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Harvest Moon 3D - A New Beginning



Harvest Moon 3D - A New Beginning
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Vita da vivere
Giocatori
1
Produttore
Rising Star Games
Sviluppatore
Natsume
Distributore
Rising Star Games
Versione
Eur
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
scheda_networkoff scheda_pegi3
   
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“BEATO TE, CONTADINO! SEI FORTE PERCHE', SEI PIU' RICCO DI UN RE!”


Misteri della mente umana! Il Giappone, così come l'Italia, prima del boom economico era un Paese prevalentemente rurale. Poi sono arrivati gli anni del miracolo ed il grosso della popolazione ha appeso il cappello di paglia e la salopette al chiodo per inurbarsi.

Da quando, due decadi fa, è scoppiata la più grande bolla edilizia che il Paese ricordi, però, il Sol Levante si è avviato verso una crisi economica molto simile a quella che, nel 2009, ha colpito l'Occidente, eppure, proprio come accade anche da noi, i ragazzi, piuttosto che tornare a coltivare la terra preferiscono restare disoccupati, in perenne attesa di un lavoro meno umile e duro. Nonostante questo, però, la serie bucolica di Natsume, che vi mette nelle scarpe (grosse) del contadino virtuale, continua a mietere successi e, dopo tutti questi anni ed una mezza infinità di sequel, non sembra conoscere inflessione nelle vendite!



CHI RIMPIANGE IL LAVORO DEL CONTADINO NON L'HA CONOSCIUTO DA VICINO

Forte del suo concept sicuramente inimitabile e, sulle prime, persino straniante, la serie di Harvest Moon ha saputo collezionare parecchi successi, mettendo assieme un nutrito gruppo di fans “stoici”, capaci di giocare con rinnovato entusiasmo ogni capitolo.

Quella di Harvest Moon non è una saga per tutti. Affatto. Rientra, anzi, in una di quelle tipologie di gioco tipicamente nipponiche così folli da apparire persino poco divertenti.

Ed in effetti non c'è nulla di divertente nell'innaffiare ravanelli virtuali o nello strigliare cavalli poligonali, così come non c'è nulla di divertente nel calarsi nella salopette di lavoro del contadino per affrontare un gameplay ruvido come pochi, che certamente emula alla perfezione, magari romanzandola quanto basta, la dura vita dei campi.

Harvest Moon è un titolo che va affrontato con abnegazione. Chi gioca per divertirsi, per scoprire livelli nuovi o avere subito sott'occhio i risultati delle proprie fatiche, guardi altrove.

Quella ideata da Natsume è infatti una serie particolare, che avviluppa il giocatore nelle sue spire e pretende una dedizione quotidiana.

Si ripetono all'infinito le stesse cose, mentre si tenta di tirare avanti con la propria misera fattoria, ed il bello è che, talvolta, non si viene nemmeno premiati.

Il raccolto estivo, frutto di fatiche indicibili, levatacce, e degli investimenti di un'intera stagione, può essere facilmente distrutto da un temporalone improvviso. Un attimo prima avevate il campo zeppo di pannocchie, e già meditavate su come avreste investito i soldi ottenuti (magari ampliando la stalla, oppure installando un dispensatore di cibo per gli animali... il contadino non va mai in vacanza), un attimo dopo vi ritrovate sommersi dai debiti, con gli animali ammalati, la stalla scoperchiata ed il campo completamente devastato.

Verrebbe voglia di scagliare il pad contro il televisore, o la console portatile giù nel cortile. Eppure ci si ritrova, ipnotizzati, a ricominciare tutto daccapo, desiderosi di ricostruire la propria fattoria più bella e fiorente che mai.

E' questa la misteriosa magia che rende Harvest Moon un gioco pericoloso, che dà assuefazione. Una assuefazione non per tutti, tipica dei prodotti più folli che ci arrivano dal lontano oriente: il titolo di Natsume o lo si ama o lo si odia, senza sfumature di grigio.

Questo perché Harvest Moon richiede un impegno continuo e tantissime ore di gioco. Non lo si può giocare nei ritagli e nemmeno lasciarlo lì a prendere polvere per rispolverarlo dopo tre mesi, perché quando non si è più addentro al tran-tran quotidiano riesce difficile rientrare in certi schemi...

 

IL CONTADINO IRREQUIETO NON DEVE METTER MAI RADICI...

Per certi versi, il bucolico gestionale di Natsume assomiglia parecchio ad Animal Crossing di Nintendo. Sono due titoli atipici, che richiedono al giocatore di lavorare assiduamente per ottenere una ricompensa tutt'altro che certa. Sono due titoli in cui il fattore ludico si appiattisce e tende a sparire, mentre si effettuano delle azioni così comuni che potrebbero essere svolte da chiunque di noi, nella realtà. Non ci sono draghi da sconfiggere e nemmeno mondi da salvare: solo amicizie da coltivare, campi da irrigare, pesci da pescare, insetti da acciuffare e così via...

