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SteamWorld Dig



SteamWorld Dig
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Azione
Giocatori
1
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Image & Form
Distributore
Nintendo Italia
Versione
Eur
Requisiti
ADSL
Prezzo
8,99 Euro
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
scheda_networkoff scheda_pegi7
   
scheda_bottom

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E DOPO IL GENERE SPAGHETTI WESTERN, TOCCA ORA AL METROID WESTERN!


C'è poco da fare: quello del vecchio West è un periodo storico in grado di affascinare a più riprese grandi e piccini, sceneggiatori e game designer.

Così, se al cinema tra i canyon statunitensi abbiamo visto aggirarsi gli eroi più improbabili, da italianissimi sceriffi a cow boy dagli occhi a mandorla, l'universo videoludico non ha voluto essere da meno, proponendoci mille e più interpretazioni sopra le righe della sempiterna lotta tra mandriani e indiani, fuorilegge senza scrupoli e biechi criminali.



STELLA DI LATTA PER UNO SCERIFFO DI METALLO

Sviluppato dal giovanissimo team Image & Form, già responsabile del simpatico DSiWare SteamWorld Tower Defense, SteamWorld Dig prende ambientazioni e personaggi del primo capitolo ma cambia decisamente genere, buttandoci a capofitto nelle miniere che corrono lungo il sottosuolo della scalcinata cittadina di Tumbleton.

Si apre così davanti ai nostri occhi un intricato dedalo di gallerie sotterranee, che dovranno essere scavate nella viva roccia e che non smettono un attimo di richiamare, per gameplay, la saga di Metroid.

Del resto, che SteamWorkd Dig sia un “Metroidvania” (gioco appartenente al filone creato dalle serie di Metroid e Castlevania) lo dicono gli stessi sviluppatori, fieri di aver ricamato sul concetto di backtracking un gameplay abbastanza innovativo, che parte in sordina ma che conquista dopo qualche partita, rivelandosi inaspettatamente solido e profondo.

Ma entriamo nel merito della questione.

Protagonista di questo inatteso capolavoro è Rusty, un robot di latta dal cuore d'oro, deciso a risollevare le sorti della scalcinata Tumbleton, cittadina abitata dai suoi simili che non sembra godere di perfetta salute.

Tumbleton è l'apoteosi del luogo comune in salsa western: al suo ingresso troviamo infatti l'immancabile Saloon, gestito dall'affabile e giunonica Dorothy, poco più in là un piccolo emporio di proprietà di una vera lenza per gli affari, quindi abbiamo una casa da gioco ed il negozio di cianfrusaglie del vecchio Cranky, che diventerà la nostra seconda casa dato che ci permetterà di potenziare il nostro alter ego.

Degli umani nemmeno l'ombra: si sono infatti estinti nel corso del XIX secolo, proprio dopo aver completato i primi robot, modelli primitivi che s'arrugginiscono in fretta, mossi dal vapore.

Ad aver causato la prematura fine della razza umana una epidemia che ha trasformato i più in zombie. Adesso la grana è passata ai robot, che devono difendersi da questi insidiosi non morti come meglio possono.

Rusty è diretto a Tumbleton in cerca di un suo vecchio zio, proprietario della miniera cittadina. Al suo arrivo scopre però che il suo parente è scomparso e la sua assenza sta danneggiando l'intero tessuto economico della cittadina, che si reggeva proprio sull'indotto dello smercio di pietre preziose.

Starà dunque a Rusty sfidare zombie e tutte le bestiacce che si annidano nel sottosuolo per recuperare il vecchio zio e ridare un futuro a questo decadente pugno di case.

Ha così inizio il bizzarro SteamWorld Dig!

 

ROSSO MALPELO

La vita, in miniera, non è certo un letto di rose. Lo scoprirà proprio malgrado Rusty, che dopo aver completato il tutorial si imbatte nelle spoglie dello zio, ridotto in minimi termini da qualche mostro.

Ora che ha ereditato la miniera dall'anziano parente, il nostro robottino dovrà gettarsi anima (?) e corpo nell'estrazione di minerali... Che, appunto, non è un lavoro per tutti: gli attrezzi si consumano in fretta, specie i suoi che sono malandati, la vecchia lanterna ad olio si esaurisce in men che non si dica, alcuni minerali sono immuni ai colpi dei nostri strumenti e ci bloccano il passaggio costringendoci a lunghe e tediose circumnavigazioni. E, come se non bastasse, il sottosuolo è popolato da un'infinità di creature malvagie, tutt'altro che facili da abbattere!

I primi giorni, in miniera, sono tutto uno sali-scendi continuo dal pozzo principale per ricaricare la lanterna e medicare le ferite.

