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Sonic Lost World



Sonic Lost World
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Sistema
Nintendo Wii U
Genere
Piattaforma
Giocatori
1/2
Produttore
Sega
Sviluppatore
Sonic Team
Distributore
Nintendo Italia
Versione
PAL
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
18 Ottobre 2013
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IL PORCOSPINO DI SEGA SI E' CATAPULTATO NELLO SPAZIO: DIVENTERA' STELLA O METEORA?


Quando si parla del buon vecchio Sonic, la mente corre puntualmente alle numerose occasioni mancate, alle molteplici delusioni ed alle infinite illusioni che si sono susseguite in tutti questi ultimi dieci anni. Dalla dipartita del vecchio DreamCast ad oggi, più volte la Grande Esse ha promesso di riportare in vetta lo storico rivale di Super Mario, con risultati spesso tragicomici e deludenti.

Anche perché gli sviluppatori, in preda ad un'improbabile labirintite, hanno deciso di far sperimentare alla propria mascotte i generi e le situazioni più assurde: abbiamo visto Sonic impugnare una spada e sfrecciare tra castelli e dragoni all'interno di un mondo fantasy medievaleggiante, lo abbiamo visto impegnato in discreti RPG e tramutarsi in porcospino mannaro in un episodio che vorremmo dimenticare. Sonic però è coriaceo, e nonostante le disavventure, nonostante i graffi, le sbucciature sulle ginocchia ed i cerotti, si è sempre rialzato, più determinato che mai a raggiungere le velocità supersoniche dei bei vecchi tempi.

Ora Nintendo e Sega hanno unito le forze per proporre un episodio in esclusiva per Wii U e 3DS che promette di lanciare il veloce porcospino nelle profondità dell'iperspazio. Sarà la volta buona?



EROI STELLARI O COPIONI GALATTICI?

L'episodio della rimonta è, per qualche scherzo di un destino beffardo ed ironico, anche quello destinato ad ammettere la superiorità stilistica ed innovativa di Nintendo su Sega. Sonic Lost World, infatti, mette da parte l'orgoglio e non fa certo mistero di ispirarsi ai due ottimi Super Mario Galaxy per Nintendo Wii nel tentativo di trovare la chiave di volta che liberi la serie dall'impasse in cui è finita.

Insomma, Sega e Nintendo smettono di essere “rivali ad armi pari” e la Casa di Tokyo è costretta a sfruttare la scia della concorrente per tornare in vetta.

Che Sonic Lost World sia un attento e spassionato ammiratore di Super Mario Galaxy, lo si capisce dalla prima schermata, quando ci si ritrova a percorrere alla velocità della luce, deridendo le leggi della fisica più elementare, un pugno di minuscoli pianetini dalle forme più disparate che vanno a comporre ogni singolo stage.

Si potrebbe discutere dei numerosi rimandi ai vecchi capitoli Sega della serie, del fatto che Sonic Lost World sprizzi autocitazionismo ad ogni pié sospinto, e anche dei livelli intessuti di magia “istriciana”, ma si tratta per lo più di orpelli stilistici, in quanto, grattata la superficie, l'ossatura rimane quella dei due Mario Galaxy.

Si avverte meno in taluni livelli, specie quelli iniziali, che premono ancora sull'acceleratore permettendoci di completare lo stage tutto d'un fiato, evitando nemici e trappole mortali al fulmicotone; si avverte invece in maniera decisamente più fastidiosa in altri stage, tipo Zona 4 – Tropical Coast. In questo quadro dall'ambientazione marittima, ci si ritrova ad esempio a zompettare di pianetino in pianetino con l'obbiettivo di raccogliere oggetti o ammazzare tutti i nemici che li popolano. Soltanto dopo aver risolto questi semplici rompicapo sarà possibile lasciare l'asteroide in direzione della prossima meta.

Si tratta di soluzioni di gioco che pescano a piene mani dall'inventario di Super Mario Galaxy, e sebbene Sega le abbia mimetizzate il più possibile (molto carina l'idea di utilizzare il visore ed i sensori del GamePad Wii U per mirare al pianeta successivo), così da farle sembrare inedite, stonano parecchio con il “nucleo” della serie.

Anche perché questi frangenti, nei quali si risolvono piccoli enigmi e si seguono le orme dell'idraulico italiota (con oltre 6 anni di ritardo sull'originale, non dimentichiamocelo), segano le gambe alla frenesia classica del nostro amato porcospino. Si saltella troppo e si corre troppo poco. Anche la trovata di cui sopra, quella che fa entrare in scena il GamePad Wii U come se fosse un cannone, oltre ad essere copiata da Super Mario 3D Land rallenta ulteriormente l'azione in un titolo che invece dovrebbe farci bucare la barriera del suono.

Un'altra ovvia e palese derivazione dai due Super Mario Galaxy è senza dubbio l'alternarsi di stage tridimensionali ad altri a scrolling orizzontale, dal sapore più che mai classico.

