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Shadow of the Eternals



Shadow of the Eternals
 
Sistema
Nintendo Wii U
Genere
Survival horror
Giocatori
1
Produttore
N.A.
Sviluppatore
Precursor Games
Distributore
N.A.
Versione
Filmato
Requisiti
/
Uscite    
Autunno 2014
N.A.
Autunno 2014
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L'OSCURITA' FORSE NON POTRA' ESSERE FERMATA, MA DI SICURO DEVE ESSERE FINANZIATA...


Sviluppato a cavallo dell'epoca che ha visto succedersi il Nintendo 64 ed il GameCube e distribuito nei negozi qualcosa come undici anni fa, Eternal Darkness – Sanity's Requiem accompagnò al lancio la console violacea della Casa di Kyoto.

Fu subito amore, tra l'utenza Nintendo e l'oscuro e gotico survival horror di origini canadesi, e questo in barba al preconcetto largamente diffuso che la platea che venera Mario e Zelda non sappia apprezzare i titoli adulti e maturi. Non è vero, li sa apprezzare benissimo: a patto che siano di qualità!



FRATELLI COLTELLI

Da allora di acqua sotto i ponti ne è scorsa parecchia, eppure, chi ha giocato ad Eternal Darkness – Sanity's Requiem, ha continuato a sperare di vederne prima o poi un seguito.

Peccato però che questo survival horror fosse a conti fatti l'unico titolo d'eccellenza di una software house, Silicon Knights, dal curriculum assai modesto, che tra una compartecipazione per convertire Metal Gear Solid – The Twin Snakes su GameCube ed un discreto Too Human, ha inanellato anche un gran numero di brutture, del calibro del dimenticabile X-Men Destiny.

Una situazione economica traballante, l'addio polemico di tanti dei suoi componenti storici, la crisi del 2009 e più recentemente una lunga sequenza di licenziamenti e di dimissioni improvvise, hanno poi fatto il resto e contribuito al fallimento “di fatto” del gruppo, ormai dilaniato da feroci polemiche che avranno forse anche strascichi giudiziari.

Ma, dalla carcassa di Silicon Knights, negli ultimi mesi è nato un nuovo team di sviluppo: Precursor Games, un gruppo più amatoriale che professionale, che ha raccolto soprattutto i dipendenti in rotta con la gestione “dispotica” del precedente datore di lavoro.

Desiderosi di cimentarsi con un nuovo Eternal Darkness, i ragazzi di Precursor Games si stanno ritagliano uno spazio di manovra ad hoc in cui sviluppare Shadow of the Eternals per non finire invischiati in insidiose trappole legali, dato che non dispongono dei diritti per richiamare esplicitamente il survival horror per GameCube.

In più, le cronache dipingono il dirigente di Silicon Knights come “furibondo” per il comportamento a suo dire “sleale” dei suoi ex dipendenti e “pronto a tutto” pur di fermare eventuali cloni non autorizzati del progetto originale.

Insomma, alle difficoltà iniziali, si è aggiunto anche un clima lavorativo a dir poco infernale, caratterizzato da vere e proprie faide tra ex colleghi e compagni di scrivania!

E come se tutto ciò non fosse sufficiente, dato che gli sviluppatori non hanno trovato alcun produttore disposto a credere in loro, sono stati costretti ad affidare il progetto al buon cuore dei videogiocatori.

La prima raccolta fondi via Kickstarter è andata a vuoto clamorosamente (l'obbiettivo prefissato per incominciare i lavori era di un milione e mezzo di dollari), e così la seconda, chiusasi a fine Agosto con meno di 350 mila dollari incamerati rispetto ai 750mila richiesti.

Precursor Games tuttavia non demorde e vuole completare il gioco, anche a costo di smembrarlo in singoli episodi da distribuire ratealmente su eShop.

Resta però da capire se tutte queste vicissitudini accadute in questi dieci anni influiranno, ed in che modo, sullo sviluppo del povero sequel spirituale di Eternal Darkness – Sanity's Requiem.

