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Hyrule Warriors



Hyrule Warriors
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Sistema
Nintendo Wii U
Genere
Azione
Giocatori
1/2
Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Omega Force
Distributore
Nintendo Italia
Versione
PAL
Requisiti
/
Uscite    
N.D.
N.D.
19 Settembre 2014
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IL NATALE QUEST'ANNO È ARRIVATO PRIMA!


Per circa tre decadi, il nome “Zelda” è stato associato, da milioni di ragazzi, alla magica atmosfera del Natale. Erano infatti i capitoli di quella serie a stazionare saldi ed in prima posizione nella lista dei regali da chiedere a Babbo Natale ed erano proprio i capitoli di quella serie a far impazzire le mamme ed i papà di mezzo mondo, facendoli schizzare da un negozio all'altro il giorno della vigilia alla ricerca della dannata cartuccia dorata da mettere sotto l'albero.

Con il 2014, però, la tradizione sembra essersi interrotta: il trittico aureo e scintillante della Triforza tornerà a brillare sui nostri schermi il prossimo 19 Settembre. Certo, è “solo” uno spin-off, non un capitolo ufficiale ma, udendo quelle sinfonie, è impossibile non respirare di nuovo la magica atmosfera delle feste natalizie! E dire che, solo fino a ieri, eravamo spaparanzati in spiaggia!

Il ritorno dalle ferie non poteva essere più dolce, grazie a Nint... ops, a Koei-Tecmo!



A SPIN-OFF DORATO NON SI GUARDA IN BOCCA!

Non deve essere stato facile, per Nintendo, decidere di concedere il suo marchio più prestigioso per creare uno spin-off. C'è di mezzo una delle pietre miliari della storia videoludica e, soprattutto, il prestigio ma anche la credibilità della stessa Casa di Kyoto.

Non deve nemmeno essere stato facile decidere di far arrivare il povero Link in un ambiente così diverso da quello in cui è nato e cresciuto: a ben pensarci, infatti, quella di Zelda e quella di Musou sono due saghe che hanno davvero ben poco in comune.

Tanto è precisa e puntigliosa la prima, con i suoi dungeons, ed i nemici piazzati in modo minuzioso così da essere una estensione “viva” dei mille trabocchetti che insidiano i sotterranei; quanto è caciarona la seconda, che chiede al giocatore di affrontare, da solo, intere armate, non risparmiando qualunque cosa si muova davanti a lui. Tanto punta sul divertimento ricercato e raffinato la proprietà intellettuale di Nintendo; quanto il concept messo a punto da Koei-Tecmo mira invece a solleticare il lato più becero che è in noi, nutrendolo a suon di arti mozzati e di spadoni grossi così in grado di affondare nel ventre molle di un battaglione con un solo fendente come il grissino notoriamente fa col tonno.

Non c'è davvero nulla che sembri unire l'universo di Zelda a quello dei Musou.

Anzi, forse qualcosa c'è. A ben vedere, sul finale di Zelda – The Skyward Sword, l'ultimo episodio edito per console da salotto, c'era un passaggio in cui il nostro Link doveva guadare un fiume tumultuoso di Moblin che facevano di tutto per arrestare la sua marcia. Il giocatore si trovava circondato da centinaia di nemici e più ne ammazzava, più ne arrivavano! Chissà se è stato quel frangente a far accendere la proverbiale lampadina in testa a qualche sviluppatore. Chissà se è stata Nintendo a contattare Tecmo-Koei o se la chiamata è stata fatta dai loro uffici. Non lo sapremo mai e, in fondo, chiederselo ha lo stesso valore del domandarsi se sia nato prima il Cucco o l'uovo.

Quel che è certo -perché l'ha rivelato lo stesso Miyamoto- è che la prima versione di Hyrule Warriors approntata da Omega Force era decisamente più simile ad un episodio classico. Al guru di Nintendo, però, non è andata bene, tanto che ha ribaltato il tavolo da te, chiedendo a Tecmo-Koei di fare ciò che gli riesce meglio: un Musou ma con l'ambientazione della serie Nintendo. Anche a costo di stravolgerla.

Certo, da un lato questa notizia può far tremare i polsi: vuol dire che Hyrule Warriors rischia di essere distante milione di anni luce dagli episodi tradizionali, ma dall'altro rassicura, perché fa anche capire che solo Nintendo si possa arrogare il diritto di continuare a sperimentare sui binari tracciati dal gameplay classico. Alle terze parti, insomma, è dato modo di sbizzarrirsi solo in altri ambiti.

