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Lone Survivor - Director's Cut



Lone Survivor - Director's Cut
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Sistema
Nintendo Wii U
Genere
Survival Horror
Giocatori
1
Produttore
Curve Studios
Sviluppatore
SuperFlat Games
Distributore
Curve Studios
Versione
PAL
Requisiti
ADSL
Prezzo
11,99 Euro
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
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LA PANDEMIA DELLA FOLLIA!


Chi segue con attenzione il settore Indie conoscerà senz'altro Lone Survivor. Acclamato da pubblico e soprattutto dalla critica, questo oscuro, disturbato ed alienato titolo nato dalla mente un po' folle di Jasper Byrne ha dimostrato al mondo (ma soprattutto ad Atari ed a Capcom) che non è necessaria una grafica messa in piedi da chissà quale computer rubato alla NASA per creare un survival horror decente. Nossignori. A volte si può spaventare il giocatore anche mettendo assieme un pugno pastrocchiato di pixel, se si riesce a creare la giusta atmosfera...



ATMOSFERA, QUESTA SCONOSCIUTA

Il titolo del britannico Byrne arriva proprio nel periodo in cui i nomi che hanno reso grande il genere dei survival horror stanno attraversando una fase di massima crisi: Alone in the Dark è praticamente sparito dalle scene, Resident Evil deve risollevarsi da un disastroso sesto capitolo e Silent Hill si è perso in quelle stesse nebbie che, quindici anni fa, ne decretarono il successo. Sullo sfondo abbiamo naturalmente uno Shinji Mikami in grande spolvero, forte di un nuovo brand (The Evil Whitin) che forse non diverrà una pietra miliare del settore, ma sicuramente ha saputo dar speranza all'intero settore. Ciò non toglie, comunque, che i survival horror abbiano vissuto periodi migliori.

Jasper Byrne, l'unico nome dietro alla misconosciuta SuperFlat Games, tenta di ricavarsi uno spazio autonomo con Lone Survivor, titolo che ha saputo far innamorare di sé una discreta schiera di videogiocatori e che ora, con notevole ritardo (circa un anno rispetto a PSVita), arriva anche su Wii U nella lussuosa Director's Cut. Ma andiamo con ordine...

In Lone Survivor – Director's Cut ci si cala nei panni di un misterioso soggetto che pare essere l'unico sopravvissuto ad una ancora più misteriosa epidemia che ha trasformato tutti in orrende e fameliche creature.

Questo eroe per caso, rifugiatosi all'interno di uno stabile fatiscente, deve ora sopravvivere alle orribili mostruosità antropomorfe che infestano il palazzo.

Si respira aria di Silent Hill, in Lone Survivor – Director's Cut: sarà per il design dei mostri scarnificati, per via della nebbia minacciosa che avvolge ogni cosa, o di alcune inquietanti scritte sui muri fatte con il sangue, eppure il gioco non fa mistero di prendere in prestito parecchio, dal videogioco Konami. Ma c'è anche parecchio Eternal Darkness – Sanity's Requiem nel titolo di SuperFlat Games, dato che dà ampio spazio alle allucinazioni del protagonista, che si trova suo malgrado immerso in un turbillon diabolico in cui incubi, visioni poco nitide e realtà sono indistinguibili.

L'attore di questo macabro spettacolo, dopo i primi mostruosi accadimenti, instilla il germe del dubbio nel giocatore: possibile che tutto ciò che stiamo vivendo non sia reale? E se si trattasse, invece, di uno scherzo della mente, magari annebbiata da qualche strana sostanza allucinogena?

Domande, queste, che ci seguiranno per tutta l'avventura, mentre si tenta affannosamente di sopravvivere, mentre si recupera il cibo nell'abitazione del dirimpettaio scomparso da giorni o si sgattaiola alle spalle di un mostro in cerca di un riparo sicuro.

Domande che si fanno più insistenti quando ci si troverà spalle al muro circondati dai mostri (ce la sentiamo di sparare contro queste orride creature? E se poi scoprissimo che erano persone trasfigurate dalla nostra fantasia che tira brutti scherzi?) influenzando pesantemente il nostro modo di approcciarci al gioco.

 

NESSUN CONDOMINO È UN'ISOLA

Il concept del gioco è presto detto: sopravvivere. E fin lì, non ci sarebbe nulla di cui sorprendersi, dato che stiamo analizzando un survival horror. In realtà, però, il progetto del biondo Byrne va oltre, e ci obbliga a sopravvivere davvero, come se fossimo in un'isola deserta.

Il nostro scopo è dunque quello di trasformare l'appartamento scelto come campo-base in un rifugio il più possibile comodo e accogliente, nel quale poter trascorrere i lunghi mesi di agonia che abbiamo di fronte in attesa che tutto ciò passi. Non ne abbiamo la certezza, ma bisogna pur provarci. E allora costruiamo il nostro riparo, rimpinguiamo la nostra dispensa, cerchiamo altri sopravvissuti con cui condividere questo angosciante destino!

