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The Starship Damrey



The Starship Damrey
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Avventura grafica
Giocatori
1
Produttore
Level 5
Sviluppatore
ChunSoft
Distributore
Level 5
Versione
Eur
Requisiti
ADSL
Prezzo
7,99 Euro
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
scheda_networkoff scheda_pegi7
   
scheda_bottom


SE FOSSIMO SOLI NELL'UNIVERSO, SAREBBE UN VERO SPRECO DI SPAZIO...


Questa recensione non poteva non iniziare citando un noto film di fantascienza come Contact, dal momento che The Starship Damrey fa proprio questo: intavolare sul nostro 3DS una inquietante e claustrofobica avventura grafica che strizza l'occhio alle più note pellicole sci-fi prodotte negli ultimi trentanni.



MARTY, NON STAVO PENSANDO QUADRIMENSIONALMENTE!

Ideato e sceneggiato da due “big” del settore del calibro di Kazuka Asano e Takemaru Abiko (Chunsoft) per conto di Level 5, The Starship Darmey è il primo microtitolo di Guild02 ad atterrare in Europa.

Se a differenza del protagonista dell'avventura che ci apprestiamo ad analizzare non avete vissuto anche voi tra le stelle, ibernati in un sonno criogenico, dovreste già sapere che Guild01 è una bizzarra raccolta di “microtitoli” dei generi più disparati accomunati però dal fatto di essere stati sviluppati da diverse grandi firme del mondo videoludico.

Guild01 in patria è stato distribuito sottoforma di pacchettizzato, mentre in Europa è stato smembrato e venduto a pezzi su eShop.

Ad oggi la raccolta conta: AeroPorter, Crimson Shroud e Liberation Maiden, tutti promossi più o meno a pieni voti dal Mario & Yoshi's friends Magazine negli scorsi mesi. Non si hanno invece notizie del peculiare Rental Bukiya de Omasse (che suonerebbe un po' come “Il negozio di noleggio di armi di Omasse”), un GdR di stampo fantasy che per una volta ci chiedeva non di impersonare l'impavido guerriero ma di calarci nel grembiule dell'immancabile fabbro che sta al di là del bancone tutto intento a forgiare le armi giuste a tempo di musica.

Durante l'ultima Nintendo 3DS Direct è stato invece annunciato Guild02 che conterrà: Attack of the Friday Monsters! A Tokyo Tale, Bugs vs. Tanks e appunto The Starship Damrey, che a quanto pare farà da apripista a questa nuova raccolta...

 

...NAVI IN FIAMME AL LARGO DEI BASTIONI DI ORIONE...

Se amate la fantascienza, le atmosfere claustrofobiche ed i bizzarri macchinari steampunk, The Starship Damrey è proprio il titolo che fa per voi. Sviluppato con cura per incutere nel giocatore una opprimente sensazione di desolante solitudine, l'ultimo nato in casa Level 5 pesca a piene mani dal bagaglio culturale della fantascienza cinematografica.

Impossibile cogliere tutte le citazioni buttate nel calderone dai maestri Kazuka Asano e Takemaru Abiko, ma qua e là riuscirete senz'altro a scorgere riferimenti tutt'altro che velati al mitico 2001 Odissea nello Spazio (dovrete del resto confrontarvi con un emulo di HAL 9000, l'intelligenza artificiale che governa la vostra aeronave spaziale), a BladeRunner e ai suoi personaggi sopra le righe, per chiudere in bellezza con le ambientazioni lugubri ed opprimenti dell'Alien di Ridley Scott e del claustrofobico Sunshine di Danny Boyle.

Asano e Abiko-san avevano un obiettivo: creare un'avventura grafica dalle tinte survival horror, che fosse giocata con il timore di essere assaliti ad ogni angolo. Obiettivo tutt'altro che facile, considerato lo svolgimento tranquillo e pacato, spesso serafico, di questo genere di giochi.

Eppure per buona parte del gioco ci sono riusciti, confezionando un titolo che merita di essere giocato nel silenzio e nel buio della notte, per essere davvero sicuri di sobbalzare al minimo rumore. Non che ci voglia molto, dal momento che The Starship Damrey si compone di frangenti inquietanti e di tanti piccoli stratagemmi pensati al solo scopo di mandarvi in pezzi i nervi.

Ad iniziare dalla trama, che si compone a poco a poco e centellina i particolari minacciosi, obbligandovi a scoprirli da voi con l'esplorazione dell'ambiente di gioco, per continuare con un gameplay irsuto e spigoloso come pochi altri, privo di fronzoli e spiegazioni.

Del resto il nostro avatar si risveglia all'improvviso dopo un sonno autoindotto all'interno di una capsula criogenica e non ricorda assolutamente nulla: non sa chi è, non sa dov'è e naturalmente ha anche scordato tutte le sue competenze tecniche. Brancola letteralmente nel buio, e dovrà reimparare tutto da zero. Da lì l'assenza di tutorial, che vi obbligherà a prendere confidenza assieme a lui con i controlli e con le funzioni dei singoli terminali.