 

PESSIMISMO COSMICO

Sequel spirituale o meno, Shadow of the Eternals nasce con il preciso intento di far rivivere le meccaniche di gioco dell'acclamato survival horror per Nintendo GameCube. E, al netto delle polemiche con la dirigenza di Silicon Knights ed i rischi di violare i diritti d'autore, occorre ammettere che il titolo fa di tutto -ma proprio di tutto!- per richiamare il vecchio Eternal Darkness – Sanity's Requiem.

A partire dalla trama, ancora una volta caratterizzata da forti richiami alla letteratura horror di Howard Philips Lovecraft, che su schermo si traducono in atmosfere gotiche, malate e disturbanti, ed a quella del nostrano Umberto Eco, che col suo Il nome della Rosa aveva sviscerato per primo i raccapriccianti giochi di potere che si nascondono tra le mura secolari delle abbazie.

Ma progrediamo con ordine e parliamo anzitutto della trama.

Come in Eternal Darkness – Sanity's Requiem, anche Shadow of the Eternals sembra contrapporre la volontà dell'uomo a quella di inquietanti entità pseudodivine, identificate con il nome di “Antichi”. Tratti di peso dal cosmicismo di Lovecraft, questi esseri immortali risalgono alla notte dei tempi e sono dotati di poteri immensi. Invisibili ed ignoti ai più, hanno ordito trame dai risvolti importanti per la storia dell'umanità, arrivando persino a piegarla rispetto al corso originario.

Per loro, gli esseri umani sono poco più che delle pedine sulla scacchiera e spesso intervengono per modificare il corso della partita. Potremmo dire che questo pantheon oscuro non differisce molto da quello tradizionale, ellenico. Anche Zeus, Minerva, Apollo e via andare si appassionavano alle vicende terrene e finivano puntualmente per mettervi becco. La visione di Lovecraft, ripresa sia da Eternal Darkness, sia da Shadow of the Eternals, è però ben più pessimistica ed inquietante: anzitutto qui le divinità che sovrintendono le leggi del cosmo non sono antropomorfe, ma hanno l'aspetto di orribili creature tentacolari, e ciò basta a renderle meno simpatiche. In secondo luogo, gli Antichi non hanno alcun interesse per l'umanità: non la odiano, e nemmeno la amano. Non meritiamo alcun accorgimento particolare perché non siamo nulla, nell'immensità dell'universo, e per questo ci trattano, come del resto trattano altre popolazioni sperdute nello spazio, come inconsapevoli truppe del loro esercito, in una guerra sanguinosa che perdura dalla notte dei tempi, senza essere mai riuscita a decretare un vero vincitore. Perché, narra il Libro delle Tenebre, quando una di esse avrà la meglio sulle altre, quando l'equilibrio infine sarà spezzato, l'universo sprofonderà nel male...

Per questo Precursor Games ci riporta, sulle orme del titolo per GameCube, a spasso per i secoli, così da farci toccare con mano l'opera degli Antichi, tramutandoci in testimoni consapevoli delle macchinazioni che hanno ordito assieme ai loro seguaci per favorire questa o quell'altra fazione.

 

L'INFERNALE STORIA DELL'UOMO

Come nel vecchio Eternal Darkness – Sanity's Requiem, anche in Shadow of the Eternals sarà un fatto di cronaca nera all'apparenza slegato da ambienti esoterici e storie di demoni a dare il via al racconto. Si parte quindi nel presente per ripercorrere a ritroso la millenaria storia dell'umanità.

E' il nebbioso e palustre stato americano del Louisiana a fare da sfondo all'ultima mossa degli Antichi. Nell'ospedale di Pleasant View, si consuma infatti un atroce massacro, il più sanguinoso che la recente storia americana ricordi.

All'apparenza pare uno scontro tra gang rivali, ma il detective Paul Becker non si lascia convincere dai rapporti dei colleghi e, sebbene i superiori spingano perché il caso venga chiuso rapidamente, decide di indagare.

