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Splinter Cell - Blacklist



Splinter Cell - Blacklist
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Sistema
Nintendo Wii U
Genere
Stealth Game
Giocatori
1/8
Produttore
Ubisoft
Sviluppatore
Ubisoft Toronto
Distributore
Ubisoft
Versione
PAL
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
Disponibile
scheda_networkon scheda_pegi18
   
 
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MEDAGLIA ALLA CARRIERA PER IL VECCHIO SAM FISHER


Archiviate le vicissitudini legate all'ultimo episodio, il discusso Splinter Cell – Convinction, noto ai più non solo per aver saltato a pié pari le console Nintendo ma anche per aver rappresentato un brusco -e a tratti goffo- tentativo di rivoluzionare i canoni della serie, l'agente segreto di Ubisoft torna a lavorare per la Casa di Kyoto ma, soprattutto, torna ai vecchi gameplay di una volta, per la felicità dei fans storici della serie...



AGILI PIROETTE

Chi vive solo di console Nintendo, probabilmente non saprà nulla di Splinter Cell - Convinction e del perché abbia amareggiato i sostenitori di vecchia data dell'etichetta.

Con il penultimo episodio Ubisoft, conscia del fatto che occorresse intervenire pesantemente su di una struttura che iniziava a mostrare i segni dell'età, aveva deciso di riporre, per la prima volta nella storia della saga, in secondo piano gli elementi stealth, favorendo spiccatamente quelli action.

Il risultato naturalmente aveva sbigottito e amareggiato i più, tanto che con Splinter Cell – Blacklist la parola d'ordine sembra essere “ritorno alle origini”. Per la seconda volta in due anni, l'agente segreto partorito dalla mente di Tom Clancy esegue una busca inversione a “U” in grado di spiazzare la propria platea di riferimento.

Questo nuovo gioco, concepito con l'intento di ritornare ad un prodotto più familiare, non tradisce certo questo suo principio, né manca di raggiungere l'obiettivo, proponendoci un Splinter Cell classico che più classico non si può, ma sviluppato con astuzia e maestria così da regalare agli appassionati il miglior titolo della serie.

 

SI VIVE SOLO DUE VOLTE

Con Splinter Cell - Blacklist, i creativi di Ubisoft Toronto sembrano aver deciso di prendere il capostipite della saga, quello che gettava le fondamenta e chiudeva il perimetro entro cui gli episodi successivi sarebbero dovuti restare, per poi potenziarlo a dovere sfruttando i tanti upgrade tecnologici che si sono succeduti negli anni.

In parole povere: il concept è sempre quello, ma il comparto tecnico e soprattutto il gameplay beneficiano degli ultimi ritrovati della tecnica che le attuali console riescono a regalarci.

Parliamo insomma di una grafica spettacolare, altamente cinematica, ma anche di una giocabilità sufficientemente variegata capace di spaziare con le situazioni proposte ed in grado di farci confrontare con una IA finalmente degna di nota.

Chiamatela “summa” videoludica, perché le innovazioni, che pure non mancano -come avremo modo di vedere-, sono in realtà secondarie ed il gioco è senza dubbio pensato per celebrare la decennale carriera della “Cellula Infiltrata”.

Partiamo quindi proprio parlando delle novità.

Quella che ci appare con maggior veemenza, è senza dubbio il tentativo di introdurre un over-world così da sovvertire il classico modo di procedere per livelli. Non stiamo naturalmente parlando di una struttura zeldaresca ò a la GTA, ma di una innovazione intrigante, che consente, tra una missione e l'altra, di parlare con i PNG della propria base, spendere i punti ottenuti per migliorare l'equipaggiamento e, perché no, accettare missioni secondarie.

Tutto ciò sarà possibile grazie all'introduzione del Paladin, il quartier generale volante del Fourh Echelon che all'occorrenza potremo anche comandare, sfruttando naturalmente il giroscopio interno al GamePad Wii U.

Il Paladin sarà il nostro campo-base: vi ritorneremo dopo ogni missione e potremo esplorarlo da cima a fondo, rinvenendo documenti preziosi per chi desidera completare il gioco al 100% e, soprattutto, parlando con i colleghi per ottenere le numerose missioni secondarie.

Proprio le side-quest rappresentano l'ossatura di Splinter Cell – Blacklist in quanto offrono ai fans storici la possibilità di scoprire nuovi dettagli sulla sinossi e, nel contempo, di mettersi alla prova con sfide via via sempre più ardue e toste, pensate appositamente per completare il livello di sfida originale.