Il nostro povero alter ego capisce subito che qualcosa non è andato per il verso giusto: il sonno criogenico sarebbe dovuto durare fino all'arrivo a destinazione dell'astronave sulla quale viaggia, ma i recenti cali di tensione hanno spento interi scomparti della Damrey, riavviando persino l'unità centrale del cervellone di bordo. Bisognerà quindi riprogrammare il computer, scribacchiare in simil-DOS per abilitare le funzioni più semplici, ad iniziare dall'apertura della nostra stessa capsula, che rischia altrimenti di trasformarsi in una bara.

Una volta usciti da lì, si susseguono gli eventi drammatici in un turbinio di scoperte scioccanti: la Damrey è alla deriva, il suo equipaggio è stato sterminato ed una minacciosa entità aliena si aggira ora per i corridoi vuoti e bui.

Starà dunque a noi, armati di una tenue torcia elettrica, tentare di riavviare il computer della Damrey per traghettarla in un porto sicuro, tentando di sopravvivere alla minaccia aliena che prolifera nei condotti della nave.

Come? Contando sull'aiuto dell'immancabile computer di bordo e su quello di una ragazzina inquietante, dal voluminoso cappello bianco, abbigliata come se stesse per andare ad un pic-nic. Non sappiamo chi sia e cosa ci faccia nello spazio. Non sappiamo nemmeno se sia reale o frutto di un'allucinazione, ma sembra ben disposta nei nostri riguardi e pronta a darci piccoli indizi, prima di sparire all'improvviso, per riapparire magari alle nostre spalle.

 

RAPPORTO FINALE DEL VEICOLO SPAZIALE NOSTROMO...

Il resto del gioco prosegue prendendo parte a piccoli enigmi: si dialoga con i terminali, si cercano schede di accesso, si setacciano le stanze e si depredano i corpi senza vita dei nostri colleghi alla ricerca di oggetti utili a proseguire. La meccanica di gioco ha il suo perno nell'impossibilità di trasportare con sé più di un oggetto per volta. Una caratteristica, questa, che non solo aumenta la sensazione di impotenza, ma che vi costringe anche a dolorose scelte affidate al caso e a disegnare su carta piccole mappette per ricordarvi cosa avete lasciato e dove.

Il più delle volte, per risolvere un rompicapo, si deve semplicemente portare un oggetto dal punto A al punto B, per aver accesso al punto C. Non è una trovata molto esaltante, ma come nei migliori viaggi, l'esperienza sta tutta nel tragitto e non nella meta: non solo, infatti, l'astronave è fatta in modo da incoraggiare il backtracking, come nei Metroid di una volta, ma spesso rimettere piede in una locazione già visitata significa anche fare qualche brutto incontro. Tutti eventi scriptati, certo, ma utili a non rilassarsi mai.

Si girovaga lungo i condotti della Damrey trattenendo il fiato, pronti a darsela a gambe al primo segnale di ostilità. E naturalmente il titolo di Level 5 si diverte un mondo a tenerci in perenne stato d'allerta, diluendo tanti piccoli spie di pericolo lungo tutta l'esplorazione: ombre fugaci che si rincorrono se investite dal tenue cono di luce della nostra torcia elettrica, rumori sordi che provengono dal fondo dei corridoi, versi inquietanti che spezzano l'irreale silenzio in cui è piombata la Damrey dopo che qualcosa l'ha invasa...

Da applausi la scelta di introdurre un sonoro molto discreto, capace di sottolineare in modo avvincente le sequenze più importanti, per poi lasciar spazio ad un tragico silenzio durante le inquietanti fasi di esplorazione a bordo dei corridoi metallici e tutti uguali dell'aeronave.

Solo discreta la realizzazione tecnica: The Starship Damrey non fa mistero di essere un prodotto venduto a prezzo budget, ma in talune occasioni sembra addirittura rimasto fermo allo stadio beta, tanto i dettagli sono appena accennati o del tutto assenti.

Passino le stanze tutte uguali, i corridoi fotocopiati, gli effetti di luce statici e le texture stiracchiate, ma non si può tollerare che i pochi personaggi presenti siano rappresentati da una icona bidimensionale, in stile manga, identica per tutti.

Lo stesso gameplay perde di interesse con il passare delle ore (l'avventura si conclude in un pomeriggio, comunque): la prima mezz'ora è avvincente, ma a poco a poco ci si rende conto che l'azione proseguirà identica a sé stessa, senza colpi di scena idonei a ravvivare l'attenzione. Anche gli enigmi, paradossalmente, sono più particolareggiati nelle prime sequenze, per poi perdere di carisma e di complessità nelle fasi finali.

Si ha quali l'impressione che Level 5 abbia dovuto chiudere il progetto in fretta e furia per rispettare la consegna...

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Andrea Bruno


Valutazione The Starship Damrey

In definitiva, The Starship Damrey è una avventura grafica potenzialmente molto interessante ma purtroppo afflitta da una lunga serie di problemi (si va dal gameplay ripetitivo ad una sinossi che non decolla) che ne minano le fondamenta.

La sensazione di inquietante e drammatica desolazione è riprodotta su schermo alla perfezione, ma gli sviluppatori non sono riusciti a tenere vivo l'interesse del giocatore lungo tutta la (breve) durata del gioco: molto presto la paura si trasforma in noia e la tensione viene sopita dalla ripetitività di fondo di situazioni ed enigmi. Gli amanti della fantascienza comunque lo apprezzeranno, specie considerato il prezzo allettante al quale viene proposto!

 
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