border_tl
blocchi_social Facebook Twitter RSS
center_top
 

Shin Megami Tensei Devil Summoner: Soul Hackers



Shin Megami Tensei Devil Summoner: Soul Hackers
shin-megami-tensei-devil-summoner-soul-hackers-meyf-recensione-3ds-cover-eur_1381224065019845300
Sistema
Nintendo 3DS
Genere
GdR
Giocatori
1
Produttore
Atlus
Sviluppatore
Atlus
Distributore
Atlus
Versione
Eur
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
scheda_networkoff scheda_pegi12
   
 
scheda_bottom

shin-megami-tensei-devil-summoner-soul-hackers-meyf-recensione-3ds-logo_1381223850079297200

ANGELI, DEMONI E PIRATI CIBERNETICI: IL MINESTRONE GIAPPONESISSIMO DI ATLUS E' PRONTO!


Se c'è una cosa che i giapponesi sanno fare bene, è mischiare le cose! Pensiamo ad esempio alle opere di Hayao Miyazaki ed i pot-pourrì immaginifici che puntualmente vengono fuori, tra ambientazioni medievaleggianti, macchine a vapore ottocentesche, ideali da samurai, armi fantascientifiche e devastanti guerre atomiche post-moderne. Oppure pensiamo alle assurde commistioni dei Final Fantasy, che si divertono a mescolare Occidente con Oriente, diavoli della tradizione cristiana con demoni scintoisti. Chi ama gli RPG ha fatto ormai il palato con simili fusioni di spezie e sapori, spesso indigeste ai frequentatori della domenica. Da questo punto di vista, il titolo Atlus non ha proprio nulla da invidiare ad opere più rinomate!



SEDICI ANNI E NON SENTIRLI

Pubblicato originariamente su PlayStation nel lontano 1997 e mai arrivato in Occidente, Shin Megami Tensei Devil Summoner: Soul Hackers è un prodotto sicuramente curioso ed interessante, che meritava tutta l'attenzione che gli è valsa per rimaterializzarsi in questo remake per Nintendo 3DS.

Nonostante infatti i sedici anni, giocando all'RPG di Atlus ci si accorge ancora di quanto fosse complesso, solido e stratificato il gameplay, di quanto fossero attuali e divertenti le peculiari meccaniche di gioco e di quanto fossero profetici alcuni spunti della trama, che indagava con occhio attento e scrutatore sui risvolti inquietanti di un possibile futuro cibernetico.

Ambientato nella caotica ed inquinata città di Amani, che ricalca per aspetto e geografia la città di Tokyo, Shin Megami Tensei Devil Summoner: Soul Hackers ci introduce in un futuro spiazzante e spaventoso, strettamente interconnesso alla Rete. Internet ha un ruolo dominante ad Amani City, tanto che la stessa metropoli gode di una sua corrispettiva digitale: Paradigm X, un posto virtuale in cui tutti vivono una doppia vita, sullo stile di Facebook o di Second Life.

Nel 1997 non esistevano né i social network, né i social games, eppure Atlus aveva già captato le potenzialità della Rete ed i pericoli di restarne invischiati!

Infatti, sebbene Paradigm X sia apparentemente sede di mille opportunità, sociali e lavorative, un gruppo di hackers idealisti, quello degli Spookies, la guarda con diffidenza e teme che serva solo a soggiogare la società, ponendola in schiavitù.

Ha così inizio, probabilmente in modo più frenetico e meno particolareggiato rispetto ai prodotti recenti (i personaggi vengono infatti introdotti senza troppi giri di parole e presentazioni in pompa magna) la trama di Shin Megami Tensei Devil Summoner: Soul Hackers che, come ogni Shin Megami che si rispetta, vedrà coinvolti anche gli Angeli ed i Demoni, entità tutt'altro che astratte e ben presenti nell'escatologia di Atlus.

 

LIBERTA' E DIFFICOLTA'!

Rispetto ai prodotti odierni, Shin Megami Tensei Devil Summoner: Soul Hackers, al pari del recente Etrian Odyssey IV – Legends of the Titan (sempre di Atlus) propone una trama meno invischiata col gameplay, permettendo al giocatore una grande libertà d'azione.

