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Phoenix Wright: Ace Attorney – Dual Destinies



Phoenix Wright: Ace Attorney – Dual Destinies
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Avventura grafica
Giocatori
1
Produttore
Capcom
Sviluppatore
Capcom
Distributore
Capcom
Versione
Eur
Requisiti
ADSL
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
scheda_networkoff scheda_pegi16
   
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TRIBUNALI DIGITALI: LA RIFORMA FORENSE CHE ASPETTAVAMO?


La notizia secondo la quale Phoenix Wright: Ace Attorney – Dual Destinies sarebbe arrivato nel Vecchio Continente esclusivamente in versione digitale, ha creato più di un mal di pancia.

Come era del resto prevedibile, i tanti fans che avevano fin'ora collezionato, nella propria libreria, le custodie dei molteplici capitoli di questa fortunata saga a sfondo giuridico, non hanno preso di buon grado l'idea di non poter sfoggiare con un pizzico di vanità anche l'ultimo episodio, da scaricare impalpabile via etere direttamente sul proprio 3DS.

Ma se pensiamo che l'alternativa sarebbe stata quella di non vedere mai Phoenix Wright: Ace Attorney – Dual Destinies, allora un brivido ci corre lungo la schiena: abbiamo corso davvero un bel rischio!



DA AVVOCATO AD IMPUTATO!

La visione disincantata e un po' avvelenata di John Grisham, autore di alcuni dei legal-thriller più noti al mondo, ci ha regalato uno spaccato tutt'altro che idealizzato della professione dell'avvocato.

Memorabile la barzelletta inserita nel romanzo “L'Uomo della Pioggia” che recita più o meno così: da cosa si capisce quando un avvocato mente? - Dal fatto che inizi a muovere le labbra!

Chi ha giocato a Phoenix Wright, invece, sa bene che i creativi di Capcom hanno consegnato agli utenti degli handheld Nintendo un universo legale molto diverso, fatto di avvocati che vivono la propria professione come se fosse una missione, innocenti che rischiano la forca incastrati dall'immancabile genio del male di turno, e, a chiudere il giro, una pubblica accusa fin troppo zelante, più alla ricerca di capri espiatori che non di colpevoli veri e propri.

Potremmo dibattere a lungo se la realtà stia nei tribunali di Grisham o nelle aule di giustizia di Capcom, ma qui ci limitiamo a dire che, nonostante il perbenismo borghese di fondo a tratti un po' smodato (fin troppo facile difendere un cliente innocente ed accusare un colpevole, così da non smuovere in chi gioca alcun dilemma morale) ed il tono eccentrico tipicamente nipponico, la caratterizzazione dei personaggi è senz'altro il punto forte di questa saga.

Abbiamo infatti un bouquet a dir poco ricco, che annovera tra i mille ingredienti il mitico Phoenix Wright, che conosciamo fin dal giorno del conseguimento della sua laurea in legge; diversi PM senza scrupoli, spesso persino armati di frusta; investigatori pasticcioni; testimoni imbroglioni; giudici capoccioni ed assistenti infaticabili, che spesso fanno la differenza tra una causa persa ed una vinta.

Un simile parterre, unito a casi avvincenti ed a colpi di scena al cardiopalma costituiscono, come da copione, le caratteristiche vincenti di una serie che, seppur con qualche distinguo (qualcuno ha detto Apollo Justice: Ace Attorney?), si è sempre mantenuta su livelli assai alti.

E per fortuna il nostro difensore d'ufficio ritorna più in forma che mai anche in Phoenix Wright: Ace Attorney – Dual Destinies, l'ultimo capitolo in ordine cronologico nonché il primo per Nintendo 3DS.

Ravvivato da una sinossi scoppiettante, che non lesina certo sui colpi di scena e da un nutrito gruppo di comprimari vecchi e nuovi, Phoenix Wright: Ace Attorney – Dual Destinies arriva su eShop con l'intento sicuramente raggiunto di entrare nel cuore tanto degli appassionati storici quanto dei neofiti.

 

L'INCIDENTE PROBATORIO

Sono ancora una volta cinque i casi lungo cui si dipana tutta l'avventura. All'apparenza slegati, sono in realtà legati da un filo conduttore rosso che disvelerà nuovi particolari soltanto a fatidico momento dell'epilogo, rivelando ancora una volta la bontà della sceneggiatura.

Tutti coloro che hanno preso parte alle inchieste dell'avvocato dal ciuffo ribelle e dall'indice prorompente si ritroveranno subito a casa, perché il gameplay non è variato di una virgola.

Ancora una volta, dunque, i frangenti si suddividono nella delicata fase delle indagini ed in quella dell'aula di giustizia, nella quale occorre far valere la propria verità processuale.

Nella prima si esplorano le scene del delitto, si mettono le mani un po' ovunque alla ricerca di indizi. Nella seconda si raccoglie ciò che si ha seminato: si mettono cioè a frutto le prove e le testimonianze raccolte, così da controbattere alle tesi dell'accusa. Naturalmente, questa fase avviene in puro stile americano, con una discovery probatoria piuttosto scenica, studiata ad arte come in una partita a scacchi per condurre l'avversario (solitamente i testimoni dell'accusa) all'errore o persino alla contraddizione.

