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The Legend of Zelda - The Wind Waker HD



The Legend of Zelda - The Wind Waker HD
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Sistema
Nintendo Wii U
Genere
Azione / GdR
Giocatori
1
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo
Distributore
Nintendo Italia
Versione
PAL
Requisiti
/
Uscite    
20 Settembre 2013
26 Settembre 2013
4 Ottobre 2013
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LA LEGGENDA INDOSSA IL SUO MIGLIOR VESTITO!


Dici “The Wind Waker” e ti viene in mente il mare. Dici “The Wind Waker” e pensi allo Zelda più rilassante ma anche drammatico mai sviluppato. Dici “The Wind Waker” e non puoi non pensare al GameCube, sfortunata console Nintendo zeppa di titoli tripla A che purtroppo hanno capito in pochi. Dici “The Wind Waker” e ti vengono a galla i ricordi di quel Maggio 2002 in cui il gioco finalmente arrivò nei negozi, e tutti i nintendofili dell'epoca si fiondarono ad acquistarlo con la testa zeppa di dubbi e domande. Ma quando dici “The Wind Waker”, dal cassetto della memoria spunta anche, immancabile, lo sgomento che la presentazione del gioco suscitò al Nintendo Space World 2001.

Insomma, si possono dire tante cose, parlando di The Legend of Zelda – The Wind Waker, perché in dieci anni di vita, quel titolo ha saputo tessere attorno a ciascun giocatore una vera e propria ragnatela di ricordi più o meno dolci.

Noi vedremo di ripercorrere l'importanza che ha avuto questo progetto all'interno della serie e l'evoluzione inattesa che gli è stata concessa grazie a Wii U, in un viaggio che, speriamo, odori di mare...



LA LEGGENDA DELLA LEGGENDA

Per parlare di The Legend of Zelda – The Wind Waker con cognizione di causa, bisogna anzitutto risalire alla calda estate del 2000, quando Nintendo, nel presentare il GameCube, mostrò alla platea losangelina la demo tecnica di Zelda 128.

Come la demo tecnica dello Zelda HD per Wii U presentata due anni fa sul medesimo palcoscenico, anche Zelda 128 non costituiva un vero e proprio episodio, ma si limitava a riprendere una parte dell'ultimo capitolo uscito (nella specie, Ocarina of Time), per tradurla con la nuova potenza grafica del GameCube.

Il risultato fu un'ovazione del pubblico, che vedendo proiettato su schermo uno scontro tra Link e Ganondorf più epico che mai, si alzò in piedi urlante di gioia pregustando chissà quali gloriose avventure in compagnia dell'erede spirituale di Ocarina del Tempo.

Senonché, a dodici mesi esatti da quella data, allo Space World del 2001, Nintendo mise in scena uno Zelda completamente diverso dalle aspettative.

Sparita l'atmosfera cupa e densa di pathos del duello finale tra i due acerrimi nemici, spariti i colori scuri, il character design adulto, il nuovo capitolo si posizionava agli antipodi di quanto mostrato, mandando in avanscoperta un biondissimo Link super-deformed che scorrazzava in un mondo caricaturale e colorato, quasi mariesco.

Sembrava uno scherzo. Chi si aspettava di assistere allo Zelda più drammatico mai visto si ritrovava di fronte un bamboccio che si prendeva gioco di un pugno di Moblin come fa Bip-Bip con Willy E. Coyote nei cartoni della Warner Bros.

Lo stupore in sala fu tale che, terminata la proiezione del launch trailer, persino Miyamoto rimase imbarazzato per come era stato accolto il gioco (vi invitiamo a cercare il video su YouTube).

Del resto lo sgomento dei presenti era comprensibile: era come se Tim Burton di colpo si fosse messo a lavorare per Disney.

Oggi sappiamo bene quanto fossero sciocchi quei pregiudizi, ma per la seconda volta nella sua lunga ed importante carriera, Miyamoto doveva dimostrare che si può fare un gioco profondo, completo ed appagante anche con uno stile artistico infantile ed edulcorato.