Un vero tuffo al cuore per tutti i giocatori che seguono Sonic fin dalle origini e che si troveranno immersi fino alla cintola in stage che profumano di retro-game.

Tuttavia, anche qui Sonic Team ha commesso alcune ingenuità che certo non le fanno onore, specie considerati la veneranda età che si porta sulle spalle ed il suo sterminato curriculum vitae.

Parliamo infatti di stage difficilmente leggibili, con la telecamera che si distanzia troppo dall'azione (il fenomeno opposto si riscontra nella versione 3DS), costringendovi quasi a strizzare gli occhi per capire cosa sta accadendo sullo schermo.

In tali frangenti potrà infatti capitare che i nemici tendano a scomparire di vista, camuffandosi con scenari forse troppo carichi di colori, o che, ridotti ai minimi termini da uno zoom davvero zelante, non vi permettano di intuire il modo migliore di attaccarli. Se non si riesce a distinguere un nemico armato sul davanti piuttosto che sulla capoccia, insomma, fino all'ultimo non saprete quando dovrete attaccarlo col classico salto e quando con un attacco frontale.

E questa è la terza, grossa, sbavatura di Sonic Lost World: il fatto che il character design dei nemici non sia per nulla intuitivo e, anche in situazioni in cui la telecamera non si frappone come ostacolo, non è sempre agevole riuscire a capire come sia meglio attaccarli per non perdere vita e gli anelli raccolti.

Attenzione: si parla di “sbavature” e non di errori veri e propri, che sono di tutt'altra gravità. Abituati come siamo alla perfezione mariesca, è infatti fin troppo facile notare quando il gameplay smette di scivolare sull'olio per incastrarsi in scomodi gineprai. Tuttavia, sebbene queste situazioni possano apparire fastidiose, non debbono essere esaltate con troppa enfasi, perché, come vedremo, la qualità del titolo è parecchio elevata e gli errori -quelli veri- stanno altrove...

 

LEVEL DESIGN RICCO MI CI FICCO

Svarioni a parte, Sonic Lost World propone comunque un level design interessante, almeno nella prima metà del gioco, quella cioé più affine alla natura del porcospino blu.

Nonostante in genere gli stage siano degli enormi corridoi (enormi nel vero senso della parola: un livello può anche durare una ventina di minuti!) da attraversare in profondità, il più delle volte abbondano di strade secondarie, che se da un lato vi costringono ad avvertire la fastidiosa sensazione di tralasciare parti importanti del livello, dall'altro aumentano il fattore “rigiocabilità”, costringendovi più volte a rientrare in stage già completati a caccia degli ultimi animaletti da liberare o dei molteplici bonus presenti.

Non tutti i livelli fungono però come ci si aspetterebbe. E qui emerge senza dubbio la superiorità di Nintendo rispetto a Sega. Molto spesso ci si ritrova infatti in balia dello stage e, complice anche una telecamera non troppo funzionale, si avanza a tentoni, quasi come se si fosse in un “trial and error”. Non tutte le superfici dannose, ad esempio, sono evidenziate in modo da renderle immediatamente riconoscibili, e può capitare di percorrerle ingenuamente senza sapere bene le conseguenze. Insomma, troppo spesso Sonic Lost World, tende a mettere in difficoltà il neofita, premiando invece il giocatore che ha rodato parecchio il titolo, imparandolo a conoscere in tutte le sue sfaccettature, comprese quelle meno positive.

Abbiamo detto che il level design convince a metà. Questo perché dalla seconda metà in poi dell'avventura i livelli iniziano a presentare soluzioni ludiche sempre più ardite e lontane dalla natura del personaggio. E' come se all'improvviso Sega avesse voluto rivoluzionare il gameplay e trasformare un episodio che inizialmente voleva limitarsi a tradurre in 3 dimensioni il concept originale della serie in qualcosa di completamente diverso.

Il risultato è straniante: i livelli successivi somigliano a degli enormi patchwork disomogenei e privi di alcun filo conduttore. Si viene sballottati qua e là in sessioni platform che ora ricordano Super Mario, ora Prince of Persia (con Sonic che scala intere superfici verticali), ora persino Mirror's Edge. Sembrano persino frutto di più studi di game-designers.

Gli stessi poteri dei Wisp e gli stage delle boss-battle paiono fuoricontesto ed inserite a forza in una ricetta priva di amalgama.

Non parliamo poi dell'ultimo stage: Lava Mountain. Siamo i primi ad essere felici se un gioco è difficile ed impegnativo. E siamo sempre i primi ad esaltarci quando un livello ci brucia vite su vite spronandoci a migliorare la tecnica. Ma quando si casca nei baratri per un ritardo nella risposta dei comandi o per una collisione poligonale mancata, allora ci viene da scagliare dal balcone il GamePad Wii U!

Sotto questo aspetto, Sonic Lost World propone una curva qualitativa discendente che postpone ad un inizio in grande stile livelli sempre meno ispirati e curati.

