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Pokemon Mystery Dungeon: I portali sull'infinito



Pokemon Mystery Dungeon: I portali sull'infinito
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Avventura / GdR
Giocatori
1/4
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Spike Chunsoft
Distributore
Nintendo Italia
Versione
Eur
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
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PICCOLI MOSTRI PERSI IN SOTTERRANEI TASCABILI!


Il genere roguelike, non proprio diffusissimo, viene spesso considerato come l'ultimo baluardo dei giocatori hardcore. Elitario, ostico, caratterizzato da regole poco moderne e dalla difficoltà spesso esageratamente snervante, rappresenta una specie di riserva indiana nella quale i giocatori più scafati si rifugiano quando sono troppo stanchi della deriva casual presa ultimamente dal mercato videoludico. Tuttavia, da circa sette anni Nintendo e Spike Chunsoft (azienda che con i roguelike ha fatto la sua fortuna) hanno unito le forze per creare un prodotto che strizzasse l'occhio ai più piccoli. Il risultato è stata la serie di Pokémon Mystery Dungeon che, tra alti e bassi, si è però confermata come una delle migliori saghe spin-off su cui può contare il marchio. Adesso la saga è pronta a debuttare su 3DS... come sarà andata?



SPELEOLOGIA PORTAMI VIA

Proprio lungo i binari del genere roguelike si muove anche Pokémon Mystery Dungeon – I Portali sull'Infinito. Questo cosa vuol dire? Principalmente due cose: l'avventura si dipana lungo l'esplorazione di sotterranei ed i combattimenti sono a turno.

Ma in realtà il gameplay di questa categoria è più articolato: le morti sono “permanenti” nella partita e determinano l'uscita immediata dal dungeon; le stanze che ospitano in nemici vi vedranno muovere lungo una scacchiera, e dovrete alternare il passo con l'avversario; la struttura dei sotterranei è casuale e labirintica e cambia ad ogni uscita, il ché vi costringe a farli preferibilmente “tutti d'un fiato”; mentre i combattimenti, a turni, ricordano da lontano i principi della morra cinese.

Pokémon Mystery Dungeon – I Portali sull'Infinito resta tendenzialmente fedele alla tradizione ma lo fa a mondo suo, edulcorandola in modo notevole.

Quest'ultimo episodio, del resto, si è rivelato essere molto -troppo- facile rispetto a quelli che lo hanno preceduto. Mossa, questa, senz'altro utile a far avvicinare nuovi giocatori alla saga, ma che rischia di scontentare l'utenza un pochino più scafata, magari cresciuta proprio a pane e Pokémon Mystery Dungeons.

 

RISOLTO IL PROBLEMA DELLA FAME NEL MONDO?

La più grande innovazione in tal senso, riguarda ad esempio la sparizione dalle scene dell'elemento “fame”, che da sempre caratterizza i roguelike. Di norma, dopo un po' che state fermi in un dungeon la barra dell'energia dei vostri guerrieri inizierà a calare e continuerà inesorabilmente a diminuire fino a quando non raggiungerete qualcosa di commestibile perso nei meandri del sotterraneo. Questo particolare un pochino sadico (accade sovente che alla disperazione di non riuscire cibo si aggiunga quella di finire in una stanza pattugliata da nemici) funge da contraltare ad un altro aspetto caratteristico del genere: l'autorigenerazione. Insomma, con il tempo l'energia persa in battaglia può essere recuperata, tuttavia il giocatore non potrà sfruttare troppo questo bonus o rischia di finir vittima di un pancino gorgogliante che ti raccomando.

Aver cestinato l'elemento “fame” in Pokémon Mystery Dungeon – I Portali sull'Infinito significa quindi cestinare anche l'elemento “sfida”. E infatti l'ultimo episodio ora non presenta più difficoltà particolari, ma nemmeno più la possibilità di tessere strategie a seconda della situazione. Superfluo portare con sé del cibo o gestire l'inventario in modo da accogliere eventuali scorte recuperate in loco.

La strategia, del resto, è già ridotta all'osso a causa di una “intelligenza artificiale” dei propri compagni che potrebbe essere ribattezzata “stupidità artificiale”. Come in ogni roguelike che si rispetti, anche ne I Portali sull'Infinito è possibile (anzi, essenziale!) essere affiancati da tre partners ch,e a seconda delle vostre scelte, vi supporteranno in battaglia o esploreranno altre parti del sotterraneo.

Il problema, però, è che i vostri compagni giocano spudoratamente male, procedendo alla cieca. Sembra quasi che facciano il possibile per remarvi contro: al vostro fianco sprecano attacchi speciali potenti (dai PP limitati) per i nemici deboli o già malandati e non lesinano sull'utilizzo smodato ed inopportuno di items medicamentali. Quando poi vengono spediti a recuperare oggetti in altre parti dei sotterranei, la loro avventatezza è tale che rischiano di essere fatti fuori anche dagli avversari più inermi, magari perché si sono fiondati in battaglia già malconci e senza attendere qualche secondo per ricaricare la propria barra della salute.

Questo difetto rappresenta senza dubbio un problema non di poco conto perché, da buon roguelike, anche Pokémon Mystery Dungeon – I Portali sull'Infinito prevede l'espulsione dal sotterraneo a seguito di un K.O. Di qualsiasi membro del vostro gruppetto.