Con un precedente come Yoshi's Island, gli si poteva forse dare torto?

 

ROTTA VERSO IL WII U

In una recente intervista, Eiji Aonuma ha dichiarato che The Legend of Zelda – The Wind Waker HD è nato quasi per caso. Il suo team era infatti al lavoro sullo stile grafico di cui avrebbe dovuto beneficiare il prossimo capitolo per Wii U e, dato che The Legend of Zelda Skyward Sword aveva rappresentato una giusta via di mezzo tra il cartoon dell'episodio GameCube e lo stile serioso di Twilight Princess, i suoi uomini avevano provato a riprodurre in HD parti dei due titoli, così da farsi un'idea più precisa sulla direzione da intraprendere.

La demo interna di Twilight Princess è finita a Los Angeles per mostrare al mondo i muscoli di Wii U, quella di The Wind Waker è piaciuta talmente tanto un po' a tutti, ad iniziare dagli stessi Aonuma e Miyamoto, che alla fine hanno deciso che sarebbe stato un peccato per l'utenza perdersi questo remake in alta definizione.

E così, il prossimo 4 Ottobre, The Legend of Zelda – The Wind Waker HD attraccherà ai porti dei vostri Wii U in tre edizioni: la solus edition, contenente il gioco standard; quella speciale con la statuetta di Ganondorf e, infine, quella in bundle con un Wii U nero da 32 GB serigrafato con i sacri emblemi del Regno di Hyrule. A ciascuno il suo.

 

IL MAREMOTO DI MIYAMOTO!

In questa lunga recensione, tenteremo di capire cos'è cambiato rispetto all'originale per GameCube.

Essenzialmente il comparto tecnico. Sai che novità, per un gioco che porta la dicitura “HD” fin nel titoletto.

Rimane più o meno inalterato, com'è ovvio, il gameplay, anche se, come vedremo in seguito, questa definizione non è del tutto esatta.

The Legend of Zelda – The Wind Waker HD si ripropone, oggi, al videogiocatore del 2013 con una veste grafica tutta nuova, frutto delle possibilità offerte dal Nintendo Wii U.

Ma, attenzione: rispetto a remake giocati di recente, quale ad esempio The Legend of Zelda Ocarina of Time 3D, il comparto grafico questa volta è stato ritoccato solo in parte, in modo meno invasivo.

A fronte della rivoluzione effettuata sul versante delle texture, ripulite per essere più definite che mai, e degli effetti speciali, brillanti e possenti come mai prima, la mole poligonale è infatti rimasta la stessa del gioco per GameCube. Cosa significa questo? Che Link, Zelda, i boss del gioco e i tanti comprimari presenti sono composti del medesimo numero di poligoni che già contavano nel 2003.

Un vero peccato, perché se è vero che il cell shading quasi impone uno stile grafico spartano, ed i boss di norma riescono comunque ad essere spettacolari pur nel loro aspetto originario (anche perché ricoperti di texture HD e ammantati da effetti scenici spettacolari, come fumo, lampi e lapilli), i PNG meno importanti lasciano intravedere un'ossatura piuttosto datata, che stride col contesto.

Naturalmente, questo si ripercuote anche sulla qualità delle animazioni, inalterate rispetto a dieci anni fa. Non si avverte troppo quando si gioca, mentre si tende a storcere il naso nei filmati, un po' statici e legnosi riproposti oggi.

La mole poligonale complessiva resta invariata anche per ciò che riguarda le ambientazioni: l'Isola Primula, l'Isola Taura e tutte le altre locations del gioco, dungeons inclusi, sono esattamente come ce le ricordavamo. Il colpo d'occhio sulle prime non ne risente troppo, ma quando si tratta di calpestare attivamente le scene, ci si accorge che qua e là due o tre poligoni in più non avrebbero certo guastato, come nel caso della salita al bosco delle fate dell'isola natia di Link, in cui in certi tratti è fin troppo ripida proprio per sopperire ad una scarsa densità di poligoni. Oppure come il rampicante che corre lungo il retro del negozio di bombe, sull'Isola Taura, riproposto ancora solo sottoforma di texture spalmata sulla facciata dell'edificio e non di fogliame poligonale, come ci saremmo aspettati.