Nelle poche ore di luce, occorrerà setacciare il condominio alla ricerca di tutto ciò che può essere utile: combustibili, accendini, cibo, bevande e -perché no?- magari pure un cucciolo da accudire, che riesca a tenerci impegnati la mente nelle lunghe ed amare veglie notturne, quando quelle viscide creature subodorano la nostra presenza e graffiano la porta di casa nel tentativo di riuscire ad entrare.

Si è insomma dei novelli Robinson Crusoe sperduti in una giungla di cemento e dannazione. Il gameplay potrebbe ricordare How to Survive, ma è decisamente più orientato alla riflessione che non all'azione, sebbene il gioco non sia comunque un punta e clicca.

A mano a mano che la sinossi prosegue, Lone Survivor – Director's Cut dà il meglio di sé, prendendosi continuamente gioco dell'utente. Da un lato, infatti, l'esplorazione del palazzo, decretata da motivi di mera sopravvivenza, ci consente di scoprire qualcosa in più sugli inquietanti fatti che sembrano aver dato inizio al massacro, dall'altro, però, la nostra sanità mentale si fa sempre più flebile, dunque aumenta il dubbio che ciò che ci si para davanti non sia reale. Le allucinazioni si fanno sempre più frequenti, grottesche ed incredibili: intere stanze si trasformano sotto ai nostri occhi, come se fossero animate. Un attimo si è in un bagno e un attimo dopo ci si trova immersi in una sorta di intestino alieno grondante di velenoso icore. E qui, naturalmente, ci fermiamo con gli esempi perché sono esperienze che dovete vivere in prima persona, non per sentito dire.

In tutto questo si incardinano anche delle misteriose pillole colorate che compaiono sul nostro lavandino ogni giorno: ingerendole prima di andare a dormire provocheremo la comparsa di personaggi che ci aiuteranno nella nostra missione, fornendoci nuove munizioni e preziose batterie per la nostra torcia. Chi siano e cosa vogliano non è dato saperlo, ma quel che è certo è che anche le pillole andranno usate con parsimonia, perché Lone Survivor – Director's Cut è uno di quei giochi caratterizzati da finali multipli e ogni vostra scelta può influire su ciò che vedrete prima del proverbiale “the end”.

 

LE ORIGINI DEL MALE

C'è dentro di tutto e un po', in Lone Survivor – Director's Cut. Come abbiamo detto, alcuni degli abomini arrivano direttamente da Silent Hill, mentre l'atmosfera generale sembra strizzare l'occhio a quel mostro (lui si, ma sacro) di Maniac Mansion, con quel pizzico di Resident Evil che certo non guasta per ciò che concerne un sistema di puntamento della pistola davvero statico ed irritante per non dimenticare quella spolveratina di insanità mentale che fa tanto Eternal Darkness – Sanity's Requiem dei defunti Silicon Knights.

Nonostante questo, però, il prodotto di Curve Studios non è un gioco derivativo. Affatto. Ha un proprio carisma che si fonda integralmente su di un gameplay affilato, vecchia scuola, spesso cattivo; costruito su e attorno ad una veste grafica limitata ma comunque disturbante e soprattutto su e attorno ad un comparto sonoro inquietante e maestoso, pur nella sua semplicità.

Jasper Byrne nasce musicista e si vede, dato che riesce a creare un'atmosfera angosciante e malata solo con la forza dell'impianto stereo del vostro televisore.

Il titolo Indie non poteva contare su chissà quali grafiche ed effetti speciali, quindi ha fatto ciò che negli anni Atari e Capcom hanno dimenticato: gioca con le vostre paure, con le vostre angosce, vuole confondervi, destabilizzarvi. Non vi mostra nulla perché magari non potrebbe nemmeno farlo, ma vi fa credere che qualcosa là fuori ci sia davvero e che vi stia dando la caccia.

Lone Survivor – Director's Cut è una esperienza davvero intrigante e disturbante. Non sarà unica nel suo genere o particolarmente innovativa, ma riesce appunto a spaventarvi. Riesce, insomma, là dove tante serie blasonate stanno fallendo.

Quel “Director's Cut” che si aggiunge al titolo porta in dote diverse nuove armi, alcune missioni secondarie nuove di zecca e anche un paio di finali inediti. Nulla, insomma, che valga l'acquisto del gioco nel caso in cui l'abbiate già finito su altre piattaforme. In caso contrario, però, correte a scaricarlo senza riserve: se vi causerà l'insonnia potrete trascorrere le vostre veglie sul sito del Mario & Yoshi's friends Magazine!

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Leonardo Gatto


Valutazione Lone Survivor - Director's Cut

In definitiva, Lone Survivor – Director's Cut si è rivelato un ottimo survival horror, destabilizzante, alienante e stordente come pochi altri. È davvero incredibile che nell'era dell'alta definizione anche un misero pugno di pixel piatti e malamente animati possa spaventare il giocatore, eppure è così. Applausi a scena aperta per il titolo di Jasper Byrne che è riuscito a scalzare dalla scena saghe del calibro di Resident Evil e Alone in the Dark.

 
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