L'aspetto più negativo di queste fasi infilate a forza nell'avventura, oltre al fatto che seghino di brutto la sensazione di velocità (in un gioco che regge benissimo i 60fps nonostante un comparto grafico di tutto rispetto, perdersi dietro piattaforme in movimento e trabocchetti a tempo è proprio un delitto), riguarda il deficit di un sistema di controllo che arranca dietro le evoluzioni che vi vengono chieste e imposte.

Non si sa bene perché, ma i controlli sono stati tarati piuttosto male ed ora alla storica inerzia dei Sonic 3D (ovvero il fatto che il personaggio scivoli su ogni superficie) si aggiungono dei ritardi dell'esecuzione che, nelle fasi più drammatiche, sfociano persino in esecuzioni difformi da quelle chieste al GamePad Wii U!

L'esempio più lampante riguarda il salto automatico sul nemico: questa feature che consente di centrare agevolmente il proprio avversario in un mondo 3D, fa in modo che Sonic individui da solo gli avversari più vicini e, a seguito di una doppia pressione del tasto A, ci si scagli contro, inanellando magari qualche combo. Peccato però che con la doppia pressione del medesimo pulsante si ha anche il doppio tasto. Questo, unito al fatto che il “lock-on” sia automatico e non disattivabile, fa sì che spesso si voglia eseguire un'azione, magari millimetrica, e Sonic parta entusiasta facendone un'altra, con conseguenze che possiamo immaginare!

 

LA SVOLTA TANTO ATTESA?

Ora, prima di passare alla fase conclusiva della recensione, e tirare le somme, bisogna chiarire un aspetto: Sonic Lost World nonostante tutti gli errori e le sbavature che si trascina dietro, non è affatto un brutto gioco. Anzi.

Certo, come ci si aspettava il tentativo di emulare Super Mario Galaxy si è rivelato un'arma a doppio taglio: da un lato è senz'altro la soluzione che ha permesso alla serie di mettere a punto il primo, vero, Sonic 3D dai tempi del DreamCast, facendo uscire Sega da quel brutto vicolo cieco nella quale si era infilata; dall'altro, però, evidenzia in modo impudente le differenze tra il talento di Sonic Team e quello di Nintendo EAD. Il raffronto tra i due titoli è davvero impari e, se iniziassimo a tracciare dei parallelismi, il porcospino sarebbe destinato ad uscirne con le ossa rotte.

Ma se ci sforziamo di non pensare troppo al nostro idraulico preferito, ed alle due avventure che hanno funto da ispirazione per Sonic Lost World, allora l'ultima avventura del porcospino blu assume tutto un altro significato. In sé e per sé considerato, Sonic Lost World, diventa infatti il miglior prodotto Sega degli ultimi anni, capace tanto di guardare al futuro quanto di riempire il titolo di autocitazioni riuscite e persino commoventi.

Tutto questo è anche supportato da un comparto stilistico di classe, che magari non tirerà al massimo le potenzialità di Wii U, ma sicuramente consente al gioco di mettere in scena livelli spettacolari, colpi d'occhio di sicuro impatto, animazioni molto fluide ed un aggiornamento dello schermo saldamente incollato a 60fps.

Molto buone anche le musiche: scordatevi i motivetti orchestrati di Galaxy, Sega ha infatti puntato su qualcosa di più modesto, ma in generale si adattano molto bene allo stile del gioco ed alle situazioni proposte. Buono anche il doppiaggio in italiano.

Traballante la giocabilità: Sonic funziona quando c'è da correre e percorrere immersi tubi alla velocità della luce, infilando senza pensarci troppo uno dei numerosi bivi che rendono i livelli più eterogenei che mai, mentre zoppica parecchio quando vuole inseguire Super Mario o Prince of Persia, affrontando territori di caccia che non gli competono.

Sonic Lost World è un enorme collage: non tutti i pezzi hanno la stessa qualità, ed alcuni sembrano infilati a forza in un contesto che non è il loro, ma preso globalmente è comunque un prodotto di qualità.

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Leonardo Gatto


pro_contro_piu Il ritorno di Sonic in grande stile
pro_contro_piu Le fasi adrenaliniche sono stupende
pro_contro_piu Grafica di grande impatto
pro_contro_piu Sonoro coinvolgente
pro_contro_piu Modalità a due giocatori: co-op e sfida
GamePad Wii U sottoutilizzato pro_contro_meno
Le fasi à la Mario Galaxy sono lente pro_contro_meno
Sistema di controllo inaffidabile pro_contro_meno
Verso la fine i livelli diventano meno ispirati pro_contro_meno

Valutazione Sonic Lost World
 
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8.8
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8.4
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7.8
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8.6
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8.4
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In definitiva, Sonic Lost World commette qualche scivolone di troppo nella gestione dei controlli ed in alcuni stage avanzati, ma la qualità globale è talmente alta che il voto in pagella non ne risente più di tanto. L'alchimia del vecchio Super Mario Galaxy calza alla perfezione al Porcospino Blu, e sebbene avremmo voluto più fasi di corsa e meno platform, quella che abbiamo davanti è la prima, vera, grande avventura 3D dai tempi del DreamCast!
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