 

VIVI E LASCIA MORIRE

Parlando di sfida, sappiate che Splinter Cell – Blacklist riesce ad essere piuttosto competitivo fin dal livello Normale, anche se, per fortuna, i veterani del marchio potranno subito cimentarsi con le difficoltà “Realistico” o “Professionista” che riducono drasticamente la tollerabilità del gioco ai vostri errori. Scegliendole, infatti, l'avventura non cambierà di una virgola (tranne alcuni obiettivi secondari qua e là), così come la routine avversaria. Tuttavia, le guardie diventeranno più sensibili ai rumori ed ai movimenti sospetti e tenderanno a diventare parecchio più fastidiose una volta che le avrete allertate. Inoltre, come nei veri stealth game che si rispettino, Splinter Cell – Blacklist vi punirà duramente qualora decidiate di procedere in maniera avventata ingaggiando scontri a fuoco con i vostri avversari: le difficoltà “Realistico” o “Professionista” prevedono che il nostro Sam Fisher soccomba già al secondo proiettile che ne intinge il corpo.

Ma, dicevamo, anche il livello Normale risulta sufficientemente competitivo da poter divertire. Questo, appunto, grazie ad una IA nemica finalmente degna di nota! La saga di Splinter Cell non ha mai brillato per l'intelligenza delle guardie: platealmente farsesca la possibilità, nei passati episodi, di sgattaiolare a pochi centimetri dal cattivo di turno senza che questi battaesse ciglio o addirittura di tirargli addosso pietre o lattine (pensate per attirarli altrove) senza essere scoperti.

In Splinter Cell – Blacklist, Ubisoft Toronto ha lavorato parecchio per archiviare una volta per tutte simili brutture e, sebbene qua e là siano rinvenibili ancora degli svarioni piuttosto antipatici (guardie che tornano alla propria postazione con eccessivo zelo), dobbiamo ammettere che il risultato ci ha parecchio impressionato.

Ad esempio, uccidendo una guardia mentre questa è in contatto radio con le altre, farà precipitare sul posto i colleghi, preoccupati del fatto di non aver più avuto sue notizie. Allertando più di un avversario, difficilmente ritorneranno alla propria postazione, preferendo piuttosto setacciare l'intero livello prima di tranquillizzarsi. Il design degli stage e l'innata elegante agilità di Sam Fisher per fortuna consentono al giocatore di ritagliarsi rifugi nei luoghi più impervi ed impensabili, ma in via generale in Splinter Cell – Blacklist è meglio non scherzare troppo col fuoco.

Ecco perché l'introduzione del drone, un robottino telecomandato multi-uso, rappresenta una divertente ed ispiratissima chiave di volta, capace non solo di variegare sufficientemente l'avventura (date le sue ridotte dimensioni, visiterà ambientazioni che ci sono precluse), ma anche di risolvere con intelligenza le situazioni più complesse.

Un uso attento del drone permetterà persino al nostro Sam Fisher di procedere senza colpo ferire, dato che tutte le guardie possono essere messe potenzialmente fuori gioco proprio da questo giocattolo iper-tecnologico!

 

L'UOMO DAL GADGET D'ORO

A proposito di giocattoli iper-tecnologici, l'altra grande novità di Splinter Cell – Blacklist (la prima, lo ricordiamo, è l'introduzione, seppur timida, di un open world, che consente di racimolare qua e là missioni secondarie) è la possibilità di mettere nel proprio portafogli dei punti esperienza, che vi saranno elargiti in missione a seconda dell'infallibilità del vostro modus operandi, da spendere poi con i tecnici della Paladin così da mettere le mani su nuove tute, nuovi visori, nuove fibre ottiche e via discorrendo.

Probabilmente adesso starete pensando che si tratti dei soliti gadget finalizzati a facilitare il gioco: non è affatto così. Servono semmai a variegare ulteriormente il gameplay, dato che vi spingeranno a tessere nuove strategie, e soprattutto a farvi guadagnare punti extra in abbondanza, in quanto l'utilizzo sensato di questi giocattoli tecnologici fungerà da moltiplicatori in sede di valutazione.

Insomma, si può notare l'ottima stratificazione di gameplay operata da Ubisoft Toronto, che è intervenuta non solo con quattro diversi livelli di difficoltà, ma anche con side-quest e giocattoli bonus capaci di offrire esperienze più o meno approfondite e appaganti rispetto a ciò che andate cercando.

