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The Legend of Zelda - Majora's Mask 3D



The Legend of Zelda - Majora's Mask 3D
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Azione - GdR
Giocatori
1
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo - Grezzo
Distributore
Nintendo
Versione
Eur
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
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TRE GIORNI PER SALVARE IL MONDO


 Correva l’anno 2000 e la Leggenda di Zelda si arricchiva di un nuovo, entusiasmante capitolo. La missione che avevano davanti gli sviluppatori era di quelle impossibili: superare Ocarina of Time o, quantomeno, riuscire ad eguagliarlo.

Shigeru Miyamoto fece confluire tutte le idee rimaste fuori dal capolavoro precedente in un titolo completamente nuovo, rimasto ad oggi un unicum nella saga e, più generalmente, nel panorama videoludico.

Oggi, a quasi quindici anni da quel debutto, Nintendo ha deciso di tirare fuori dal cassetto quel piccolo capolavoro per rivestirlo con una nuova, sfavillante, veste grafica. Vediamo allora di capire cosa è cambiato e cosa, invece, è rimasto inalterato

 THE DAY AFTER TOMORROW

Imprigionato il malvagio Ganon nell’Antico Reame, Link, ormai soprannominato l’Eroe del Tempo, decide di lasciarsi alle spalle il regno di Hyrule, alla ricerca della fatina Navi, compagna di mille avventure. Prima di partire a cavallo della fedele Epona, il nostro si concede solo un ultimo, fugace, incontro con la principessa Zelda, che gli regala la magica Ocarina.

Durante una mesta traversata in un bosco avvolto dalla nebbia, Link viene attaccato da uno Skull Kid che gli sottrae l’Ocarina del Tempo, fuggendo con la puledra ormai imbizzarrita.

Nel tentativo di agguantare l’indisponente assalitore, il coraggioso biondino finisce in un reame parallelo: Termina. In questo strambo universo avrà modo di incontrare numerosi figuri assai noti conosciuti nelle sue numerose peregrinazioni per Hyrule, tutti però caratterizzati da nuove identità e mansioni.

Il collegamento con The Legend of Zelda – Ocarina of Time è sempre forte e presente, quasi come se l’avventura fosse unica, ma il mondo è completamente nuovo, come sono inedite le vicende che coinvolgono i vari, folli, attori che si succedono sul visore.

 

VECCHI VOLTI, NUOVI AMICI

In Majora’s Mask 3D il giocatore avrà la possibilità di conoscere in modo più approfondito i numerosi PNG che ravvivano l’universo virtuale: si potrebbe quasi sostenere che, per una volta, sono le side-quest ad occupare il proscenio, mentre le esplorazioni e le battaglie nei dungeons (qui appena quattro) sono destinate a fare da sfondo.

Del resto, siccome un maleficio lanciato dallo Skull Kid ha indotto la luna ad entrare in collisione col pianeta, il giocatore ha solo tre giorni virtuali per salvare il mondo di Termina, e, dato che per riuscire nell’impresa dovrà tornare più volte indietro nel tempo, nel mentre imparerà a conoscere chi gli sta attorno.

La chiave di volta che rende Majora’s Mask un unicum nel panorama della saga è rappresentata proprio dai viaggi a ritroso nel tempo: vivrete le stesse settantadue ore un’infinità di volte e, durante quelle, rinsalderete le amicizie con i personaggi che popolano Cronopoli, capitale di questo piccolo reame sull’orlo dell’abisso. Ovviamente, gli abitanti non si ricorderanno di voi, perché non avranno coscienza di ripetere all'infinito sempre le stesse tre giornate ma voi, in compenso, potrete imparare tutto su di loro, pedinandoli in ogni singolo spostamento. La peculiarità di The Legend of Zelda – Majora’s Mask 3D riguarda proprio il fatto che tutti gli improbabili figuri che popolano Termina svolgono attività diverse a seconda del momento in cui li incrocerete. Ad esempio, la locandiera Anju di primo mattino pulisce le camere, quindi si sposta nella hall dell’albergo per accogliere i clienti mentre all’ora di cena si ritira nella sua stanza. Per tutto il secondo giorno, invece, non sarà al lavoro, e starà a voi capire dove trovarla così da risolvere i suoi problemi.

Ciò che è essenziale, quindi, è sapere in ogni istante dove si trovano i vari PNG. A tal fine tornerà particolarmente utile il “taccuino dei Bomber”, un diario che vi verrà regalato all’inizio dell’avventura nel quale appuntare gli spostamenti di tutti i cittadini a cui è legata una subquest.

