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Disney Magical World



Disney Magical World
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
Simulatore
Giocatori
1/2
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
h.a.n.d.
Distributore
Nintendo Italia
Versione
Eur
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
24 Ottobre 2014
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ANIMAL CROSSING SI È TRASFERITO A DISNEY WORLD


Prendete il concept unico ed inimitabile del trasognato simulatore di vita di Katsuya Eguchi e provate ad immaginare come sarebbe in salsa Disney. Probabilmente i più, tra voi, staranno già sorridendo al solo pensiero di scambiare quattro chiacchiere con Paperino e di avere come vicino di casa uno come Pippo. Eppure, i più smaliziati, potrebbero aver subodorato la commercialata che può nascondersi sotto un titolo così derivativo. E, in effetti, il rischio principale per Disney Magical World è proprio questo: non presentare al giocatore nulla di nuovo, limitandosi semplicemente a griffare con la firma di Zio Walt un prodotto che abbiamo già visto e già giocato altrove...



PARCO DIVERTIMENTI?

La possibilità che Disney Magical World ricicli le idee di Animal Crossing è ben più di un semplice rischio quando al posto della bottega di Mirco e Marco troviamo l'emporio di Qui, Quo e Qua; i vestiti non li confeziona Agostina ma Paperina, l'avido figuro con cui avremo a che fare non è più un procione ma Zio Paperone e Alpaca e Merino sono stati sostituiti da Cip e Ciop che svolgono la loro mansione di falegnami lavorando il legno direttamente con i denti.

Più che un gioco a sé stante, detto così, il titolo di h.a.n.d. sembra un Animal Crossing con le skin di Walt Disney, roba che potrebbe essere contenuta in un corposo DLC senza il bisogno di tirarci fuori addirittura un gioco. Anzi, se avessimo davvero avuto a che fare con un contenuto extra da applicare sulla rodata formula del capolavoro di Eguchi, sarebbe stato anche meglio, visto che, a conti fatti, Disney Magical World non riesce ad offrire la medesima libertà d'azione del titolo Nintendo.

Non che ce lo aspettassimo, visto che Animal Crossing è irraggiungibile e nessun The Sims o Tomodachi Life potrà mai eguagliarlo, ma il fatto che il progetto fosse stato finanziato da Nintendo ci aveva fatto un po' sperare. Invece, si tratta solo di un “plagio” autorizzato, una scopiazzatura frettolosa ma alla luce del sole.

Castellopoli va a sostituire la allegra cittadina governata da Tortimer, gli adesivi prendono il posto delle Stelline ed un anonimo ristorante fa le veci della vostra casetta.

A grandi linee gli stravolgimenti apportati all'universo di Tom Nook, Blatero e Gironio pensati da h.a.n.d. sono tutti qua. Poca roba, nevvero?

Vero, verissimo, anzi, di più: disarmante.

Perché è disarmante, dopo aver accudito come premurosi sindaci una cittadina per circa due anni plasmandola a nostra immagine e somiglianza, ritrovarsi a girare per Castellopoli, una sorta di parco di divertimenti immodificabile e stantio, così scialbo e inanimato da rassomigliare ad un Luna Park in disgrazia. È disarmante dover dire addio alla collaudata formula del passaggio delle stagioni e poter vedere l'intero gioco anche in un'unica maratona di un giorno trascorso incollati al 3DS. È disarmante dover constatare che l'unica forma di interazione possibile con i personaggi Disney sia dover fare per loro da corrieri espresso, trasportando di qua e di là buste, pacchi e regalini. È disarmante non poter passare ore allestendo la propria casetta, dovendoci limitare, invece, a gestire un anonimo ristorante, in un gestionale all'acqua di rose che annoia dopo soli cinque minuti. È però la gestione del locale a determinare se nuovi figuri Disney (ce ne è una mezza caterva: dalla Bestia a Stich, passando per Cenerentola a Buzz Lightyear, passando per Campanellino e Pietro Gambadilegno) decideranno di trasferirsi nel circondario, ampliando quindi il nostro giro di conoscenze e ciò che c'è da fare a Castellopoli.

Abbiamo amato (e amiamo tutt'ora) Animal Crossing perché ci consentiva di personalizzare ogni cosa fin nel minimo dettaglio. Perché ci faceva credere che quella cittadina fosse sul serio nostra e che quei buffi animaletti virtuali si affezionassero davvero a noi, sentendo la nostra mancanza quando cambiavamo la cartuccia per giocare ad altro ed offendendosi realmente con noi per aver dimenticato il loro compleanno.