Schernito dalle autorità del luogo, Becker ascolta lungamente John Smith e John Doe, i due unici superstiti del massacro, i quali, ovviamente, non ricordano nulla. Il primo è un signore di mezza età, raffinato, eclettico e misterioso, che sicuramente sa molto di più di ciò che racconta; l'altro, un teppistello da strada con parecchi precedenti, è invece il principale sospettato, essendo stato ritrovato privo di sensi con le braccia intorno al collo di una delle numerose vittime. L'inchiesta porta il detective a scoprire l'esistenza di un culto esoterico incentrato sulla venerazione di un libro: il Necronomicom, il Libro delle Tenebre di cui parla Lovecraft nelle sue storie, già al centro della scena in Eternal Darkness – Sanity's Requiem.

Non solo: Becker scopre anche la venerazione di tre Antichi perennemente in guerra tra loro: Ulyaoth, sovraintendente dell'alchimia e dei fenomeni sovrannaturali, Xel’lotath, dio della pazzia e Chattur’gha, padrone della materia e delle cose che possono essere forgiate e distrutte. A loro si aggiunge una quarta divinità, la più importante: Mantorok, il Dio Cadavere, Dio dell’Ordine e del Caos.

Qui la storia si sposta nell'Ungheria degli inizi del Seicento, più precisamente nel Castello Csejthe, dimora della nobildonna Erzsébet Báthory. Volitiva, lunatica e dispotica, la Bàthory vive tutta sola in una questa antica fortezza di famiglia, lontana dai grandi centri abitati.

Biasimata da quell'alta società di cui dovrebbe far parte per non aver voluto prendere marito e per le sue tendenze saffiche mai represse, è indagata dalle autorità dell'epoca perché sarebbe coinvolta nella sparizione in circostanze misteriose di oltre 400 avvenenti fanciulle che hanno infilato la porta del suo maniero. I maligni mormorano che le abbia uccise dopo essersi congiunta carnalmente con ciascuna di loro officiando macabri riti neri volti a garantirle l'eterna giovinezza.

Impensierito dalla scomparsa della figlia, un ricco mercante ordina alla propria serva Clara Rusznyák, un'orfana di etnia gitana, di farsi assumere nel palazzo Csejthe sotto le mentite spoglie di ancella e di indagare così sulle sorti della ragazza sparita.

La bellezza di Clara le spalanca non solo le porte del castello, ma addirittura quelle del cuore di Erzsébet Báthory, che la vuole come dama di compagnia ed amante. Non passa molto prima che Clara scopra che nel maniero è custodito un misterioso grimorio che ossessiona la sua padrona: il Necronomicom.

Lì un nuovo salto temporale ci porta nel cuore dell'Europa continentale, anno del Signore 814, per seguire le disavventure di Theodorico, messaggero al servizio dell'ormai moribondo imperatore Carlo Magno.

Il giovane Theodorico viene inviato in gran segreto in una piccola e laboriosa abbazia di monaci benedettini immersa nella Foresta Nera con il compito di recuperare e portare ad Aquisgrana una reliquia dei tempi antichi custodita proprio nelle catacombe del monastero. L'imperatore è infatti in fin di vita e, in preda ai deliri senili, si è fermamente convinto che solo questo prezioso manufatto d'origine divina possa salvarlo.

L'accoglienza che riceve Theodorico però non è delle migliori: fin troppo fedeli alla regola del silenzio, i monaci non rivolgono al messo imperiale alcuna parola, né lo aiutano nel compimento della sua missione. Anzi, paiono restii a consegnare all'imperatore il loro oggetto di culto, nascosto chissà dove nell'edificio. Non solo: come nel romanzo di Umberto Eco, Il nome della Rosa, il giovane giunge nell'abbazia proprio mentre si sta verificando una lunga e efferata catena di omicidi, della quale ovviamente i prelati non vogliono che se ne parli.

Naturalmente toccherà all'imberbe messaggero imperiale indagare per scoprire i segreti che quelle mura secolari nascondono, stando però attento perché qualcuno si sta già muovendo per eliminarlo. E sarà proprio Theodorico a rinvenire, in un'ala segreta del monastero, il Necronomicom, non prima però di essere portato al cospetto di uno degli Antichi...