Si viaggia in comitiva, ma di fatto è come se si lottasse da soli contro il mondo e contro i propri compagni di squadra. Se da un lato questo aspetto lima leggermente la deriva casual presa da quest'ultimo episodio, dall'altro rende l'esperienza di gioco eccessivamente frustrante.

 

DOMANDE ESISTENZIALI: ESISTE IL POKéPARADISO?

Altra novità degna di nota riguarda il Poképaradiso. Accumulando risorse e materiali nei dungeons, il giocatore potrà costruire un villaggio Pokémon dotato di ogni comfort: negozi, fattorie, locande e chi più ne ha, più ne metta. Quella che all'inizio era solo una radura ben poco allegra, con un po' di olio di gomito diverrà una vallata brulicante di Poké-vita che potrà anche essere visitato dai propri amici.

Sulla carta si tratta di una innovazione interessante, che ricorda un po', anche se da lontano, quella comunità di coloni che era possibile mettere assieme in Assassin's Creed III. Anche lì, infatti, i vari Pokémon che la comporranno si specializzeranno in vari mestieri che vi torneranno utili per rimpolpare il vostro inventario prima di ogni missione.

Non aspettatevi però un gestionale à la Harvest Moon: la coltivazione dei campi è interamente demandata alla CPU mentre la vita di relazione non ha alcuna finalità. Anzi, altro grande problema di Pokémon Mystery Dungeon – I Portali sull'Infinito riguarda il fatto che si parla troppo, e non sia possibile né saltare né velocizzare i dialoghi. Dialoghi che risultano essere di un piattume e di una banalità urticante: davvero non si spiega perché Spike Chunsoft abbia abbondato con le stringhe testuali in un gioco studiato appositamente per i più piccoli, che certo non hanno alcuna voglia di perdere tempo scambiando chiacchiere inconsulte con un Pikachu o un Tepig...

 

IL MONDO OLTRE IL PORTALE

Ma l'aspetto più interessante di Pokémon Mystery Dungeon – I Portali sull'Infinito è rappresentato dalla funzione Metaportale che consente di inquadrare con gli obiettivi del 3DS oggetti circolari che si tradurranno nella realtà virtuali in nuovi portali d'accesso per dungeons inediti. Questi sotterranei vedranno partecipare mostriciattoli assenti nell'avventura vera e propria e permetteranno al giocatore che riuscirà a superarli di mettere le mani su oggetti molto rari.

Da segnalare, inoltre, il supporto a Nintendo Network per alcuni DLC a pagamento (il primo sarà offerto gratuitamente fino al 21 Giugno) che espanderanno ulteriormente l'avventura.

Risibile invece la funzionalità StreetPass che consente di essere tirati fuori da un altro utente incontrato per strada dopo che si ha perso la propria vita all'interno di un sotterraneo. Dato infatti che dalle nostre parti gli incontri sono tutto fuorché quotidiani e che per attivare StreetPass occorra uscire dal gioco e non procedere con l'avventura, difficilmente qualcuno se ne avvarrà seriamente, salvo che non abbia la certezza di incontrarsi con un amico di lì a breve.

 

INTRAPPOLATI NEL SOTTERRANEO

Insomma, Pokémon Mystery Dungeon non convince appieno. La deriva casual ha ulteriormente facilitato il gioco, togliendogli ogni parvenza di sfida ludica, mentre l'intelligenza artificiale programmata pedestremente soffoca il divertimento dell'utente che dovrà far da balia ai propri compagni di gioco, sacrificandosi in prima persona e correndo a perdifiato per trarli dagli impicci ed evitare di incorrere in un game over anticipato.

Anche dal punto di vista tecnico il titolo Nintendo – Spike Chunsoft è ben poca cosa: il 3D stereoscopico è appena accessorio, i dungeons si rassomigliano tutti e non presentano novità degne di nota, le musiche si dimenticheranno nel girno di poche ore e solo le animazioni dei Pokémon salvano il comparto da un'insufficienza altrimenti sicura.

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Andrea Bruno


pro_contro_piu Si può impersonare il proprio Pokémon preferito
pro_contro_piu Difficoltà calibrata per i neofiti
Gameplay ridotto all'osso e ripetitivo pro_contro_meno
IA degli alleati scandalosamente stupida pro_contro_meno
Comparto tecnico appena sufficiente pro_contro_meno
Tante cose da fare, ma mancherà la voglia di farle pro_contro_meno

Valutazione Pokemon Mystery Dungeon: I portali sull'infinito
 
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6.7
pagella_termometro7_5
pagella_luigi
6.0
pagella_termometro7_5
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5.1
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5.7
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5.9
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pagella_stellina
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In definitiva, Pokémon Mystery Dungeon – I Portali sull'Infinito da un lato rappresenta l'episodio della serie migliore con cui avvicinarsi al genere dei roguelike, ma dall'altro si configura anche come il capitolo più sottotono mai creato. Gli sviluppatori hanno infatti ulteriormente facilitato un gameplay già all'acqua di rose ed il risultato è un titolo che ha perso mordente e che rischia perciò di diventare presto noioso fin dalle prime esplorazioni. La stupidità dei propri alleati è tale che viene spesso voglia di scagliare il 3DS dal balcone, dopo l'ennesima partita persa a causa loro. Per fortuna è possibile sostituirli con tre amici in carne ed ossa, ma occorrono altrettante Schede di Gioco e obiettivamente l'handheld Nintendo ospita giochi multiplayer ben più interessanti...
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