E Steamworld Dig fatica a decollare: pare un giochino limitato e inutilmente difficile, incapace di progredire.

Una bella sorpresa attende però i minatori più volenterosi: basta infatti portare a termine qualche spedizione, consegnare alla civettuola del Saloon i primi minerali preziosi, per veder Tumbleton ripartire e rianimarsi. Nuovi figuri inizieranno a trasferirsi in città e l'economia del luogo, prima stagnante e asfittica, rollerà verso il decollo!

I negozi di Tumbleton non sono certo stati messi per far scena: sono una costante fabbrica di upgrade grazie ai quali poter rendere meno dura la vita in miniera.

Il problema, naturalmente, è che per alcuni items servono i minerali adatti. Per acquistarli, poi, servono i soldi. E per fare i soldi, vi servono i minerali preziosi!

 

LO SCERIFFO E LA CACCIATRICE

Insomma, all'inizio dovrete arrangiarvi con piccole spedizioni mordi e fuggi, facendo affidamento sul piccone arrugginito di vostro zio e la piccola lampada ad olio che si esaurisce di continuo. Come se tutto ciò non bastasse, vi ritroverete a litigare con un inventario molto piccolo, che vi costringerà spesso a lasciare i minerali appena rinvenuti perché, nel frattempo, s'è già riempito!

Da questo punto di vista SteamWorld Dig è senz'altro un titolo vecchia scuola, che non propone la classica curva ascendente di difficoltà, ma vi fa sbattere subito contro le asperità del sottosuolo. Per paradosso, successivamente il gioco non solo diventerà più frenetico, ma anche un po' più facile, quando potrete contare su trivelle in grado di perforare le pareti come se fossero burro, lanterne più longeve, riserve dell'acqua per compiere evoluzioni impensabili e barre della salute più ampie.

Solo allora si scopre l'anima “metroidiana” del gioco dei ragazzi di Image & Form: il backtracking è difatti continuo, perché i nuovi oggetti vi aprono vie che prima vi erano precluse.

La vera differenza con Metroid e Castlevania, è che in SteamWorld Dig i livelli non sono già disegnati, ma dovrete ricavarli voi, scavando nel sottosuolo. E lì esce, prepotente, il concept in grado di stregarvi: basta un errore, e si provoca una frana che vi taglia la via di uscita; è sufficiente una disattenzione, e un masso che stava sospeso sopra la vostra testa vi collassa addosso, spiaccicandovi; senza contare che, se non scavate con un po' di buon senso, potreste scavarvi letteralmente la tomba, imprigionandovi in un pozzo le cui pareti non possono essere perforate dagli strumenti a vostra disposizione!

Ma talvolta il coraggio viene premiato: le gallerie nascondono infatti bonus e abilità extra a profusione. Naturalmente raggiungerle è tutt'altro che facile, però chi ci riesce può mettere le mani su gadgets che ampliano il mondo di gioco, permettendo al nostro Rusty di raggiungere nuovi traguardi.

Trascorse le prime, noiosissime partite, Steamworld Dig non solo si fa più veloce e sincopato, ma diventa quasi una droga, perché più si scava e più si vuole andare a fondo.

Il level design randomico da un lato non rende il gioco degli Image & Form come un vero e proprio Metroid, con punti da ricordare forzatamente per il backtracking, ma dall'altro fa sì che sia sempre un piacere scavare nei meandri di Tumbleton, dato che ogni escavazione nasconde nuove insidie.

E poi naturalmente gli stage iniziano a farsi complessi, labirintici, spesso anche sui generis, ben lontani dall'immaginario comune della miniera-tipo, come anche le immagini che circondano questa recensione dovrebbero suggerirvi.

Se volessimo trovargli un difetto, parleremmo piuttosto del boss finale: brutto e poco ispirato, vi costringerà a prender parte ad un duello che esula dalle meccaniche di gioco e appare persino come una appendice accessoria.

Ma questa è comunque una sbavatura di poco conto, perché a conti fatti SteamWorld Dig riesce a divertire per sei-sette ore come pochi altri titoli del Nintendo eShop.

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Carlo Terzano


Valutazione SteamWorld Dig

In definitiva, SteamWorld Dig si è rivelato un piccolo, luccicante, minerale prezioso, venuto fuori dal fango e dal terriccio umido di chissà quale malsana miniera. I ragazzi di Image & Form hanno realizzato un capolavoro in miniatura, su misura di eShop, ed il risultato è un'avventura piattaformica studiata appositamente per fare da antipasto nell'attesa di un nuovo capitolo della serie Metroid!

 
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