Con Disney Magical World tutto ciò non può accadere perché, sebbene il gioco abbia la medesima impalcatura del simulatore di vita di Nintendo, è confezionato sottoforma di freddo prodotto commerciale.

 

TOPOLIN, TOPOLIN, VIVA TOPOLIN!

Per sua fortuna, il titolo di h.a.n.d. non vive completamente all'ombra di Animal Crossing. Qualora vi stufiate di far spese da Qui, Quo e Qua, di confezionare abiti per conto di Paperina, pescare assieme a Paperino e di compiere delle commissioni per quell'avido taccagno di Zio Paperone, potrete decidere di far visita alle locations confinanti, che altri non sono che parchi a tema con i brand più amati di Walt Disney. Si va dalla dall'Agrabah di Alladdin al Bosco dei Centro Acri di Winnie the Pooh, passando per le miniere nanesche ed i castelli da mille e una fiaba visti nei lungometraggi Disney. Ciascuna ambientazione porta con sé missioni ad hoc che vanno dal dover organizzare dei balli lussuosi per conto di Cenerentola al dover raccattare tutto il miele disponibile così da far felici Tigro e Winnie. C'è addirittura un po' di Harvest Moon, in Disney Magical World, dato che l'ambientazione agreste dell'orsetto di peluche più amato di sempre ci permette di spendere qualche ora coltivando frutteti assurdi (chi non vorrebbe delle bacche al cioccolato?).

A sorpresa, in questi frangenti, si spalancano davanti a noi anche dei labirinti in stile Gauntled nei quali, armati della bacchetta dello stregone Yen-Sid (il mago apparso in Topolino Apprendista Stregone), dovremo avventurarci in labirinti brulicanti di fantasmi e di altre abominevoli (si fa per dire) creature.

Ma allora, se c'è tutto questo da fare e molto altro in più, perché Disney Magical World non decolla? Anzi, perché minaccia di schiantarsi tragicamente contro il primo hangar?

Principalmente per la freddezza che il gioco trasuda. Non basta affidarsi a Topolino, Pippo e Paperino per creare un'atmosfera calda e accogliente. Il villaggio di Animal Crossing è allegro e vitale, Castellopoli è glaciale e spoglio come un tetro luna park abbandonato.

Complice la pessima realizzazione tecnica (peraltro altalenante, visto che alle tante aree appena abbozzate si affiancano zone davvero ben strutturate), il titolo di h.a.n.d. non riesce a suscitare quella simpatia che un esponente di questo genere dovrebbe invece proiettare a distanza.

Ed è un vero peccato perché di cose da fare ce ne sono a bizzeffe: c'è pure la possibilità di recuperare delle carte AR (dove e come non si sa, presumibilmente le allegheranno a Topolino e ad altre riviste Disney, noi intanto ve ne regaliamo due) per introdurre nel gioco nuovi oggetti e c'è anche un emulo del Quartiere Sbirciacase che ci dà l'opportunità, via Internet, di ficcanasare i ristoranti gestiti da amici o da perfetti sconosciuti.

Insomma, di carne al fuoco ce ne è parecchia, il problema, però, è che la pietanza è stata servita fredda. Fredda e senz'anima...

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Carlo Terzano


pro_contro_piu Un Animal Crossing in salsa Disney
pro_contro_piu Tantissime cose da fare
pro_contro_piu Ci sono davvero tutti i personaggi: dai più noti a quelli meno conosciuti
Realizzazione tecnica scadente pro_contro_meno
Poche novità, progetto scopiazzato dal simulatore di vita Nintendo pro_contro_meno
Noioso e derivativo pro_contro_meno
Chi sopravviverà al lungo e tremendo tutorial?! pro_contro_meno
Localizzazione italiana tutt'altro che perfetta pro_contro_meno

Valutazione Disney Magical World
 
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6.1
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7.8
pagella_termometro7_5
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6.3
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7.5
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6.9
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In definitiva, Disney Magical World sarebbe dovuto essere un Animal Crossing ravvivato dalla presenza delle creature più riuscite nate dalla fantasia di Zio Walt e, invece, si è rivelato un titolo scialbo e senz'anima, povero di idee e privo di un concept davvero intrigante. Il risultato è un minestrone insipido che non vi intratterrà più a lungo di qualche cucchiaiata. Del resto, di fronte ad una simile minestra, è meglio saltare dalla finestra...
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