Per farvi un esempio, per completare per bene un livello, senza nemmeno mettere in allarme una sola guardia, e scoprendo i percorsi alternativi preparati dagli sviluppatori, potrebbero volerci anche due ore. Questo però non significa che non sia possibile completare la medesima missione anche in 35-40 minuti, naturalmente mettendo in conto qualche sbavatura in più ed un voto finale decisamente inferiore.

Chiaro è che lo stile Fantasma paga maggiormente non solo in termini di mera pecunia, ma anche di soddisfazione: finire un livello senza ammazzare una sola guardia è roba da veri professionisti. Di contro siamo un po' tutti buoni a sopravvivere ad una missione dopo aver fatto una carneficina, ovvero avvalendoci dello stile Assalto (il gioco prevede anche la via di mezzo, stile Pantera, che permette uccisioni solo a patto che siano silenziose).

Non c'è un modo giusto o sbagliato di compiere il proprio lavoro, tutto dipende dal nostro approccio, anche se naturalmente non dobbiamo dimenticarci che Splinter Cell significa “cellula fantasma” ovvero infiltrata, e la prima regola di un buon infiltrato è quello di passare sotto il naso dei nemici senza nemmeno farli sospettare di nulla.

Si tratta, insomma, di un gioco altamente personalizzabile, che può essere vestito dal giocatore e modificato in base ai propri gusti personali. Il fatto che possa accontentare tutti, questa volta non si traduce nel fatto che scontenti tutti...

 

AL SERVIZIO SEGRETO DI NINTENDO

Ad oggi Ubisoft è sicuramente la terza parte che ha investito più risorse nel tentativo di adattare i propri titoli al GamePad Wii U. Splinter Cell – Blacklist non fa naturalmente eccezione e chiama in causa più o meno tutte le bizzarre features del controller, regalando così all'utenza Nintendo dei frangenti esclusivi parecchio divertenti.

Il microfono integrato ad esempio viene utilizzato per simulare -ottimamente, aggiungiamo- il collegamento radio tra Sam Fisher ed il quartier generale; il touch screen invece è un ottimo menu navigabile senza dover mettere in pausa il gioco e, all'occorrenza, avrà anche funzioni diverse, diventando ora un terminale, ora una videocamera miniaturizzata, ora un visore notturno, ora un'utile fibra ottica che ci rivela chi si nasconde al di là di una porta. In questo modo, mentre il televisore offre un'immagine differente, il giocatore avrà la possibilità di godere di un'altra visuale, che inquadra magari un'altra porzione del livello. Sembra una feature di poco conto, ma in realtà si è rivelata uno stratagemma capace di aumentare l'immedesimazione, visto che, avere una telecamera che inquadra Sam Fisher anche mentre è alle prese con i suoi giocattoli tecnologici ce lo rende più precario e vulnerabile che mai, visto che sembra suggerirci che un nemico lo potrebbe cogliere alle spalle in qualunque momento!

Parecchio simpatico, infine, l'utilizzo del GamePad Wii U (e dei suoi sensori di movimento) alla stregua di timone nelle sessioni di guida della base volante Paladin: beneficiate dalla visuale in prima persona e da una risposta dei comandi parecchio convincente, riusciranno ad essere davvero immersive, più di quelle di cui potranno godere gli utenti delle console rivali.

D'altro canto, dobbiamo anche ricordare che la versione Nintendo Wii U è l'unica ad aver perso il co-op locale, fungendo invece ottimamente quello via Internet: si tratta di una quindicina di missioni affrontabili con un amico, che all'occorrenza potrà coprirci le spalle o aiutarci “fisicamente” (grazie ad una lunga serie di mosse eseguibili in due) a raggiungere l'obiettivo.

Tre in questo caso le modalità di gioco: infiltrati in una base senza farti scoprire, elimina ogni minaccia e l'immancabile sopravvivenza, nella quale l'unico obiettivo è quello di far fronte comune alle interminabili orde di nemici che sopraggiungono da ogni parte. Oltre a queste modalità di contorno, si segnala poi la mini-campagna che vi verrà affidata ad un certo punto dal sergente Briggs: in questo caso si tratta di un insieme di missioni che ricalcano da lontano la modalità principale in solitaria, con tanto di situazioni variegate e canovaccio a sé.

Sul fronte deathmatch, non mancano le modalità competitive: Estrazione, Controllo Dati, Blacklist e Classico proporranno rivisitazioni più o meno riuscite dell'immancabile “re della collina” e permetteranno ad 8 giocatori di unirsi alla partita.