 

TUTTI IN SCENA, HA INIZIO LO SPETTACOLO

Dall'inatteso matrimonio tra Nintendo e Koei-Tecmo era lecito aspettarsi un episodio davvero di rottura. Tuttavia, nei primissimi istanti di gioco, Hyrule Warriors non sembra affatto discostarsi troppo dalla saga di The Legend of Zelda. Anzi, soprattutto la sinossi pare incardinarsi alla perfezione nell'immaginario intessuto da Aonuma e i suoi.

E, infatti, tutto ha inizio con la principessa Zelda intenta ad intonare arci-note armonie con la sua cetra nelle piane verdeggianti attorno al castello. Ad Est, però, qualcosa si muove: nubi minacciose ed una forza maligna impalpabile ma letale stanno avanzando verso la capitale del regno. Come uno tsunami, l'oscuro potere incede inarrestabile, inghiottendo ogni cosa. Persino Zelda non riesce a scappare e scompare avvolta nel miasma velenoso!

Per fortuna era solo un sogno!

L'ennesimo, però, di una lunga serie di terribili incubi che, da diverso tempo, tormentano le notti della povera principessa. Impa, la coraggiosa Sheikah che ha giurato di proteggere Zelda, ne è certa: il male sta per ridestarsi. E, come se non bastasse, l'eroe di cui parlano le leggende, colui che indosserà la tunica verde e esorcizzerà il male, non si è ancora fatto vivo. Proprio per rintracciarlo Zelda ha dato inizio ad una massiccia campagna di reclutamento di guerrieri provenienti da ogni parte di Hyrule, ma tra i novellini che si allenano nel cortile e che le due donne osservano con cupidigia ogni giorno non sembrano esserci soldati di particolare talento.

Il tempo, per il regno protetto dalla Triforza, è agli sgoccioli, gli aruspicini non mentivano: un mostruoso esercito sta marciando su Hyrule. Zelda ed Impa decidono di guidare una disperata controffensiva e, quando tutto sembra volgersi contro di loro, dalla retroguardia sbuca una recluta dal biondissimo ciuffo ribelle...

Inizia proprio così, con un lunghissimo filmato al cardiopalma (di quelli come, purtroppo, se ne vedono davvero pochi nella serie ufficiale), Hyrule Warriors.

Omega Force ha fatto le cose per bene e, al netto del fatto che il gioco sia poi un Musou con le skin e le texture del gioco Nintendo, non si può dire che non trasudi di magia zeldiana.

A cominciare dalla trama, che fa davvero l'impossibile per giustificare lo spostamento in tre differenti epoche che sono poi gli universi tratti dagli episodi più amati: Zelda The Skyward Sword, Zelda Twilight Princess e Zelda Ocarina of Time.

Che si combatta all'ombra del Tempio del Tempo, nella pacifica Oltrenuvola o nel regno crepuscolare di Zant, in compagnia di Midna, il gioco è e resta un Dynasty Warriors ma, almeno, gli sceneggiatori hanno fatto i salti mortali per dare un senso al tutto, evitando di predisporre la temuta commercialata.

E così può accadere di incontrare anche un buon numero di personaggi creati ad hoc da Tecmo-Koei, come Lana, la potente maga con il naso sempre calato sul misterioso “Tomo bianco”, o la perfida Cia, la strega che guida le armate nemiche con buona dose di fascino e carisma. E quando non hanno inventato da zero, i creativi di Omega Force hanno comunque saputo rimpolpare le personalità di figuri noti ed amati, come la Impa di Skyward Sword, oppure la bizzarra entomologa Xenia di Twilight Princess o il massiccio e scorbutico Darunia, re dei Goron, di Ocarina of Time. Parlano davvero tanto, in Hyrule Warriors, come non era mai stato loro concesso prima, e si muovono sul palcoscenico come consumati attori.

Finalmente abbiamo modo di scoprire qualcosa in più sulla personalità di Faih (non è nemmeno così antipatica, ora) o sul conto della raggiante principessina Ruto del popolo degli Zora. Ma anche i nemici sono finalmente più presenti sulla scena, più carismatici e ciarlieri: oltre a Cia avremo modo di incontrare il cavaliere Volga, che altri non è che la reincarnazione di Volvagia (Ocarina of Time) o il perfido ed infido spettro Sciaman, uno degli esseri maligni più inquietanti visti nella serie.

Poi, naturalmente, ci sono loro: i pezzi da 90. La triade demoniaca fa davvero paura, ora che è al gran completo e conta di Zant, il folle luogotenente di Ganon, che ha messo le proprie mani sul regno del crepuscolo, di Ghirahim, viscido e bizzarro come piace a noi, e del potente condottiero Ganondorf, deciso come non mai a strappare a Link e a Zelda gli altri due pezzi della Triforza.

