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Etrian Odyssey IV – Legends of the Titan



Etrian Odyssey IV – Legends of the Titan
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Sistema
Nintendo 3DS
Genere
GdR
Giocatori
1
Produttore
Atlus
Sviluppatore
Atlus
Distributore
Namco Bandai
Versione
Eur
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
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L'ODISSEA DI ATLUS TRAVOLGE IL 3DS!


L'annoso problema che sembra affliggere il mercato videoludico da più di una decina d'anni a questa parte è, senza dubbio, la deriva dello stesso verso una generale facilitazione dei gameplay. Una stortura di meccaniche di gioco classiche spesso forzosa ed ingiustificata, che ha portato diverse saghe anche ventennali a piegarsi di fronte alle esigenze, talvolta fin troppo pigre, della fetta di utenza chiamata “casual gamers”.

Tuttavia, se le meccaniche diventano sempre più facili, e si premurano di assistere il giocatore con suggerimenti, linee-guida, agevolazioni, tutorial e veri e propri “piloti automatici”, scontentando così quelli più vecchi, c'è ancora una software house che sembra costituire l'ultimo bastione dei titoli “duri e puri” di una volta: Atlus, con la sua rinomata saga di Etrian Odyssey, un GdR che non le manda certo a dire...



BELLO DIFFICILE...

Sembra strano, eppure un titolo nato nel 2007, in piena deriva buonista, che prende i giocatori a pesci in faccia dall'inizio alla fine, che non si premura affatto di assisterlo, ma che piazza anzi decine e decine di trabocchetti escogitati apposta per farlo precipitare in continui Game Over, si è, in poco tempo, ritagliato una sua precisa platea di appassionati, che gli hanno consentito di arrivare oggi al quarto episodio, il primo per Nintendo 3DS.

Etrian Odyssey è infatti un gioco di ruolo di quelli classici e beffardi, che più beffardi non si può.

Strutturato sulle impalcature del gameplay degli RPG Grid-Based, Etrian Odyssey è un dungeon crawler in prima persona, che vi catapulta in un dozziliardo (un po' meno...) di sotterranei infestati da nemici.

Nulla di più classico, direte voi; nulla di più classico, confermiamo noi.

 

...DIFFICILE E' BELLO!

La formula della serie confluisce, inalterata, in questo quarto capitolo per Nintendo 3DS, Etrian Odyssey IV – Legends of the Titan.

Ci ritroviamo dunque ancora una volta immersi in una ragnatela di quest e side-quest che sopperiscono alla bizzarra, ma tollerabile assenza di una sinossi ben definita che ci spieghi bene chi siamo e che facciamo.

Atlus del resto bada soprattutto al gameplay, e ad una storia vergata magari da un illustre autore preferisce senz'altro ore ed ore di livellamento in un dungeon.

Ecco allora che al giocatore viene lasciata un'incredibile libertà d'azione, paragonabile forse a quella dei GdR occidentali sulla falsariga di Gothic e di The Elder Scrolls.

Non c'è un filo conduttore che ci impone al giocatore di seguire la volontà degli sviluppatori, e nemmeno un percorso obbligato che ci apra a poco a poco il mondo di gioco.

Un concept che all'inizio vi sembrerà fin troppo desolante e scialbo, dato che si viene buttati nel Regno di Tharis senza capire bene cosa si debba fare e dove si debba andare, con la brutta sensazione di vagare senza una meta, ma che, dopo che avrete preso confidenza con le meccaniche (e vi sarete imbattuti nel Game Over diverse decine di volte), inizierà a conquistarvi, rendendovi finalmente padroni del vostro destino. Del resto l'introduzione del pallone aerostatico e la possibilità di esplorare Tharis come se fosse un dungeon, avanzando di casella in casella, incentiva l'esplorazione.

Superata la fase introduttiva di rito, sarete già in grado di andare e fare ciò che vorrete.

Questo naturalmente non significa che potrete “andare e fare ciò che vorrete”!

Perché, come gli altri episodi della serie, anche Etrian Odyssey IV – Legends of the Titan è davvero difficile e vi imporrà di grindare alla grande, prima di superare questo o quel nemico. E qui giungono in soccorso le tante side-quest che Atlus ha inserito strategicamente in questo quarto capitolo: se in quelli precedenti, infatti, l'unica per superare un boss era continuare a livellare percorrendo avanti e indietro l'ultimo dungeon, ora vi basterà partire per una missione secondaria, così da unire l'utile al dilettevole.