Abituati come siamo a locations che si aprono e si chiudono solo quando fanno bisogno agli sceneggiatori, stupisce avere carta bianca fin dai primi istanti, con Amani City che è già liberamente esplorabile, proprio come negli RPG di una volta, quando la curiosità del giocatore aveva come unico ostacolo la necessità di levellare per bene il party d'eroi.

E infatti anche qui, come i giochi di ruolo di qualche anno fa (e sempre come in Etrian Odyssey IV – Legends of the Titan), la difficoltà media è tutt'altro che rabbonita, e tende anzi a mordere puntualmente i polpacci ai giocatori meno accorti, proponendogli una escalation di sfide che sicuramente sulle prime non potrà non spaventarvi.

Anche perché non ci sono tutorial o spiegazioni di sorta: si viene sbattuti in media res e bisogna cavarsela con le proprie forze, sperimentando attacchi, items e strategie, perché nessuno verrà a spiegarci cosa fare e quando farlo.

 

UN DIAVOLO PER CAPELLO E UN DEMONE PER AMICO?

Se dovessimo riassumere il concept alla base di Shin Megami Tensei Devil Summoner: Soul Hackers, potremmo dire che si tratta di un RPG – grind based che si muove lungo i binari classici di dungeon crawler. Per coloro che non sanno di cosa stessimo parlando, è un gioco di ruolo che propone dei sotterranei da esplorare muovendosi a turno lungo scacchiere, la cui topografia è solitamente casuale.

Si controlla un party di eroi piuttosto ridotto, composto da due personaggi, che però all'occorrenza possono evocare fino a quattro demoni. Non a caso il combat-system di Shin Megami Tensei Devil Summoner: Soul Hackers ruota appunto attorno ai demoni.

L'aspetto più intrigante del titolo Atlus coinvolge proprio questi esseri soprannaturali che non sono Pokémon e non vanno certo trattati alla stregua di animaletti domestici.

I demoni sono infatti per natura potenti e dispotici, spesso bizzosi. Assecondano raramente l'uomo a cui decidono di legarsi e quando lo fanno non lo ammettono certo.

Può così capitare che in battaglia i demoni si comportino come meglio credono, disobbedendo di proposito ai nostri ordini ed allontanandosi dalla nostra strategia: meglio lasciarli fare, anche a costo di subire qualche perdita di troppo. Certo, volendo si può tentare di richiamarli all'ordine, ma non dimentichiamo con chi abbiamo a che fare... Invece di provare a soverchiarli con la prepotenza, meglio spendere qualche ora per tessere con loro rapporti più stretti: a poco a poco inizieranno ad obbedirvi di loro sponte!

In battaglia dovrete disporre le vostre unità lungo la scacchiera di cui sopra: anche in questo caso occorre tener conto non solo delle caratteristiche del proprio demone (che si dividono, come negli RPG tradizionali, in combattenti di supporto, di difesa, cecchini o di sfondamento), ma anche e soprattutto alle caratteristiche del nemico, che potrebbe avere dalla sua delle tecniche in grado di falcidiare un'intera fila!

Non tutte le battaglie, però, debbono per forza culminare con la capitolazione dell'una o dell'altra parte: dato che il vostro scopo è quello di aumentare i demoni a disposizione, potreste anche provare a trattare col nemico per farlo passare nei vostri ranghi, oppure convincerlo ad arrendersi.

Anche in questo caso, tutto dipende dal demone che abbiamo di fronte: alcuni potranno essere spaventati, altri assecondati e altri ancora impressionati. Quel che è certo è che sbagliare strategia taglierà la strada ad ogni altra evoluzione pacifica del confronto, costringendovi alla pugna...

Non solo: non evocate i vostri demoni a casaccio, perché la loro presenza sul campo consuma le vostre scorte di Magnetite, il loro nutrimento naturale. Terminata la Magnetite, le vostre truppe si dissolveranno, lasciandovi dunque alla mercé dei nemici.

E' dunque importante capire quando i due personaggi umani possono cavarsela da soli e quando è invece necessario evocare i demoni, quali ed anche per quanto tempo!

 

I GIOCHI DI UNA VOLTA!