Niente di serio, per carità, ma, da incontentabili pignoloni quali naturalmente siamo (ci conoscete), avremmo preferito che Nintendo rimpolpasse di più certe strutture, rendendole più dolci e naturali, un po' come avvenuto in The Legend of Zelda Ocarina of Time 3D.

Si tratta di facezie, perché il colpo d'occhio regalato da The Legend of Zelda - The Wind Waker HD è comunque notevole, in grado di regalare ugualmente sorrisi inebetiti a profusione.

 

ISOLE SALTELLANTI?

Prima di parlare delle migliorie apportate, meglio toglierci l'ultimo sassolino nella scarpa e dire ciò che non ci ha convinti a livello tecnico. Attenzione: non grafico, tecnico.

Parliamo essenzialmente del pop-up, ovvero quel fenomeno che fa apparire di punto in bianco i dettagli all'orizzonte. Non è mai stato un bel vedere su GameCube, figuriamoci il piacere di ritrovarselo quasi inalterato, oggi.

La potenza di calcolo di Nintendo Wii U ha consentito a The Legend of Zelda – The Wind Waker HD di allontanare enormemente la linea di orizzonte, tanto che le isole più grandi si vedono ora da diversi chilometri di distanza (e non esageriamo, considerando che l'oceano che potremo navigare liberamente è immenso). Sul vecchio GameCube era possibile vedere le isole mentre venivano “costruite” dal processore: a mano a mano che ci si avvicinava, la silhouette si faceva sempre più complessa ed acquistava dettagli. Non era troppo bello, ma faceva il paio con la trovata di frazionare la mappa, ed i caricamenti, in quadranti, così da rendere il gioco il più fluido possibile.

Oggi le mini-interruzioni dovute ai caricamenti quando si sbarca da un settore all'altro sono per fortuna sparite, tuttavia il pop-up è rimasto. Magari non proprio marcato come su GameCube, ma l'effetto grafico c'è, ed è fastidioso, nel 2013.

 

COME IN UN CARTOON!

Adesso che ci siamo tolti il fastidio dei sassolini, possiamo invece lasciarci andare alle lodi sperticate.

Questo perché The Legend of Zelda – The Wind Waker HD ha, pur nella semplicità di un gioco che è rimasto essenzialmente intatto, fascino e carisma da vendere, anche grazie al restyling dell'alta definizione.

Anzitutto, dobbiamo partire applaudendo la rinnovata luminosità dei colori, e la scelta di rivedere per intero la palette cromatica: oggi più di allora sembra di essere catapultati in un cartone Disney. E' peraltro piacevole notare come i nuovi effetti di luce conferiscano corpo e spessore a tonalità pastello nate e pensate per essere piatte e spalmarsi uniformemente sui poligoni. L'effetto che ne deriva è straniante: Link, Dazel e tutti gli altri personaggi sembrano più tondeggianti di quanto non lo fossero nel 2003, e hanno l'aspetto di adorabili bambocci batuffolosi!

Del resto, il remake grafico di Nintendo fa un uso smodato degli effetti di illuminazione in tempo reale: il sole non è mai stato tanto presente in tutta la serie come in questa versione e colora quasi con prepotenza i paesaggi, mutandoli a seconda dell'ora del giorno. I tramonti infiammano il cielo e tingono ogni cosa di una dolce tonalità rosa-pesca che trasforma le buffe isole del gioco in piccole bomboniere e i folli abitanti in assurde statuine di zucchero; le albe, invece, riescono quasi a trasmettere uno strano torpore invernale, sprofondate come sono in cupe tonalità di grigio che scivolano in un mesto verde-acqua che si leva dalle nebbioline dal sapore autunnale.