 

FRAMMENTAZIONI IN VISTA

Questi i principali protagonisti di Shadow of the Eternals, anche se il sito del gioco in origine ne lasciava intravedere quasi una ventina, tratti di peso dalle epoche e dai contesti storici più disparati: da gentiluomini dell'ottocento europeo a guerrieri andini, passando per sovrani africani e centurioni romani.

Non sappiamo se Precursor abbia deciso di ridimensionare il progetto, o se i tre personaggi (il detective, Clara e Theodorico) siano gli eroi del primo capitolo, nella prospettiva quindi di confezionare le avventure singolarmente su eShop, resta il fatto che un recente filmato ha lasciato intravedere una parte ancora parzialmente nascosta della trama.

Per la precisione, sono state mostrate le rovine del Castello Csejthe, così come verrà poi ridotto nel 1942. Negli anni del secondo conflitto mondiale, il maniero di Erzsébet Báthory sarà utilizzato come sede della misteriosa società Forschungsgemeinschaft Deutsches Ahnenerbe, fortemente voluta da Himmler, braccio destro di Hitler. L'associazione nascondeva dietro presunte finalità scientifiche ed antropologiche volte a documentare la superiorità storiche della razza ariana, lo studio dell'occultismo, dell'esoterismo e di antichi riti pagani. Possiamo dunque immaginare che anche i gerarchi nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale fossero interessati al rinvenimento del Necronomicom.

Ciò che conta, insomma, è che sia stata mantenuta la narrazione stratificata in più epoche storiche: Eternal Darkness – Sanity's Requiem contava su 12 personaggi diversi, tutti credibili ed ottimamente caratterizzati. Shadow of the Eternals non dovrà essere da meno, se vuole essere all'altezza dell'illustre predecessore spirituale...

 

LA FOLLIA, SI SA, E' EREDITARIA...

Oltre alla sinossi, intricata come non mai ed intrecciata all'immaginario lovecraftiano, c'è un altro elemento che accomuna Shadow of the Eternals al vecchio Eternal Darkess – Sanity's Requiem: il gameplay basato sulla perdità della sanità mentale.

Chi anni fa giocò al survival horror per Nintendo 64 si ricorderà bene, infatti, che alla consueta gragnuolata di mostri infernali -classica del genere-, gli sviluppatori canadesi avevano abbinato la possibilità, tutt'altro che remota, che il nostro eroe perdesse la lucidità.

Raffigurata su schermo da una barra verde, similare in tutto per tutto a quella della vita, la sanità mentale andava diminuendo a mano a mano che si subiva l'apparizione delle ripugnanti creature al soldo degli Antichi.

In pratica, più mostri si incontrava, più ci attardavamo a sconfiggerli, e più il protagonista del gioco cadeva vittima della paura e di una strisciante malattia mentale i cui sintomi potevano manifestarsi in molteplici modi: allucinazioni visive, uditive, flashback, e via discorrendo.

In questo modo il giocatore si trovava invischiato fino alla cintola nelle aberrazioni mentali del proprio alter ego videoludico e veniva presto travolto da atmosfere malsane e nocive, capaci di rendere tutt'oggi Eternal Darkness – Sanity's Requiem un unicum nel pur vasto panorama dei survival horror.

Si perdeva ogni raccordo con la realtà e si finiva per chiedersi se i mostri che ci si paravano di fronte fossero reali (e talvolta non lo erano) o frutto della malattia mentale del nostro avatar, il cui raziocinio veniva presto ridotto ad una purea tremebonda.