Insomma, come avete potuto constatare, nonostante i 16 anni sulle spalle, Shin Megami Tensei Devil Summoner: Soul Hackers presenta un gameplay incredibilmente attuale e particolarmente approfondito, in grado di regalare parecchie soddisfazioni.

Certo, anche qui occorre fare il medesimo discorso fatto a suo tempo per Etrian Odyssey IV – Legends of the Titan: siamo di fronte ad una meccanica di gioco piuttosto bisbetica, che non regala nulla e tende anzi troppo a lasciare che il giocatore si cavi da sé dagli impicci, costretto a capire in totale solitudine quali strategie tessere, quando e come. Il titolo di Atlus è insomma un RPG della vecchia scuola, talvolta anche troppo, dato che costringe a procedere per tentativi, facendoci pagare tutte le conseguenze quando si piglia qualche facciata.

Non sempre, inoltre, la difficoltà ha un senso: noi siamo i primi ad apprezzare i giochi tosti, quelli che non ti levano le castagne dal fuoco, ma “hardcore game” non vuole necessariamente dire che il titolo presenti interfacce scomode, molto poco intuitive e menu inutilmente sussiegosi e sbrodolanti di voci. Anche in questo caso, vista soprattutto la riedizione per 3DS, avremmo preferito un intervento che rimettesse mano alle tante voci sovrabbondanti, riassumendole in schermate più intuitive e facilmente navigabili.

Per il resto, Shin Megami Tensei Devil Summoner: Soul Hackers è comunque un ottimo dungeon crawler. Certo, bisogna tenere a mente che si tratta di un titolo del 1996, e dunque perdonargli un level design un po' piatto, labirinti tutti uguali, e qualche tranello mortale davvero perfido. Atlus avrebbe potuto correggere un po' il tiro, prima di rispolverarlo, e invece ha preferito mantenere il gioco pressocché inalterato, ad iniziare anche dal comparto tecnico, fin troppo ancorato alle potenzialità del 32-bit di casa Sony...

 

 

 

 © RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Andrea Bruno


pro_contro_piu Un titolo sempreverde
pro_contro_piu Gameplay profondo ed intrigante
pro_contro_piu Combat-systerm elaborato ed intelligente
pro_contro_piu Ottimo il rapporto demoni – umani
A livello tecnico si poteva fare molto di più pro_contro_meno
Menu ostici da navigare pro_contro_meno
Ci si sente in balia di meccaniche oscure e complesse pro_contro_meno

Valutazione Shin Megami Tensei Devil Summoner: Soul Hackers
pagella_termometro10
pagella_mario
8.0
pagella_termometro7_5
pagella_luigi
7.1
pagella_termometro7_5
pagella_luigi
7.2
pagella_termometro10
pagella_mario
8.3
pagella_termometro10
pagella_mario
8.7
pagella_mario2
7.9
pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_mezzastellina
In definitiva, Shin Megami Tensei Devil Summoner: Soul Hackers è un GDR duro e puro, di quelli di una volta. Il titolo Atlus non fa sconti a nessuno, ed anzi tende a ordire tranelli a tutto spiano, lasciandovi in balia della perfidia degli sviluppatori. Vi consigliamo però di non demordere, e di mettervi costantemente alla prova, perché una volta superato lo scoglio (enorme!) iniziale, scoprirete un gameplay profondo ed intrigante, che saprà regalarvi numerose soddisfazioni!
pagella_bottom
Potrebbero interessarti anche:
shin-megami-tensei-devil-summoner-soul-hackers-3ds-recensione-meyf-banner_1381223830089675900
Shin Megami Tensei Devil Summoner: Soul Hackers
devil-survivor-overclocked-3ds-recensione-meyf-banner_1390215013026560200
Shin Megami Tensei Devil Survivor - Overclocked
3ds-recensione-meyf-conception-2_1402411055083924500
Conception II - Children of the Seven Stars
bayonetta-2-wii-u-recensione-meyf-banner_1413055735028029900
Bayonetta 2
Shin Megami Tensei in Occidente
Devil Survivor 2 in foto
logo
Shin Megami Tensei IV e Persona Q in Europa
nintendo-kyoto-hq_1389953279063889000
Nintendo, i giochi più venduti negli USA
border_tr