Le side-quest sono davvero tantissime e capita spesso di aprirne tante tutte assieme, o addirittura mentre si tenta di completarne un'altra. Si tratta di una vera e propria ragnatela che, anche se all'apparenza non sembra, ha in realtà il compito di assistere il giocatore, rendendo la missione principale meno ostica ed il gioco più vario.

Per il resto, invece Etrian Odyssey IV – Legends of the Titan ricalca fedelmente i suoi predecessori: questo significa che non vi regalerà nulla. Le mappe stesse dei dungeons sono da disegnare pazientemente tramite touch screen procedendo a tentativi negli immensi tunnel labirintici zeppi di nemici.

Il party game si compone ancora di cinque elementi, da posizionare su due file a seconda delle caratteristiche e da sfoderare in scontri a turni a turni con uno o più nemici alla volta.

Il combat-system ruota attorno alle classi (i “job”) dei propri condottieri: inizialmente potrete scegliere tra sette, che spaziano dai classici guerrieri agli immancabili personaggi di supporto come i guaritori, mentre progredendo ne acquisirete altri, come nelle saghe di Dragon Quest o Final Fantasy.

 

CHE FO(E) ORA?

Come se Etrian Odyssey IV – Legends of the Titan non fosse già di per sé bello tosto, in questo nuovo episodio Atlus ha deciso di introdurvi una asperità ulteriore: i FOE.

I FOE sono bestie ciclopiche, in grado di far collassare il gruppo con un'unica mossa, che a differenza della stragrande maggioranza degli altri nemici, appaiono fisicamente sul campo.

All'inizio del gioco dovrete evitarli come la morte (effettivamente i FOE sono “la morte” in formato digitale), cambiando strada e stando ben attenti alle loro abilità, perché potrebbero soverchiarvi o chiudervi in un vicolo cieco.

Ma i FOE si rivelano spesso l'unico modo di accedere a zone segrete o di proseguire nel dungeon, dato che sono soliti distruggere i muri e crearsi nuovi varchi (che li rende ancora più pericolosi, visto che potrebbero saltare mezzo labirinto e piombarvi addosso all'improvviso). Questa loro caratteristica fa sì che siano comprimari indispensabili e darà vita a tragicomici balletti nei quali dovrete contemporaneamente avvicinarvi al FOE, stando però sempre bene attenti che non sia lui ad avvicinarsi a voi!

 

UN'ODISSEA UN PO' PIU' GENEROSA

Ma la vera novità di Etrian Odyssey IV – Legends of the Titan riguarda l'introduzione di un livello di difficoltà denominato “casual”. Non fate quelle facce: è vero che vi abbiamo detto e ripetuto che il punto di forza della saga è sempre stato la sua innata difficoltà, a dir poco diabolica, ma la difficoltà Casual non deve essere letta come una retromarcia clamorosa da parte degli sviluppatori.

Anzitutto perché è opzionale, e permette dunque ai reduci dei passati capitoli di continuare a sfidare la CPU al livello di difficoltà solito, in secondo luogo si deve comunque constatare che è stata strutturata con intelligenza.

Non crediate che con il livello di difficoltà Casual le vostre azioni non abbiano conseguenza ed i Game Over siano banditi dalla vostra vista (come invece accadeva, purtroppo, in Fire Emblem Awakening, che si rabboniva eccessivamente).

Questa modalità di gioco accresce semplicemente i punti esperienza che si guadagnano e azzera i costi di taluni servizi, includendo anche diversi checkpoint in grado di allentare la tensione in caso di morte prematura. Non cambia invece di una virgola il modus operandi dei nemici, il loro livello di esperienza e le loro statistiche, offrendo quindi una sfida ben più tosta della grande maggioranza dei giochi in circolazione al giorno d'oggi.

La modalità Casual rappresenta quindi un ottimo modo per lasciarsi iniziare alla serie di Etrian Odyssey.

 

TITANI SPARTANI

La saga RPG di Atlus non ha mai contato su di una realizzazione tecnica troppo convincente. I passati episodi per Nintendo DS tendevano a presentare una quantità limitata di paesaggi monocorde, che si ripetevano all'infinito per tutto il resto dell'avventura.