Se c'è una cosa che dovrebbe essere nota anche ai non-lupi di mare, è che il tempo, nell'oceano, cambia repentinamente. Non deve perciò stupire se Nintendo abbia tirato a lucido il modo in cui vengono riproposti i cambiamenti climatici.

I temporali risultano ora particolarmente distruttivi ed avvolgenti, anche grazie al nuovo modo con cui è stato realizzato il cielo: se nell'originale era un semplice fondale, in The Legend of Zelda – The Wind Waker HD abbiamo una vera e propria calotta tridimensionale che sovrasta l'overworld. Le nuvole, perciò, anziché apparire distanti, ci passeranno proprio sulla testa, circondandoci in modo soffocante quando il tempo volge al brutto! E poi ci sono gli effetti speciali dei lampi e dei fulmini, che fendono l'aria ed illuminano in modo sincopato l'oscurità, rendendo particolarmente drammatica la navigazione. Quando infine torna il sole, non si può non notare che le poche nuvole rimaste proiettino la propria ombra sul mare, ormai calmo come una tavola!

Abbiamo parlato di momenti drammatici: ebbene, sappiate che, a sorpresa, Nintendo ha rimesso mano anche agli spartiti. Purtroppo l'intenzione di rimanere quanto più possibile fedele alla controparte originale non le ha concesso di fare il salto verso i componimenti orchestrali (il ché è un gran peccato, considerato soprattutto quanto sono toccanti alcuni filmati di intermezzo), tuttavia si nota una profonda pulizia del suono, e alcuni brevi motivetti sono stati addirittura rifatti da zero, così da risultare maggiormente coinvolgenti, anche se registrati in modo affine ai MIDI che la Casa di Kyoto usava all'epoca.

 

MAPPE NAVALI TATTILI

Altra novità portata in dote da The Legend of Zelda – The Wind Waker HD riguarda l'ovvia e scontata compatibilità con il GamePad Wii U.

Prima di scoprire le funzionalità secondarie, analizziamo brevemente il sistema di controllo: il tasto A è deputato all'azione (aprire porte, bauli, parlare, ecc...) e a mollare fendenti con la spada, il tasto ZR al lock on dei nemici (particolarmente scomodo quando va premuto assieme ai tasti cui vanno assegnati gli items secondari) ed i pulsanti X, Y ed R (quest'ultimo piuttosto lontano) richiameranno invece bombe, archi, rampini, foglie Deku e via discorrendo.

I controlli tutto sommato funzionano, anche se, come evidenziato, per la sua scarsa ergonomia il GamePad Wii U presenta qualche problema di troppo, che noterete soprattutto nelle prime ore di gioco. I giocatori dalle mani non troppo grosse farebbero forse meglio rivolgersi al Controller Classico Pro, anche se, così facendo, si rinuncia alle numerose features uniche della tavoletta.

Al visore tattile è infatti demandata la gestione dell'inventario, che potrà quindi essere richiamato senza mettere in pausa il gioco. Così facendo, anche se è tutt'altro che facile, potrete cambiare le armi secondarie persino nel bel mezzo di un combattimento.

Di contro, nelle sessioni marine lo schermo si trasforma in una utilissima mappa, da avere sempre sotto il naso senza dover richiamare in ogni istante un'apposita schermata. La navigazione potrà perciò procedere spedita, senza interruzioni.

Spiace invece dover constatare che Nintendo non abbia aggiunto la possibilità di scribacchiare sopra le cartine nautiche, come accadeva in The Legend of Zelda – Phantom Hourglass per Nintendo DS. Si avverte a più riprese il bisogno di segnare sulle mappe qualcosa che si è appena scoperto ma che al momento non si è in grado di raggiungere e, data la vastità dell'overworld, la paura di non essere più in grado di ritrovare quel punto particolare, se non dopo ore e ore di esplorazioni infruttuose, è tutt'altro che infondata.