 

GRANDI E PICCOLE NOVITA’

Rispetto a The Legend of Zelda – Ocarina of Time 3D, il team di Grezzo ha operato diverse modifiche in più nel rispolverare l’antico capolavoro. Non ci riferiamo, ovviamente, al comparto grafico, che è stato ritoccato con gusto come nel passato episodio, ma alle meccaniche di gioco in senso stretto.

Aspettate a gridare allo scandalo: si tratta di limature adatte a svecchiare il più possibile un titolo che, a dispetto della caratura, ha comunque quindici anni sulle spalle.

Sono spariti i salvataggi monouso, la cui funzionalità appariva dubbia già fin dall’epoca, e diverse boss-battle sono state leggermente corrette, laddove presentavano momenti di stanca.

Il gameplay è invece rimasto inalterato: come si anticipava, bisogna finire il gioco in 72 ore (virtuali, che in tutto sono circa un’ora di gioco), perché ogni volta che la fine del mondo si avvicina, riavvolgere il nastro con l’Ocarina per non incorrere nel temuto Game Over fa sì che vengano cancellati tutti i progressi.

Il giocatore riparte ogni volta da zero: perde le armi (bombe, frecce, ecc…) tutte le rupie (ad eccezione di quelle depositate in banca) e pure gli avanzamenti mediani nei dungeons. Solo i boss battuti vengono salvati, perciò è imperativo completare un sotterraneo prima che la luna precipiti sul pianeta. Tale aspetto rende The Legend of Zelda – Majora’s Mask 3D particolarmente impegnativo, perché ci costringe a procedere velocemente, con il tempo che inesorabilmente ci morde le calcagna.

Se il gameplay è rimasto invariato, il comparto grafico ha invece beneficiato di un maquillage decisamente più sostanzioso. Siamo dalle parti di quanto visto in The Legend of Zelda – Ocarina of Time 3D: ad essere state imbellettate sono soprattutto le locazioni, mentre i modelli poligonali (ad eccezione del protagonista, dei boss e di alcuni comprimari) sono rimasti il più possibile aderenti all’originale. Il risultato è interessante, ma rischia di scontentare tutti: coloro che volevano il medesimo titolo per N64 giocheranno ad un remake “truccato”, coloro che invece speravano in uno Zelda che sapesse di “nuovo” si troveranno di fronte ad un titolo che si trascina dietro limitazioni tecniche ad oggi difficilmente comprensibili.

Su tutte pesa, ad esempio, la decisione di mantenere i caricamenti tra le varie zone in cui è distinta Cronopoli: oggigiorno non solo non hanno più senso, ma risultano addirittura snervanti, specie considerando che i quartieri sono molto piccini, il 3DS muove con disinvoltura mappe più grandi e il giocatore fa spesso spola da una zona all’altra della città.

Un altro aspetto che lascia insoddisfatti, pur non riguardando fronti prettamente tecnici, è la localizzazione in italiano. Vera e propria novità di The Legend of Zelda – Majora’s Mask 3D (l’originale era infatti in inglese), la traduzione non spicca per qualità visto che abbondano le ripetizioni e alcuni termini sembrano impropri, molto distanti da quelli utilizzati nella versione per N64.

 

LINK, EROE IN VERDE SEMPREVERDE

Non è mai facile recensire un remake, specie se, come in questo caso, appare qua e là adulterato da un rifacimento grafico, e in alcuni punti, di gameplay che hanno variato la formula originale. Come dicevamo prima, i neofiti non faticheranno a trovarlo vecchio; i nostalgici tuttavia resteranno comunque delusi dalle variazioni.

Al netto di tutto ciò, The Legend of Zelda – Majora’s Mask 3D è un piccolo capolavoro sempreverde, soprattutto considerato il fatto che ad oggi resta un capitolo unico nel proprio genere.

 

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Carlo Terzano


pro_contro_piu nbsp;+Un capitolo unico
pro_contro_piu Tasso di sfida accattivante
pro_contro_piu Gameplay originale
nbsp;-Soli 4 dungeons pro_contro_meno
Localizzazione non impeccabile pro_contro_meno

Valutazione The Legend of Zelda - Majora's Mask 3D
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 +Un capitolo unico +Tasso di sfida accattivante +Gameplay originale -Soli 4 dungeons -Localizzazione non impeccabileIn definitiva, The Legend of Zelda – Majora’s Mask 3D rappresenta la gustosa riproposizione di un grande classico per Nintendo 64. Rispetto al remake di Ocarina of Time, sempre per 3DS, Grezzo è intervenuta in modo più incisivo per svecchiare l’originale, sia imbellettando l’aspetto grafico, sia smussando alcuni spigoli di un gameplay che, per quanto perfetto, ha comunque 15 anni sulle spalle. 
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