Naturalmente il titolo Nintendo propone una meccanica di gioco più raffinata ed equilibrata: non vi è troppo scompenso tra la fatica spesa e la possibilità di ottenere una ricompensa. In più la possibilità di personalizzare fin nei minimi particolari il proprio alter ego, la sua casa e persino la sua cittadina, come avviene nel recente Animal Crossing New Leaf, lo rende un prodotto appetibile ad una fascia di utenti piuttosto ampia.

Harvest Moon rimane invece piuttosto avaro di premi: si gioca ma lo si fa per sé stessi. E' difficile che il gioco riconosca la vostra fatica e vi conceda qualcosa in cambio.

Con Harvest Moon 3D – A New Beginning, dobbiamo però ammettere che la quasi ventennale saga di Natsume abbia iniziato a spostarsi nel solco di Nintendo.

In realtà delle mosse di avvicinamento tattiche c'erano già state nei precedenti capitoli, ma mai evidenti quanto in quest'ultimo episodio.

Harvest Moon 3D – A New Beginning è infatti il primo che vi chiede di gestire, oltre alla vostra piccola fattoria, anche il paesello limitrofo.

Le innovazioni riguardano infatti l'inedita possibilità di personalizzare in modo più o meno approfondito il proprio mondo di gioco. Anche l'avatar potrà essere assemblato in modo più o meno soddisfacente (l'editor è piuttosto spartano), e per la prima volta si potrà scegliere dove posizionare la propria fattoria, stabilendo dunque l'esatta dislocazione della casa, delle stalle, dei silos per il fieno, dei pollai e via dicendo.

Oltre a questo, come dicevamo potrete intervenire attivamente anche sulla topografia della cittadina, disegnando le vie di comunicazioni, piazzando parchi e aiuole, costruendo case e servizi.

A differenza di Animal Crossing New Leaf, qui non sarete il sindaco, ma vi ritroverete ad aiutarlo, ascoltando le richieste dell'amministrazione comunale e dei concittadini. Soddisfacendo gli obbiettivi, il paesello inizierà a popolarsi di buffi figuri e pian piano potrete contare su di un numero piuttosto alto di PNG, ognuno adibito ad una funzione particolare (il fioraio, l'acconciatore, l'artista, ecc...).

 

AVARO AGRICOLTOR NON FU MAI RICCO

Scopo del gioco sarà ancora una volta quello di dividersi tra la cura dei campi e quella delle proprie relazioni sociali.

Harvest Moon 3D – A New Beginning non si esaurisce infatti seminando, zappando e mungendo vacche, ma richiede al giocatore di intrattenere rapporti con gli altri cittadini, i quali, se lasciati soli a sé stessi, potrebbero anche decidere di andarsene via.

Mai come ora, Natsume ha spinto l'acceleratore sulla questione “social”. Scambiare quattro battute con il proprio dirimpettaio, regalargli un paniere di burro piuttosto che due uova consente di ottenere presenti in cambio, che potrebbero essere addirittura oggetti introvabili. In alcuni casi stringere rapporti d'amicizia molto stretti con alcuni curiosi figuri spalanca le porte a veri e propri minigiochi, da effettuare però solo in certi momenti della giornata ed in alcune zone della cittadina.

Purtroppo si ha sempre la sensazione di essere in balia del caso e di aver scoperto nuovi items o nuovi minigames più per fortuna, capitando nel posto esatto al momento esatto, che non perché il gioco vi avesse lasciato indizi particolari.

Come nei passati capitoli, le stagioni si alternano dinamicamente: il ciclo giorno-notte dura una decina di minuti ed è difficile riuscire a dividersi tra i molteplici compiti che discendono dalla gestione della fattoria e la cura della propria vita sociale.

Eppure, lo scopo primario del nostro alter ego sarà proprio quello di individuare una bella ragazza da maritare, per costruirsi il proprio nido d'amore.

Esistono tante ragazze, diverse sia per caratterizzazione, sia per gusti, e ciascuna andrà prima corteggiata, avendo l'accortezza di scoprire cosa le va a genio e cosa non le piace (regalarle qualcosa che ama ci farà fare un sacco di punti, offrirle una cena a base di qualcosa che detesta, invece, allontana il fatidico “si”) e la data del suo compleanno, così da organizzare per tempo qualcosa di speciale.

Rispetto ai passati episodi, scegliere una ragazza piuttosto che un'altra influirà anche sulla gestione della fattoria: dopo il matrimonio, infatti, vostra moglie vi aiuterà come meglio crede nella gestione dell'azienda agricola. A seconda della donna, però, l'aiuto sarà più o meno utile, più o meno remunerativo. Scegliete dunque (anche) in base alle vostre esigenze!