Direttamente da The Legend of Zelda Ocarina of Time 3D troviamo invece la compatibilità con l'accelerometro interno: questo significa che quando utilizzerete alcuni oggetti (come l'arco, il rampino o il boomerang) potrete mirare muovendo il pad. Sulle prime sembra scomodo, ma questo sistema si rivela invece molto più intuitivo rispetto al modo tradizionale, che coinvolge lo stick analogico di destra, non sempre facile da raggiungere.

Non manca, infine, la modalità off-tv che permette di giocare senza appoggiarsi alla televisione e facendo affidamento al solo visore incorporato nel paddone.

 

COS'HA PORTATO LA MAREA?

Come dicevamo ad inizio recensione, qualcosa come tre pagine fa, The Legend of Zelda – The Wind Waker HD non si limita a sbatterci in faccia l'importante maquillage grafico, ma aggiunge anche al prodotto originale diverse piccole innovazioni volte al miglioramento del gameplay, delle quali, le novità legate al GamePad Wii U viste fin'ora costituiscono solo una parte.

Nintendo ha infatti smussato alcuni aspetti non troppo riusciti dell'originale, così da perfezionare l'esperienza offerta non solo ai giocatori che affrontano l'episodio per la prima volta, ma anche a coloro che, avendo già provato la versione GameCube, sono ora smaniosi di rigiocarsela in alta risoluzione.

Tra i cambiamenti salienti, spicca una vela speciale che permette al nostro Drakar non solo di andare più molto più veloce, ma anche di infischiarsene della direzione del vento, che nella norma andrebbe invece cambiata usufruendo della Bacchetta che in questo episodio fa un po' le veci dell'Ocarina di Ocarina of Time o dell'Arpa di Skyward Sword.

Grazie a questo nuovo item, l'oggetto cardine del gioco finisce sicuramente in secondo piano, ma vista l'immensità dell'overworld, non dispiace solcare le onde al doppio della velocità consentita in origine.

Un ulteriore cambiamento riguarda la facilitazione della raccolta dei frammenti della Triforza del Coraggio, dispersa in otto parti nel vasto mare blu. Non vi diciamo troppo per non rovinarvi la sorpresa, ma Nintendo ha pensato bene di disseminare qualche indizio in più rispetto al passato per non lasciarvi brancolare troppo nel buio. Anche l'uso della Bacchetta dei Venti, lo strumento forse meno intuitivo e affabile della serie, è stato ritoccato così da renderla meno ostica e più accessibile. Tra l'altro, quando la si usa sul touch screen del GamePad Wii U compaiono tutte le melodie già imparate, che non dovranno essere richiamate mettendo il gioco in pausa.

Altra novità riguarda la possibilità di giocare subito in modalità Eroica. Si tratta della difficoltà avanzata già vista in The Legend of Zelda Skyward Sword, nella quale non si trovano cuoricini ristoratori ed i nemici infliggono molto più danno. Invece di ottenerla in premio per aver concluso il gioco, qui è possibile accedervi direttamente, così da speziare l'avventura a tutti coloro che già la provarono su GameCube.

Terminiamo, infine, parlando di Miiverse. L'apporto del social network di Nintendo viene qui reso in modo a dir poco particolare. Liberando infatti il povero Tingle, fatto prigioniero sull'Isola di Taura, riceverete una particolare bottiglia (nell'originale era la possibilità di connettere un GameBoy Advance e cooperare così con un amico) che vi consentirà di affidare i vostri scritti all'oceano. Naturalmente potrete rinvenire sulla spiaggia anche quelli degli altri giocatori, che possono essere delle semplici esternazioni prive di senso, ma anche delle seriose risposte alle vostre richieste d'aiuto nel caso vi siate bloccati (in questo caso, non temiate: saranno le bottiglie a trovare voi, apparendovi di continuo davanti appena sbarcarti su qualsiasi isola).

