meno

Valutazione Donkey Kong Country Returns 3D
 
pagella_termometro10
pagella_mario
8.4
pagella_termometro10
pagella_mario
9.6
pagella_termometro10
pagella_mario
9.2
pagella_termometro10
pagella_mario
9.5
pagella_my
9.2
pagella_stellina
pagella_stellina
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pagella_stellina
pagella_stellina
In definitiva, Donkey Kong Country Returns 3D rappresenta un'ottima conversione da console da salotto a console portatile. Grazie al lavoro certosino svolto dai Monster Games, anche l'utenza di Nintendo 3DS potrà ora beneficiare di un platform eccellente ed indimenticabile, ulteriormente arricchito da otto livelli bonus e perfezionato da piccoli accorgimenti che mitigano un livello di difficoltà che per alcuni potrebbe sembrare eccessivamente spigoloso. Le sbavature a livello tecnico non riescono ad intaccare la qualità molto alta raggiunta dal prodotto e potranno essere scorte solo da coloro i quali hanno spolpato l'originale. Chi non ha giocato alla versione per Nintendo Wii può aggiungere mezzo voto in più.
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