Rispetto agli Zelda tradizionali, Tecmo-Koei ha dato a questi personaggi molta più libertà d'azione. Non ci riferiamo solo al fatto che potremo impersonarli: le scene di intermezzo in cui si fronteggiano sono davvero molte, tutte curate assai e di sicuro impatto. Ciò ha consentito agli sceneggiatori di rendere figure appena abbozzate personaggi completi e interessanti. Su tutto pesa, naturalmente, l'assenza del doppiaggio: il "muto" stride con il taglio cinematografico moderno dato alle sequenze di intermezzo. Naturalmente la scelta, anacronistica, è imputabile a Nintendo, che non ha mai voluto dar voce ai suoi personaggi: il problema, viste le nuove tecnologie, è incalzante e speriamo possa essere risolto in vista del prossimo capitolo, perché le scritte a schermo fanno parte del secolo scorso e gli eroi che boccheggiano come pesci in un acquario sono davvero tristi.

 

SUL CAMPO DI BATTAGLIA

Ma non stiamocela troppo a raccontare: se la trama non è mai stato l'elemento di forza in The Legend of Zelda, figurarsi che peso possa mai avere in un Musou, in un hack'n'slash che vi fa passare il 99,9% del tempo sventagliando spade e alabarde per affettare intere armate.

Tutto funziona esattamente come nei Dynasty Warriors più classici: ogni livello è un enorme campo di battaglia composto da macro-aree. Il nostro scopo, naturalmente, è quello di avanzare. Avanzare sempre e comunque. Avanzare e avanzare.

Per farlo, bisognerà però prima assolvere a piccole missioni che ci verranno date in itinere: resistere alla carica dei nemici, proteggere un insediamento alleato, mantenere la posizione fino all'arrivo degli alleati, assediare un presidio nemico, distruggere le balliste avversarie, incendiare le torri da battaglia e via discorrendo. Questi obbiettivi ci faranno schizzare da un punto all'altro della mappa mentre, attorno a noi, centinaia e centinaia di soldati si faranno la guerra.

Principalmente si avanza quando si sottraggono i campi-base ai nemici. Sostituendo ai presidi nemici i vostri, potrete contare su nuove truppe e unità differenti, come l'arrivo in scena dei Goron o persino nuovi generali d'armata del calibro di Sheik o Impa.

In tutta questa confusione, Omega Force è comunque riuscita a mantenere intatto lo spirito zeldiano. È il caso, ad esempio, delle armi secondarie (rampini, archi, bombe, guanti della forza) rintracciabili come da copione negli scrigni, tanto utili a menar mazzate ai poveri Moblin e Stalfoss che vi capiteranno a tiro, quanto chiavi risolutive di piccoli enigmi ambientali. Ogni arma secondaria, poi, altro non è che un pretesto per trovate tratte di peso da qualche episodio. Le citazioni sono migliaia, non siamo nemmeno sicuri di averle indovinate tutte, ed è proprio l'affetto che Omega Force nutre nei confronti della monumentale saga di Zelda ad ammaliare lo spettatore, rendendo questo Musou qualcosa di ben diverso dal solito Dynasty Warriors: provate, ad esempio, ad infastidire un Cucco...

Non solo orpelli grafici, intendiamoci: l'intero bagaglio iconografico della serie diretta da Aonuma è stato trasposto con maestria anche nel gameplay, ad esempio nelle boss-battle in cui per far fuori alcuni sgherri particolarmente potenti bisogna darci dentro solo e soltanto con una certa arma, esattamente come avveniva in qualche passato capitolo giocato su Wii o Nintendo 64.

A proposito del passato, abbiamo trovato strappalacrime la modalità Avventura, che pesca a piene mani dal capostipite per NES, prendendo in prestito mappe, stile grafico e nemici per proporre al giocatore un gameplay un po' diverso, fatto di micromissioni utili per fare incetta di personaggi, armi ed items secondari.

 

LA (LUNGA) VIA DELLA SPADA

A sorpresa, è proprio la modalità secondaria Avventura a sorprendere maggiormente, grazie alle sue meccaniche più snelle, che consentono di prendere parte a sessioni di gioco maggiormente contenute. Il problema principale di Hyrule Warriors, infatti, è che sbrodola troppo: un livello può durarvi anche quasi un'ora e, dato che il gameplay dei Musou non è dei più vari, al tremillesimo Moblin sventrato potrebbe venirvi voglia di trovare una soluzione diplomatica per risolvere la contesa.

Si sventaglia la spada di continuo: mentre si è circondati, mentre si difende la posizione, mentre si distruggono le armi d'assedio del rivale, mentre si viaggia come dannati lungo mappe invase dai nemici per far fronte alle tante micro-missioni che vengono commissionate in itinere, rimbalzando come biglie per i quattro punti cardinali.