Purtroppo non possiamo scendere più nei dettagli perché il servizio on line è tutt'ora chiuso, dato che The Legend of Zelda – The Wind Waker HD non è ancora nei negozi, dunque non abbiamo avuto modo di provarlo.

 

LA LEGGENDA PORTATA DAL VENTO

Se abbiamo commesso un errore, nello scrivere questa recensione, è l'aver dato per scontato che chi la leggerà abbia già giocato al titolo originale per GameCube.

Tuttavia, le novità erano tali, ed il gioco talmente vasto, che sarebbe stato impossibile valutare entrambi gli aspetti, così da focalizzarci sulle differenze delle due versioni e nel contempo presentare il gioco a chi non l'ha mai provato prima d'ora.

A tutti i neofiti, basti sapere che The Legend of Zelda – The Wind Waker HD costituisce uno degli episodi più pacati e tranquilli, per il modo di incedere, ma anche toccanti dell'intera serie.

Non siamo di fronte al capitolo più difficile o a quello più rivoluzionario. Siamo anche lontani dagli episodi a loro modo di rottura come Ocarina of Time o Skyward Sword, e si veleggia pure a gran distanza da quelli più sincopati e tosti, come poteva essere Majora's Mask.

The Legend of Zelda – The Wind Waker HD è piuttosto classico, nella sua colorata intelaiatura, ed anche rilassato e rilassante, tanto nel modo di presentare i dungeons quanto in quello di sbattervi in faccia i boss. Tuttavia, non caschiate nell'errore di farvi traviare dallo stile artistico, perché, a livello di sinossi, è una delle opere più adulte, toccanti e drammatiche della saga, capace di caratterizzare come mai prima di allora (e purtroppo mai nemmeno in seguito), i tre mitici attori sul palcoscenico della Triforza: Link, Zelda e Ganondorf.

L'opera di Aonuma-san è vera poesia, e sebbene il gioco non sia impegnativo come altri capitoli e nemmeno particolarmente lungo, si assapora ogni istante speso per mare in compagnia di Drakar e di quel maschiaccio di Dazel. Le inedite sessioni stealth, i tanti minigiochi sparsi qua e là, ed il forte sapore (salino) della scoperta fanno il resto, confezionando un gioco unico, ora graziato anche dall'alta definizione.

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


A cura di : Carlo Terzano


pro_contro_piu L'episodio più poetico della saga
pro_contro_piu Stile artistico inimitabile
pro_contro_piu La mimica facciale di Link è strepitosa
pro_contro_piu Tante piccole migliorie in termini di gameplay
pro_contro_piu Effetti luce e speciali da Oscar
pro_contro_piu Comparto audio rimesso a nuovo
La mole poligonale è rimasta invariata pro_contro_meno
Le animazioni sono un po' legnose pro_contro_meno
In mare il fenomeno pop up è evidente pro_contro_meno
Sarebbe stato bello trovare componimenti orchestrali pro_contro_meno
Manca la possibilità di annotare le mappe pro_contro_meno
Qualche minigioco inedito non avrebbe guastato pro_contro_meno

Valutazione The Legend of Zelda - The Wind Waker HD
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9.2
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8.6
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In definitiva, The Legend of Zelda – The Wind Waker HD non tradisce le aspettative e si rivela essere il degno remake di un capolavoro indiscusso. Non è mai facile recensire questo tipo di rifacimenti, specie quando vanno a spolverare titoli entrati nel mito: il confine tra quello che può essere revisionato e ciò che deve restare inalterato è labile e quantomai soggettivo. Noi avremmo preferito un intervento più incisivo, ma Nintendo ha comunque sviluppato questo remake in modo intelligente, intervenendo delicatamente tanto sul versante tecnico (grafico e sonoro) quanto sulle meccaniche di gioco. Il risultato è un titolo piacevole oggi come allora, in grado di emozionare, stupire, spaventare e commuovere il giocatore. Da avere!
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