 

TANTO VALE L'UOMO, TANTO VALE LA SUA TERRA

Se dal punto di vista delle innovazioni Harvest Moon 3D – A New Beginning è forse uno dei titoli più riusciti della serie, ciò che ancora non soddisfa riguarda principalmente il sistema di controllo, almeno per ciò che riguarda la navigazione nei menu e l'accuratezza di determinate azioni. Senza poi parlare dell'annosa questione riguardante la realizzazione tecnica.

Controllo e grafica: si tratta di due talloni d'Achille secolari, che la serie si porta dietro fin dal primo episodio apparso nel lontano 1996 su SuperFamicom.

Quanto al versante dei controlli, Harvest Moon 3D – A New Beginning dimentica totalmente l'esistenza del touch screen e affida la gestione tanto del personaggio quanto degli inventari ai pulsanti. Si tratta naturalmente di una scelta infelice, che relega ad un ruolo particolarmente inutile il visore tattile, che servirà unicamente da mappa, e fa in modo che la navigazione per le varie schermate risulti complessa, spesso persino disorientante e farraginosa.

Il sistema di controllo, inoltre, è parecchio impreciso e, di contro, richiede fin troppa precisione nell'esecuzione delle molteplici azioni. Basta non essere in asse, per vedere il personaggio zappare il quadrante di terra sbagliato, o, peggio, distruggerci con un colpo di vanga una piantina prossima a regalarci il proprio frutto lasciando intatta quella designata, secca e morente. A peggiorare la situazione naturalmente la visuale isometrica, che non permette mai di capire se siamo perfettamente allineati con il nostro vero obbiettivo. Se a tutto ciò si aggiunge che bisogna compiere all'infinito i medesimi gesti e talvolta bisogna farlo anche di corsa, l'inciampo sta sempre dietro l'angolo ed il sistema di controllo continuerà a remarci contro.

Potevamo tollerare una simile legnosità dei controlli negli anni '90, non nel 2013.

Come si tollera a stento il comparto tecnico, che sembra ancora troppo legato agli Harvest Moon per il vecchio Nintendo DS.

La mole poligonale è irrisoria, le texture sono alquanto scialbe e le animazioni del proprio alter ego e dei comprimari ridotte all'osso.

Se l'impianto grafico traballa, è però il sonoro a mandarvi ai matti, più insopportabile delle unghie che stridano sulla lavagna.

Dopo dieci secondi, il rumore monocorde e sempre uguale dei passi del vostro personaggio vi spingerà a disattivare l'audio, il ché è un bene, considerato che gli effetti sonori di contorno (il cinguettio degli uccellini, il canto del gallo o il frinire delle cicale) sembrano usciti dal vecchio SNES mentre le musichette si ripetono tutte uguali all'infinito.

Se si escludono i problemi tecnici -questione a dir poco annosa quando si parla della bucolica serie di Natsume-, occorre però riconoscere che Harvest Moon 3D – A New Beginning è uno dei migliori esponenti della saga degli ultimi anni.

Pur non raggiungendo le vette dello splendido A Wonderful Life! per Nintendo GameCube, butta nel calderone un bel po' di novità sicuramente interessanti le quali, strizzando l'occhio ad Animal Crossing, riusciranno a spingerci ancora una volta a tornare di corsa a casa per innaffiare i nostri cavoli virtuali!

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Carlo Terzano


pro_contro_piu Simpatiche aggiunte social
pro_contro_piu Strizza l'occhio ad Animal Crossing
pro_contro_piu Possibilità di personalizzare anche il paese
pro_contro_piu La scelta della moglie ha ora un ruolo strategico
O lo si ama o lo si odia pro_contro_meno
Comparto tecnico vecchio di anni pro_contro_meno
Controlli legnosi, menu scomodi pro_contro_meno

Valutazione Harvest Moon 3D - A New Beginning
pagella_termometro10
pagella_mario
8.2
pagella_termometro7_5
pagella_luigi
7.2
pagella_termometro4_5
pagella_wario
4.0
pagella_termometro7_5
pagella_luigi
7.5
pagella_termometro10
pagella_mario
8.5
pagella_luigi2
7.1
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pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_stellina
In definitiva, Harvest Moon 3D – A New Beginning non rivoluziona certo la serie così come avevamo sperato, tuttavia prende in prestito alcune idee da Animal Crossing di Nintendo e si rinnova con intelligenza in certe sue parti, permettendo una personalizzazione più accurata e spingendo il giocatore ad interagire con i tanti PNG. Resta un titolo per pochi matti, tra cui il sottoscritto: le poche ricompense, un gameplay irsuto che richiede troppa dedizione, il fatto di essere in balia di eventi casuali ed un antiquato motore tecnico lo rendono difatti difficilmente digeribile ai più.
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