Per rendere l'esperienza di gioco più straniante che mai, i ragazzi di Silicon Knights si erano letteralmente sbizzarriti nella cura di questo curioso aspetto, così da mettere assieme un campionario sterminato ed il più possibile vario di allucinazioni mostruose: statue che giravano la testa per seguire il nostro passaggio, muri e soffitti che grondavano sangue, stanze che iniziavano a vorticare, quadri che si trasformavano alla nostra vista, mutando paesaggi bucolici in raccapriccianti panorami infernali, libri che volavano, pavimenti che ci inghiottivano come sabbie mobili, silhouettes ragnesche che attraversavano il teleschermo come se avessero zampettato sul televisore, mille voci misteriose che farfugliavano in sottofondo, rumori di passi che si facevano più forti senza che ci fosse nessuno, il pianto lamentoso di prigionieri torturati chissà dove...

Non mancavano nemmeno quelle più scherzose: schermate blu classiche dei crash di Windows che ci suggerivano di resettare il sistema operativo, il volume del televisore che iniziava ad abbassarsi (con tanto di caratteristica grafica verde in sovrimpressione) di fronte ai nostri occhi sbigottiti per il fatto che nessuno stesse armeggiando col telecomando, spegnimenti 'virtuali' dell'apparecchio televisivo, sparizioni di tutti gli oggetti dell'inventario, “the end” immaginari e farseschi, accompagnati dalla scritta “saprete come va a finire acquistando il prossimo capitolo”, inquietanti messaggi che ci avvertivano del malfunzionamento del controller mentre il personaggio iniziava a compiere azioni in totale autonomia, fino ad arrivare alla allucinazione più cattiva, che fingeva di cancellare tutti i salvataggi del gioco.

Insomma, ora non vorremmo che foste indotti a pensare che Eternal Darkness – Sanity's Requiem fosse un gioco comico, perché in realtà quest'ultima tipologia di allucinazioni era assai rara. Tuttavia era doveroso riportarla, in quanto permette senz'altro di capire che ruolo giocasse il sistema di sanità mentale nel gameplay elaborato da Silicon Knights. Si finiva risucchiati a tal punto nella follia del protagonista che alla fine si credeva anche le sortite più assurde!

La vigilia di Ferragosto, Precursor Games ha pubblicato sul proprio canale YouTube un video incentrato proprio sul “sanity system”. Tutt'altro che definitivo, ha lasciato però intendere che anche gli eroi di Shadow of the Eternals saranno in balia delle proprie allucinazioni.

In questo caso il gioco sfrutterà l'avveniristico Cry Engine 3 per creare delle allucinazioni d'effetto. Abbiamo visto muri iniziare a ondeggiare in modo nauseabondo, gorgogliando come se stessero per liquefarsi e stanze iniziare a vorticare selvaggiamente davanti ai nostri occhi.

Siamo ancora alla fase alfa del progetto, perciò non deve stupire che non tutti gli effetti siano ugualmente credibili, tuttavia ci sono buone speranze di poter finalmente rivivere un Eternal Darkness – Sanity's Requiem in alta definizione, coinvolgente ed appassionante come l'originale.

Tutto questo sarà possibile se e solo se Precursor Games riuscirà infine a trovare un distributore che finanzi il progetto. Lo scorso Giugno sono scaduti i termini per rinnovare i diritti sul marchio di Eternal Darkness e pare che Nintendo questa volta non abbia investito altri soldi per una proroga, per cui il soccorso da parte della Casa di Kyoto oggi appare improbabile. Resta da sperare che qualche altra software house, magari occidentale, si faccia dunque carico di questo progetto sicuramente pretenzioso e tardivo, che però vorremmo tanto che prendesse finalmente corpo.

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Carlo Terzano


Aspettativa Shadow of the Eternals

Questo “cinque” va preso con le dovute cautele, in quanto dettato dall'emozione e dai ricordi del capostipite spirituale, e non da prove con mano convincenti, visto che al momento lo stadio di sviluppo di Shadow of the Eternals è poco più che embrionale. Sappiamo benissimo che i titoli dal lungo e travagliato sviluppo non sono mai in grado di dimostrare alcunché e spesso escono ormai vecchi e superati, tuttavia la nostra sete di un nuovo Eternal Darkness è tale da spingerci ad ignorare ciò che ci dice la nostra mente e indurci a scegliere di dar fiducia ai ragazzi di Precursor Games! In bocca al lupo!

 
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