Per fortuna la crescita di esperienza dei personaggi, la possibilità di investire i punti ottenuti combattendo per migliorare le statistiche ed accrescere il parco mosse, unita alla possibilità di creare nuove armi e di fare incetta di pozioni, regala un minimo di spessore, ma il concept, inutile dirlo, è quello -brutale- di un Dynasty Warriors. Un Dynasty Warriors su cui hanno cucito sopra lo stemma della Triforza.

Lo sapevamo, ce l'aveva detto Nintendo e noi del resto vi avevamo avvertito durante le nostre numerose preview e prove con mano. Il prodotto, insomma, è quello, perciò inutile lamentarsene. Anche perché, Musou zeldaresco sì, ma zeldaresco di classe. Il fanservice insomma non è poi così evidente, il titolo è e resta una commercialata, ma di quelle ben congegnate.

Omega Force ha fatto esattamente ciò che voleva Shigeru Miyamoto: un Dynasty Warriors con le skins di Zelda. Forse pure qualcosa in più, visto che la sinossi non è affatto male, le numerose sequenze filmate di una caratura tale che in un The Legend of ufficiale ce le scordiamo ed il titolo abbonda di richiami che non sono buttati lì a caso: dai menu agli items, passando per alcune scene statiche confezionate con lo stile di Zelda Minish Cap fino ad arrivare alle boss battle, c'è di ché sorprendersi e sorridere. A volte sono minuzie, a volte si tratta di trovate intelligenti ben intessute nell'economia del gioco, più in generale abbiamo a che fare con elementi che, nella loro semplicità, conferiscono comunque carattere al prodotto, permettendogli di posizionarsi tra i Musou più riusciti, completi, complessi ed ispirati.

I nuovi personaggi si incardinano alla perfezione nell'universo ideato da Miyamoto e da Aonuma e quelli vecchi risplendono di una luce inedita che dona -finalmente?- loro maggior spessore, maggior fascino, maggior carisma.

Certo, resta sul campo la dicotomia storica tra Zelda e Musou. Zelda non è un Dynasty Warriors, come non è un Mario Kart, eppure il DLC venturo metterà Link alla guida di un bolide a quattro o a due ruote, ma nessuno, per questo, si aspetterà di trovarsi di fronte ad un capitolo ufficiale. Quindi, prima di avviare il nostro Wii U, occorre abituarsi all'idea che siamo davanti ad uno spin-off: inutile aspettarsi le regole tradizionali. Inutile anche avvicinarsi al prodotto con il timore di trovarsi davanti un'opera blasfema. Hyrule Warriors deve essere vissuto come una magica trasferta in una saga diversa.

Sono due mondi diversissimi che si sfiorano. Potevano collidere amaramente ma, invece, quella tentata da Nintendo e Koei-Tecmo è stata una unione stramba, vivace, chiassosa e pure parecchio piacevole. Ognuno poi farà vita a sé, come accade dopo quelle storie d'amore con persone diversissime da noi che sapevamo che non ci avrebbero cambiato la vita e che, quando infine la passione svanisce, le si ricorda comunque con trasporto.

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 


A cura di : Carlo Terzano


pro_contro_piu Omega Force ha dimostrato di amare la Leggenda
pro_contro_piu Tonnellate di rimandi, tutti ben amalgamati
pro_contro_piu Tanti personaggi giocabili, tanti sbloccabili
pro_contro_piu Modalità Avventura fresca e divertente
pro_contro_piu Crescita del personaggio
pro_contro_piu Splendidi remix sonori
È un Musou, o lo si ama o lo si odia pro_contro_meno
Sessioni di gioco estenuanti pro_contro_meno
Gameplay parecchio ripetitivo pro_contro_meno

Valutazione Hyrule Warriors
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8.5
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8.6
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9.0
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7.6
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8.5
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8.4
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pagella_stellina
In definitiva, Hyrule Warriors è proprio una bella sorpresa. Il fatto che Zelda incontrasse Musou sul campo di battaglia ci aveva inquietato parecchio. Invece dobbiamo dire che i ragazzi di Team Ninja e Omega Force hanno fatto davvero un ottimo lavoro, fondendo le due serie con gusto e nascondendo, laddove possibile, i biechi intenti commerciali che sono la reale ragion d'essere di questo spin-off. Dynasty Warriors indossa i verdi vestiti dell'Eroe del Tempo e ci permette di rivivere in maniera innovativa e caciarona gli eventi alla base di Skyward Sword, Ocarina of Time e Twilight Princess. Dimenticate quindi gli enigmi, le visite in bucolici villaggi o i romantici tramonti in riva al lago Hylia: si va a caccia di Moblin!
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