Con Etrian Odyssey IV – Legends of the Titan la situazione migliora leggermente. Solo “leggermente”, perché, se da un lato abbiamo un character design di personaggi, comprimari e cattivi a dir poco ispirato, forte anche del suo stile nipponico, dall'altro dobbiamo confrontarci con mappe tridimensionali un po' tutte uguali, senza dubbio colorate, ma anche piuttosto povere di dettagli, le cui texture la maggior parte delle volte lasciano a desiderare.

Anche a livello stilistico, il titolo di Atlus fatica a decollare: l'aver reso il regno di Tharis un enorme dungeon a cielo aperto, incentiva certo l'esplorazione, ma offre un open world poco “open”, la cui linea d'orizzonte è continuamente interrotta da muri e ostacoli di vario genere. Piuttosto soffocante, se vogliamo.

E così, se in genere i giochi di ruolo sono evocativi anche per gli scorci che racchiudono, Etrian Odyssey IV – Legends of the Titan sembra solo capace di offrire claustrofobici labirinti, labirinti ed ancora labirinti, caratterizzati oltretutto da un comparto grafico piuttosto modesto, che non trova nel 3D stereoscopico (appena percettibile) alcuna funzione di abbellimento.

Discreto anche il sonoro, che certo non si regge su fanfare medievaleggianti da brividi lungo la schiena, preferendo invece affidarsi a motivetti classici, piuttosto ripetitivi. Veramente fastidiosi invece gli effetti FX: il rumore dei vostri passi è semplicemente terribile, e si ripeterà con costanza senza variare di una sola tonalità per tutta l'avventura, facendovi impazzire, così come i rumori delle magie o quelli che sottolineano in modo maldestro l'uso delle armi, risalenti ad una generazione fa di console chip audio.

Ma come dicevamo sopra, Etrian Odyssey IV – Legends of the Titan è un titolo che non si nasconde dietro nessun orpello, sia esso scenico, grafico, sonoro o legato alla trama. Questo perché è un gioco dal gameplay prepotente ed egocentrico.

Gli amanti del GdR lo ameranno incondizionatamente, nonostante le tante variazioni sul tema lo rendano quasi più un RPG fin troppo classico, di quelli cartacei, che non videoludico.

Tuttavia, la presenza di cascate e cascate di missioni secondarie, l'apporto di un combat system semplice ma stratificato, le classi dei guerrieri, l'intelligenza con cui sono stati elaborati i vari skill tree, ramificati al punto giusto, gli extra sbloccabili ed un livello di sfida che schizza subito alle stelle, garantiranno tante e tante ore di gioco. A patto di non lasciarsi scoraggiare da una difficoltà che vi prenderà a pesci in faccia dall'inizio alla fine.

Segnaliamo, infine, la compatibilità con StreetPass, che consente di scambiarsi delle particolari carte, e con i Codici QR, in grado sia di trasportare ad altre copie del gioco i propri personaggi, sia di introdurre elementi nuovi, delle specie di DLC, sui quali Atlus tiene ancora il più stretto riserbo (sperando che non sia un'iniziativa destinata a rimanere nel solo Giappone).

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 


A cura di : Andrea Bruno


pro_contro_piu Livello di sfida molto alto
pro_contro_piu Gioco vecchia scuola, non fa sconti
pro_contro_piu Introduzione del livello di difficoltà Casual
pro_contro_piu Combat System intrigante
pro_contro_piu Concept solido e rodato
pro_contro_piu Il miglior capitolo della serie
Potrebbe scoraggiare i più pro_contro_meno
Tecnicamente spartano pro_contro_meno
Effetti sonori irritanti pro_contro_meno

Valutazione Etrian Odyssey IV – Legends of the Titan
pagella_termometro7_5
pagella_luigi
7.3
pagella_termometro7_5
pagella_luigi
7.1
pagella_termometro7_5
pagella_luigi
6.9
pagella_termometro10
pagella_mario
8
pagella_termometro10
pagella_mario
8.2
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7.5
pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_stellina
pagella_mezzastellina
In definitiva, Etrian Odyssey IV – Legends of the Titan resta un gioco di nicchia, per via di un concept spigoloso e troppo distante dai titoli odierni, che rimanda ai vecchi RPG cartacei. Tuttavia apprezziamo le tante novità introdotte con intelligenza, come l'uso delle side-quest utili a livellare il team senza ripetere sequenze già affrontate o l'inserimento della modalità Casual per avvicinare una platea che fino ad oggi era stata esclusa. Spartano tanto sul fronte tecnico, quanto su quello della sceneggiatura, riuscirà comunque a dare parecchie soddisfazioni.
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