Non basta insomma raccogliere i particolari evidenziati sulle scene del crimine, occorre anche capire come incastrarli nella successiva linea difensiva. E se è vero che volendo è possibile far di Phoenix Wright: Ace Attorney – Dual Destinies un “trial and error” nel quale si utilizzano gli items a casaccio, è anche vero che il gioco penalizza con game-over piuttosto rapidi chi ha intenzione di procedere in questo modo, senza impegnarsi un minimo nella risoluzione del caso.

In tutto questo si incastra l'immancabile componente soprannaturale, questa volta rappresentata dalle capacità extrasensoriali della giovane praticante forense Athena Cykes. La ragazza può infatti avvertire quando un testimone sta mentendo, e lì starà a voi incalzarlo, presentando le prove opportune, per far cadere il castello di menzogne che sorreggevano il teorema accusatorio.

 

UN GIORNO IN PRETURA

Ma l'aspetto che più sorprende di Phoenix Wright: Ace Attorney – Dual Destinies è sicuramente il comparto tecnico. Può sembrare un aspetto strano, detto di un'avventura grafica, eppure i ragazzi di Capcom hanno compiuto davvero un ottimo lavoro.

Ad una prima, poco attenta, occhiata delle foto che corredano questa recensione, vi potrebbe sembrare che l'ultimo episodio della serie ricalchi fin troppo pigramente quelli trascorsi, editi su Nintendo DS. Fortunatamente non è affatto così.

L'avvocato di Capcom torna infatti sulle scene fresco di un maquillage inatteso, che lo ha reso finalmente tridimensionale. E che 3D! Non solo il buon Phoenix si compone infatti di un numero di poligoni assai elevato, ma lo stile utilizzato è tale che quasi il passaggio dalle due alle tre dimensioni passa inosservato! Ciò lo si deve principalmente ad un uso accorto del toon-shading, che ha appiattito la mole poligonale, riducendo al massimo le differenze con gli sprites disegnati a mano dei passati episodi.

Naturalmente ora godiamo di animazioni più dettagliate, e di un “objection” più esaltante che mai, grazie anche al 3D stereoscopico che quasi fa uscire dallo schermo l'indice di Phoenix Wright.

L'uso delle tre dimensioni, e della stereoscopia della console, è quantomai intelligente: non si limita infatti ad affascinare il giocatore con colpi d'occhio inattesi e panoramiche di sicuro impatto, ma viene anche sfruttato all'interno del gioco, soprattutto nella fase del rinvenimento delle prove, quando ci ritroviamo ad esplorare ambienti finalmente immersivi e a manipolare oggetti che potrebbero nascondere importanti indizi sul lato che rimane in ombra.

Applausi a scena aperta per il comparto sonoro: la serie non ha mai brillato sotto questo aspetto, ma con Phoenix Wright: Ace Attorney – Dual Destinies Capcom ha voluto superare sé stessa, proponendo non solo i motivetti classici, ma anche una grandissima varietà di brani orchestrati che spaziano dal jazz al rock, passando per la musica classica e quella tipicamente nipponica.

Ma naturalmente la nuova avventura si regge soprattutto su di un impianto scenico ben congegnato, composto da una sinossi a dir poco ispirata e da un nutrito gruppo di personaggi capaci davvero di bucare lo schermo. I colpi di scena non mancano, così come alcuni improvvisi ritorni di comprimari dati per scomparsi in grado di far commuovere i fans storici ed incuriosire invece quelli dell'ultimo minuto, che certo vorranno acquistare anche i capitoli precedenti.

L'unica, vera, pecca di Phoenix Wright: Ace Attorney – Dual Destinies resta la mancata localizzazione. Capcom non ha voluto investire nella distribuzione europea del gioco e questa volta Nintendo non è intervenuta per finanziare la traduzione nelle lingue dei Paesi dell'Unione. Non è una gravissima perdita, però al giorno d'oggi è davvero strano e forse persino inaudito trovare ancora titoli non localizzati. La scelta purtroppo tende a tagliar fuori tutti coloro che mal se la cavano con la lingua di Sua Maestà, perché la comprensione dei testi è fondamentale per riuscire a procedere con l'avventura...

 

 

 

 

 © RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Carlo Terzano


pro_contro_piu Cinque casi molto ispirati
pro_contro_piu Character design unico ed inimitabile!
pro_contro_piu Impianto artistico di pregio
pro_contro_piu Ottimo uso del 3D stereoscopico
pro_contro_piu Comparto sonoro soddisfacente
pro_contro_piu Il ritorno in grande stile di Phoenix Wright
Il gioco è disponibile solo in formato digitale pro_contro_meno
La mancanza della localizzazione esclude coloro che mal se la cavano con l'inglese pro_contro_meno

Valutazione Phoenix Wright: Ace Attorney – Dual Destinies
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In definitiva, Phoenix Wright: Ace Attorney – Dual Destinies si posiziona di diritto tra i migliori capitoli della serie. Più avvincente di un Nero Wolfe, più intricato di un romanzo di John Grisham, più giuridico di una puntata di Forum, quest'ultimo episodio porta in dote una sceneggiatura tanto improbabile quanto convincente, un parterre di personaggi di sicuro impatto ed una rinnovata veste grafica capace di sfruttare a fondo le specifiche del Nintendo 3DS. Da avere, prima della prescrizione!
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