 

SOLO PER I TUOI OCCHI

Sotto il profilo tecnologico, Splinter Cell – Blacklist si affida ancora una volta all'Unreal Engine tirandolo al massimo delle sue potenzialità.

Si tratta di un motore grafico ampiamente sfruttato che, per quanto convincente ed affascinante, ha ormai più poco da dire ed è già stato superato da molti altri rivali già messi alla prova in questa attuale generazione di console.

Ubisoft comunque si trova ormai a proprio agio con questo particolare motore, dunque non deve stupire che abbia deciso di affidarcisi un'ultima volta prima del salto sulle piattaforme di prossima generazione (PS4 e X-Box One, circa il Wii U, si vedrà...).

Il risultato generale è molto buono e convincente: il motore grafico è solido e gestisce con maestria le situazioni più complesse, i livelli ed i fondali sempre sufficientemente spettacolari, il comparto delle animazioni come al solito sbalorditivo (parliamo della software house di Prince of Persia...), e gli effetti speciali (fumo, shader, particellarizzazione, esplosioni, fuoco, effetti luce...) non mancano.

A voler essere pignoli possiamo denunciare il fatto che la cura di cui gode il modello poligonale di Sam Fisher, soprattutto a livello di espressività facciale, non sia riscontrabile in nessun altro comprimario, e ciò diventa particolarmente fastidioso durante i filmati in tempo reale, quando il nostro si interfaccia con altri PNG e lo “stacco” grafico si avverte più che mai, e che la versione Wii U non sembra beneficiare del pacchetto di texture in HD (salvo che non arrivi su eShop al momento della commercializzazione del prodotto, il prossimo 22 Agosto), proposto invece su X-Box One e PlayStation 4.

Dispiace anche notare che gli stage ancora una volta non siano quasi per nulla distruttibili e che ci siano particolari come schermi, paletti o seggiole di plastica capaci addirittura di resistere ad una granata.

In generale, però, il comparto grafico si conferma essere di livello medio-alto e, come dicevamo prima, spreme come un limone un engine che ha ormai fatto il suo tempo.

Di qualità anche maggiore il comparto audio, capace di avvolgere il giocatore con una enorme quantità di rumori ambientali: dal traffico in lontananza, fino al respiro rabbioso dei cani da guardia, al chiacchiericcio continuo delle vostre ignare vittime, per arrivare poi ad un opprimente silenzio ovattato capace di farvi tremare le mani e sudare la schiena nelle situazioni maggiormente concitate.

Da Oscar l'interpretazione di Luca Ward (la voce italiana di James Bond) che ritorna al leggio di Ubisoft e regala nuovamente uno Sam Fisher spettacolare, che le altre nazioni si sognano.

Forse il lavoro svolto da Luca Ward è anche fin troppo buono, dato che stride con la bravura “nella norma” (senza infamia e senza lode) dei doppiatori scelti per i comprimari.

Insomma, al netto di tutte queste considerazioni, Splinter Cell – Blacklist è un ottimo prodotto, forte di un level design convincente ed ispirato, di un gameplay stratificato che potrà essere indossato come un abito e modificato a seconda delle proprie esigenze, di tante piccole trovate in grado di svecchiare un'ossatura che si ripete uguale a sé stessa dal 2002 ad oggi e di una modalità multiplayer sorprendentemente coinvolgente!

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Leonardo Gatto


pro_contro_piu Il miglior capitolo della serie
pro_contro_piu IA degna di nota
pro_contro_piu Livello di sfida entusiasmante
pro_contro_piu Altamente personalizzabile
pro_contro_piu Il GamePad Wii U sfruttato con intelligenza
pro_contro_piu Tante modalità multiplayer...
...Su Wii U manca il co-op locale pro_contro_meno
Motore tecnico con qualche ruga pro_contro_meno

Valutazione Splinter Cell - Blacklist
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8.2
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8.5
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8.8
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9.0
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In definitiva, Splinter Cell – Blacklist è, senza tema di smentita, il miglior episodio di questa fortunata saga decennale. Ubisoft Toronto è riuscita ad unire la fedeltà alle meccaniche storiche a piccole ma marcate innovazioni strutturali, ed il risultato è convincente ed appagante. Splinter Cell – Blacklist è un titolo ampiamente personalizzabile, che consente a tutti di trarne il meglio, indifferentemente dal proprio stile di gioco. Solido e profondo, riuscirà ad intrattenere i giocatori per parecchie settimane, anche grazie alle modalità multiplayer di contorno. Semplicemente da avere.
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